FIRENZE

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A Firenze, città d’arte per eccellenza, ogni angolo è un manoscritto dove la storia e la cultura si incontrano e diventano poesia. Ma esistono posti, nel capoluogo toscano, in cui si incontrano anche misteri. Partiamo da Palazzo Vecchio, sede del Comune, dove al primo piano si trova lo studiolo alchemico di Francesco I Dè Medici. In questa stanza si possono ammirare dipinti e statue allegoriche raffiguranti concetti filosofali. Francesco era esoterista, e fu lui ad iniziare la lavorazione della porcellana in Firenze, su imitazione di quella cinese. Però questo studiolo era solo un ambiente di studio – per l’appunto - e meditazione, in quanto il laboratorio si trovava nei pressi della Chiesa di San Marco. Restando in Palazzo Vecchio, e salendo al secondo piano, nella Camera di Ercole si trova il dipinto Madonna adorane il Bambino e San Giovannino, in cui si può notare un oggetto che non sembra una nuvola e neppure un uccello, ma che all’epoca, di certo, non poteva esistere.

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E sempre in questo palazzo leggenda vuole si aggiri il fantasma di Baldaccio D’Anghiari, fatto decapitare in piazza della Signoria. Salendo nella Loggia dei Lanzi poi, ed osservando la scultura “Perseo”, di Cellini, si noterà, nella parte posteriore, all’altezza della nuca, un sottile gioco di ombre enervi, che vanno a delineare un volto d’uomo, autoritratto del Cellini stesso. Uscendo dal palazzo ci si dirige verso il Giardino di Boboli, le cui grotte e statue costituiscono scenografie uniche, come l’obelisco egizio, unico presente in Toscana, del XVI secolo a.c., o la Fontana del Nettuno. Tra le altre suggestive opere si può ammirare la Grotta del Buontalenti, con le sue statue che sembrano volere uscire dalle pareti. Interessante la pietra all’interno di un piedistallo a forma di calice al centro della sala, forse un richiamo alla pietra filosofale. Firenze ovviamente vuol dire anche chiese, cupole innalzate a gloria del Signore, ma a volte nella penombra dei candelabri si celano tracce di altre ideologie, come l’affresco a tema astronomico visibile sulla volta della Chiesa di San Lorenzo, in cui si è voluto immortalare un preciso evento accaduto il 4 (o forse 5) luglio 1442. Gli studi hanno verificato l’accuratezza delle posizioni dei pianeti rappresentanti quella data, ma nessuno è stato ancora in grado di individuare l’accadimento richiamato dagli astri. Inoltre, per la cupola della Sacrestia Nuova, sempre nella stessa chiesa, il suo autore, Michelangelo Buonnaroti, si ispirò ai temi cabalistici ed alchemici, come dimostrano i 4 elementi alchemici che circondano i segni zodiacali ed i sette cerchi concentrici confluenti all’interno del cerchio, sette come le sette fasi dell’opera alchemica.

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In Santa Croce, il Pantheon degli artisti, sono sepolti, tra gli altri, Michelangelo, Vittorio Alfieri, Ugo Foscolo, ed altri illustri personaggi, ma inoltre è possibile osservare una statua molto particolare. Infatti appena entrati nella chiesa, a sinistra, fa bella mostra una statua molto simile alla Statua della Libertà, realizzata antecedentemente a Lady Liberty, e probabilmente Auguste Bartholdi si ispirò ad essa, denominata Statua della Libertà della Poesia, nel realizzare il simbolo di New York, durante la sua permanenza a Firenze. Visitando la Chiesa dei Santi Apostoli, vicino alla piazzetta del Limbo, così denominata perché vi sorgeva un cimitero per i bambini non battezzati, si troveranno riferimenti a Carlo Magno, tra cui un bassorilievo raffigurante il re dei Franchi, ed inoltre, nella Cappella Altoviti, all’interno di una bacheca chiusa da sbarre, si trovano le antiche Pietre del Santo Sepolcro, riportate dalla crociata in Terra Santa del 1099. Prima di lasciare la città medicea non si potrà evitare di recarsi alla Fontana del Porcellino, in via Por Santa Maria, presso la Loggia del Mercato Novo. Leggenda vuole che toccarne il naso porti fortuna, ma in realtà bisogna mettere una moneta in bocca alla scultura dopo avergli toccato il naso. Se la moneta cadendo oltrepassa la grata per la raccolta dell’acqua si avrà fortuna, altrimenti la sorte sarà avversa.

Paolo Varese

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