FLAVIA PENNETTA, “SBANCA” INDIAN WELLS

ORGOGLIO PUGLIESE E NAZIONALE

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6-2, 6-1. Con questo punteggio Flavia Pennetta si consacra al tennis mondiale battendo in finale la polacca Agnieszka Radwanska, n. 3 del ranking WTA e testa di serie n.2, in poco più di un’ora di gioco. Per la cronaca, la Radwanska ha accusato un infortunio al ginocchio sinistro (tanto da chiedere l’intervento del medico agli inizi del secondo set ) che l’ha condizionata per il resto della gara. Ma l’infortunio della polacca non intacca assolutamente la meritata vittoria della Pennetta, costruita attraverso un cammino impegnativo che l‘ha portata di diritto in finale battendo in ordine Taylor Townsend (6-4 6-7 6-3), Samantha Stosur (6-4 3-6 6-1) Camila Giorgi (6-2 6-1), Sloane Stephens(6-4 5-7 6-4) e la fortissima Li Na (7-6 6-3). Tutte avversarie più quotate e meglio posizionate nella classifica mondiale. Questo non fa che aumentare il valore di una vittoria già di per se, molto importante. Una vittoria significativa e prestigiosa che arriva a 32 anni e che la inserisce di diritto nella storia del tennis italiano in quanto è la prima tennista azzurra a vincere il prestigioso torneo americano di Indian Wells (considerato di poco inferiore agli Slam), una cittadina della Contea di Riverside, in California. Vince un sostanzioso premio pari ad un milione di dollari e conquista contemporaneamente anche il decimo titolo della carriera, avvicinandosi, così, alla tennista bolognese Anna Maria Cecchini che detiene il primato di 12 titoli vinti. Ma non è finita. La brindisina, dopo l’infortunio al polso e dopo essere balzata al 166° posto, ha scalato posizioni fino ad arrivare al n. 12 del ranking mondiale. E pensare che l’anno scorso stava accarezzando l’idea di ritirarsi. Ma qui viene fuori il carattere della Flavia nazionale che aveva già dimostrato avere in altre circostanze. E’ ancora fresco il ricordo di quella notte italiana del 6 settembre 2009, quando la pugliese annullò, nel secondo set, ben 6 match-point alla russa Vera Zvonarëva, per poi qualificarsi ai quarti del torneo di Flushing Meadows. Un’impresa così può farla solo una campionessa, una persona che ha forza, coraggio, tenuta psicofisica, grande forza interiore e tanto, tanto cuore. Oggi è ritornata e lo ha fatto a modo suo: vincendo in modo straordinario.

R.L.

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