Eurogruppo sospeso

Ancora tensioni sulle modalità di fruizione dei fondi del Mes

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L’Eurogruppo, ovvero il meeting informale che riunisce i Ministri delle finanze dei 19 stati membri, componenti attivi anche dell’eurozona, alla vigilia della riunione dell’Ecofin, (Consiglio economia e finanza), sarebbe stato sospeso dopo 16 lunghe ore di trattative, iniziate nel pomeriggio dello scorso martedì. La causa dell’interruzione dei lavori sarebbe stata il sopraggiungere di impegni istituzionali che avrebbero costretto i vari ministri ad abbandonare il virtuale tavolo dei negoziati.

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Si prevede però che la discussione sia prontamente ripresa nel corso della mattinata di domani. Naturalmente in gioco c’è l’accordo sulle misure economico-finanziare necessarie per far fronte alle catastrofiche conseguenze socioeconomiche prodotte dall’emergenza Covid-19; si tratterebbe quindi di produrre quella risposta forte e unitaria che diversi paesi stanno invocando già da settimane a livello comunitario. Purtroppo però le voci in capitolo sono discordanti su vari punti, soprattutto circa la condizionalità legata alle Eccl, le linee di credito a condizioni rinforzate de Mes, (Meccanismo Europeo di Stabilità).

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Per intenderci, il ricorrente “Fondo salva-stati”, sarebbe un’organizzazione internazionale che nel tempo ha assunto la veste di organizzazione intergovernativa, composta infatti da un consiglio di rappresentanti degli stati aderenti, nata con le modifiche apportate al Trattato di Lisbona nel 2011, nell’ottica di costituire un fondo finanziario europeo, per la stabilità finanziaria dell’eurozona. Di base, il fondo emette prestiti, concessi a tassi fissi o variabili, per assicurare assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà e acquista titoli sul mercato primario, attenendosi strettamente alle condizioni molto severe previste dai trattati istitutivi. La discordia in questione vede da una parte la posizione dei Paesi Nordici,favorevoli ad una condizionalità a due stadi, dapprima leggera, per poi avviare riforme per incrementare la competitività, d’altra parte la posizione di paesi quali Italia e Spagna che viste le vicissitudini sopraggiunte, sarebbero sfavorevoli alla sottomissione a qualsiasi forma di condizionalità nell’usufruire delle risorse del Mes. Naturalmente sarà necessario convergere verso un compromesso equo che pur sempre nel rispetto delle disposizioni stabilite dai trattati, assicuri aiuti concreti che vadano a sostegno della ripresa economica dei paesi maggiormente colpiti, in conformità al principio di solidarietà tra gli Stati Membri.

Federica Scippa

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