FIDUCIA SULLA LEGGE ELETTORALE

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Autorizzato dal governo il ricorso alla fiducia sugli articoli 1, 2 e 3 della legge elettorale dopo la richiesta del Pd che vuole evitare il rischio dei franchi tiratori. Durante l’annuncio in aula da parte della ministra Anna Finocchiaro, gli esponenti contrari – in gran parte grillini - non hanno risparmiato grida, urla e proteste. Le prima sessione di voto, sui primi due articoli, si svolgerà mercoledì 11 ottobre, a partire dalle ore 15.45. Sulla terza ci si esprimerà invece giovedì mattina. Sarà poi necessario attendere la sera per conoscere gli esiti del voto finale.

Non si è fatta attendere la reazione di Alessandro Di Battista che, nella piazza antistante l’ingresso di Montecitorio è stato aspramente contestato dai manifestanti del Movimento Liberazione Italia dell’ex generale dei carabinieri ed ex deputato Antonio Pappalardo. Nella stessa piazza anche i leghisti per sostenere i referendum in favore dell’autonomia delle regioni del Nord e persino i No vax.

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La vera protesta M5S contro il Rosatellum bis si svolgerà domani alle 13, giorno in cui dovrebbe iniziare ad essere votata la fiducia sulla riforma, proseguendo per tutto giovedì pomeriggio. “Se il governo dovesse porre la fiducia sul Rosatellum sarebbe un atto eversivo, contro la democrazia, la libertà del voto e la sovranità dei cittadini - ha detto il capogruppo alla Camera Simone Valente – “con la complicità di Lega e Forza Italia che, sulla carta, sono all’opposizione, ma che fanno parte di questo grande e vergognoso inciucio contro i cittadini”. Grida all’”aberrazione istituzionale” Luigi Di Maio che ha detto: “Siamo in piena emergenza democratica. L’intento è distruggerci, quello che otterranno sarà rafforzarci. Nei prossimi giorni saremo chiamati tutti a difendere le istituzioni della Repubblica. State pronti”.

“Mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia – ha commentato Roberto Speranza, coordinatore di Mdp – “Qui si sta scherzando col fuoco. Una legge che toglie la sovranità ai cittadini di scegliere i propri eletti viene approvata togliendo la sovranità al Parlamento. Non voglio credere che sia vero”.

L’approvazione della fiducia vieta al Parlamento la possibilità di discutere i primi tre articoli della legge in menzione e Speranza ricorda come un atto del genere si sia verificato due sole volte nella storia italiana: durante il fascismo, con la Legge Acerbo e durante l’Italicum, poi giudicato incostituzionale.

Gentiloni aveva detto parole chiarissime in Parlamento, che la legge elettorale è materia del Parlamento e non del governo” ha ribadito a Rtl 102.5 per Non Stop News.

La situazione era apparsa controversa già dal mattino, ma le parole del capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, avevano fugato ogni dubbio: “Dopo la riunione di maggioranza ho telefonato al premier Paolo Gentiloni riferendo che la valutazione della maggioranza sarebbe che è opportuna la fiducia perché il testo è frutto di un faticoso equilibrio tra maggioranza e opposizione e sottoporlo ai voti segreti metterebbe in difficoltà il complesso del testo”.

Pur non entrando nel merito di valutazioni, il Presidente Sergio Mattarella, ha valutato positivamente l’impegno in Parlamento per giungere a una nuova legge elettorale, auspicando un ampio consenso.

Vincenzo Fortino

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