FOCUS D-MONDO

Bici, tandem e handbike c’è ancora tanta strada!

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cms_23732/3.jpgForse non tutti si ricordano quella canzone di Paolo Conte che è un must per gli amanti del ciclismo:

“Oh, quanta strada nei miei sandali

// Quanta ne avrà fatta Bartali

// Quel naso triste come una salita

// Quegli occhi allegri da italiano in gita”.

Il culto della bici è estremamente affascinante, ma se lo mettiamo accanto alla parola “accessibilità”, lo diventa ancora di più!

Questo ci viene raccontato da un documentario prodotto dalla casa cinematografica Orso Rosso Film ed andato in onda l’8 ottobre 2021, in seconda serata su RaiDue.

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La pellicola è diretta da Lorenzo K. Stanzani e si intitola “Tanta strada”, proprio perché al centro della narrazione ci sono i chilometri che un gruppo di ciclisti affronta insieme.

In questa avventura c’è anche chi non viaggia su di una bici ordinaria, ma su un tandem o su di una handbike, dal momento che questi mezzi sono funzionali rispettivamente sia per le persone con deficit visivo che per quelle con disabilità motoria.

cms_23732/2_1636174745.jpgA questo progetto hanno preso parte, tra gli altri, Luca Errani – che oltre ad essere un mio amico di vecchia data, lavora come educatore presso l’Associazione Arca Comunità “L’Arcobaleno” di Granarolo dell’Emilia (BO) - assieme alla figlia Chiara, una ragazza con la passione per la bici e con una disabilità cognitiva.

Come si può evincere, i partecipanti a questa spedizione sfidano l’immaginario legato al ciclismo che abbiamo evocato all’inizio con il successo di Paolo Conte dedicato al campione Gino Bartali: “E vai che io sto qui e aspetto Bartali // Scalpitando sui miei sandali // Da quella curva spunterà // Quel naso triste da italiano allegro”.

Conte parla del suo beniamino nell’atto di sfidare gli avversari francesi, mentre in questa storia la sfida non è fra persone che si contendono un primato, ma è la messa in discussione dell’idea collettiva che si ha sul cicloturismo, e sul turismo più in generale.

L’obiettivo è stato quello di mostrare in maniera chiara una reale possibilità di ciclismo accessibile, riunendo in questa impresa chi, ad una visione superficiale, avrebbe avuto l’esperienza della bici negata.

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Continuano ad essere molti gli impedimenti legati all’accessibilità di esperienze come questa, ecco perché il regista ci ha tenuto a precisare lo spirito del suo approccio, come riportato sul sito di Redattore Sociale: “Al centro di tutto c’è il tema dell’incontro. L’invito è a spingersi, tutti, un po’ più in là. Perché non sempre la libertà dell’altro inizia dove finisce la tua: noi cosiddetti normodotati, che siamo la maggioranza, dobbiamo attivarci per permettere a tutti di vivere esperienze importanti come fare un viaggio in mezzo alla natura. Magari trasportando una bici, qualche volta pedalando insieme in tandem, oppure individuando il percorso più idoneo in termini di sicurezza e difficoltà”.

Vi invito a guardare il documentario, che potete trovare su RaiPlay, così da poter ricordare ancora una volta i “sandali” di Gino Bartali.


(fonte: https://www.superabile.it/cs/superabile/tempo-libero/inchiostro/20211018-inchiostro-tanta-strada)

Claudio Imprudente

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