EUCARESTIA COME PANE DI VITA

Francesco sintetizza la festa del Corpus Domini

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“L’eucarestia guarisce perché unisce a Gesù, ci fa assimilare il suo modo di vivere”. Spiegare una celebrazione così solenne è impossibile, perché questo giorno celebra la sacralità di un evento unico per ogni cristiano. Il Dio fatto carne decide di spezzarsi per noi, sceglie la via della condivisione totale senza pretese. Un Dio capace di tutto questo può essere annoverato tra le cose più folli, perché resta inconcepibile ai nostri occhi. L’egoismo dilaga senza sosta, vedendo al centro l’io al posto di Dio. Per questo, credere in Gesù che si fa carne per noi è di difficile comprensione, anzi forse si rischia di cadere nella fantascienza. Ebbene, nonostante tutto, questo dono e mistero resta alla nostra portata, presente quotidianamente durante la celebrazione eucaristica. Dinanzi a tutto questo splendore siamo sconcertati, disarmati, perché Dio desidera visitarci e aiutarci. Il pane del conforto e della riconciliazione, si vagheggia perché l’aiuto divino scende nel concreto. Nessuno è degno di riceverlo, tutti siamo peccatori nelle nostre vite. Il sostegno ci viene dal cielo, ricordandoci che l’eucarestia è il cibo per i peccatori non per i santi (sempre se ci siano).

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Bergoglio coglie nel segno, elogiando la misericordia di Dio, che scende in mezzo a noi andando oltre le brutalità correnti. Infatti, proprio il Papa sottolinea la centralità di questo giorno: “Nell’Eucarestia la fragilità è forza dell’amore che si fa piccolo per poter essere accolto e non temuto”. Il Papa ci ha provato, centrando il fulcro del dono. Gesù compì il gesto di spezzare il pane, siglando un accordo eterno con l’umanità intera. Tutto parte da qui, da quel pane spezzato che sostiene i deboli e gli indigenti capace di guarire ogni ferita. Sicuramente si rischia di essere ripetitivi, ma evidenziare l’imponenza del mistero eucaristico non è umano. Ogni libro o testi teologica risulta insufficiente, perché come citava santa Teresa di Lisieux: “Se la gente conoscesse il valore dell’Eucarestia, l’accesso alle chiese dovrebbe essere regolato dalla forza pubblica”.

Giuseppe Capano

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