FRANCIA: VIA LA PLASTICA DAGLI IMBALLAGGI ALIMENTARI

La drastica decisione di Macron in vigore da quest’anno

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In questi primi giorni del nuovo anno, la Francia prova a fare un passo avanti nella lotta per la tutela ambientale. Il 1° gennaio 2022 è entrato ufficialmente in vigore il divieto (per il momento solo parziale, ma che aspira alla totalità entro il 2026) di utilizzare la plastica per gli involucri di frutta e verdura. Prima del bando totale, cui si accennava poc’anzi, si procederà con una eliminazione graduale: per il momento sarà ancora possibile, ad esempio, conservare i prodotti più deperibili (come le fragole) e i quantitativi superiori al chilo e mezzo nei classici rivestimenti in plastica che siamo abituati ad usare e a vedere nei banchi dei nostri supermercati.

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Tale approccio è stato fortemente favorito dal presidente Emmanuel Macron, che lo ha definito “pragmatico” accorgendosi, probabilmente, che pretendere “tutto e subito” sarebbe stato inutile quanto controproducente. Ma ciò non è bastato a placare gli animi delle imprese che operano nel settore, le quali, a questo punto, si troveranno costrette a smaltire in fretta e furia le scorte di involucri di fatto “illegali” per effetto delle nuove norme. I lavoratori lamentano di non essere mai stati chiamati in causa dalle istituzioni, come ha dichiarato Laurent Grandin, capo dell’associazione di categoria dei produttori di frutta e verdura (Interfel). Quest’ultimo si è detto fortemente in apprensione, avendo stimato e valutato i costi delle nuove norme, che definisce “insormontabili”. Il fatto che il divieto si estenda anche ai rivestimenti prodotti con plastica riciclata aggrava la situazione e contribuisce a infervorare gli operatori, già sfiancati dalla pesante crisi economica che si sta vivendo. A tal proposito, due associazioni che danno voce a 3.500 aziende del settore dell’imballaggio, Elipso e Polyvia, si sono appellate al Consiglio di Stato descrivendo tale decisione una “distorsione del mercato comune”, facendo riferimento al fatto che tale divieto sia stato adottato finora solo in Francia.

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Se a farne le spese saranno i produttori di plastica, le aziende che fabbricano imballi in carta e cellulosa vedranno certamente crescere il loro fatturato, sempre più protagoniste di un mercato che aspira a “vestirsi di verde”.

Alice My

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