FUOCO E SCINTILLE SUL RED CARPET

89ESIMA EDIZIONE DEGLI OSCAR

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L’ottantanovesima edizione degli Oscar sarà ricordata essenzialmente per tre cose: lo scambio di buste, tanto inconcepibile da sembrare uno scherzo, per l’edizione più politica degli ultimi anni e per un red carpet senza eccessi, dove il voler stupire a tutti i costi ha lasciato spazio all’eleganza. Come già tutti sapete l’ambita statuetta come miglior film è andata a Moonlight, film certamente dignitoso, ma non da oscar, il vincitore morale, il musical La La Land si è trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato, il film è stato sacrificato per mandare un messaggio chiaro alla amministrazione Trump e alle sue politiche. Voci ufficiose raccontano che in un momento di così forte tensione che l’America sta vivendo, non poteva vincere un film leggero e spensierato, ma si è deciso per lanciare un messaggio forte e chiaro: Hollywood accetta le minoranze e non fa discriminazioni, prova ne sono gli oscar andati a molti attori afroamericani e premiando il film del regista iraniano Asghar Farhadi contro la stretta di Trump sull’entrata negli Stati Uniti di persone di fede musulmana. Purtroppo quando la politica contamina altri spazi spesso la contaminazione non è mai positiva e questa volta a farne le spese è stato il bellissimo film La La Land che meritava la vittoria. Queste, sia ben chiaro, sono mie considerazioni personali e non certo da esperta del settore, solamente quelle di una semplice spettatrice compulsiva di film.

Detto questo torniamo alle cose serie, al glamour che ogni red carpet lascia dietro di se e questa 89esima edizione degli Oscar è stata caratterizzata dall’eleganza, senza eccessi, due i trend predominanti, le scintille grazie ai moltissimi outfit color oro, quasi a voler rendere omaggio allo zio Oscar, e il fuoco grazie ai moltissimi abiti rossi, quasi a voler rendere omaggio al tappetto che stavano calcando. Se sul fronte cinematografico questa edizione è stata alquanto deludente, sul fronte della moda è stata una delle edizioni più eleganti e glamour degli ultimi anni.

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Partiamo da lei: Emma Stone che si porta a casa la statuetta come miglior attrice, ma anche quella come miglior outfit. Il suo abito scintillante quanto basta di un color oro delicato e non sfacciato porta la firma della maison Givenchy by Riccardo Tisci che torna il designer che amo e ti viene spontaneo pensare: ma Maria De Filippi questo abito non l’ha visto?. Un abito dal sapore tertrò del twist anni venti di frange e perline che ad ogni movimento dell’attrice enfatizzavano al meglio la sua silhouette, perfetto anche il suo make up con un azzeccatissimo rossetto color mattone che metteva in risalto il colore candido della sua pelle e anche la sua acconciatura non era da meno fotografando fedelmente il tempo e il sapore di quegli anni.

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Restando in tema scintille come dimenticare l’attrice Charlize Theron e il suo abito Dior che mixava oro e nero, non mi è piaciuta la sua acconciatura, avrei preferito un’acconciatura meno rigida e che avesse lasciato a casa i suoi orecchini chandelier.

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L’attrice Jessica Biel ha indossato l’abito che uno si aspetta di vedere sfilare su un red carpet: scintillante, con la coda e silhouette da sirena. L’abito può sembrare, ad un primo sguardo, opulento, ma non oltrepassa la linea sottile del cattivo gusto, tutto è sapientemente dosato, dagli accessori che si fondono con l’abito, all’acconciatura minimal perché tutta l’attenzione vada all’abito.

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Per il filone fiamme la statuetta come miglior outfit va all’attrice Viola Davis e al suo splendido abito firmato Giorgio Armani che pur nella sua essenzialità era stupendo. Ho scoperto il grande talento di Viola Davis nella serie “Le regole del delitto”, attrice forse poco conosciuta in Italia, ma che vale la pena scoprire. L’abito accompagnava perfettamente le forme dell’attrice mettendone in risalto i suoi punti di forza come le sue spalle scolpite e ben definite, la tonalità di rosso è perfetta e la leggera coda ha dato subito il tocco da diva.

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Il fuoco continua ancora ad essere protagonista sul red carpet grazie all’abito della maison Valentino, il rosso per antonomasia, indossato dall’attrice Ruth Negga, dalllo stile completamente diverso da quello della Davis, qui trionfa la leggerezza del tulle e il romanticismo del pizzo. Il pezzo forte è la parte superiore dell’abito soprattutto le maniche leggermente a sbuffo.

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Il fuoco più scontato l’ha indossato l’attrice Lauren Miller che se pur bello e donante, dopo il red carpet nessuno se ne ricorderà più. Un abito senza infamia e senza lodi.

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Tra queste due forti tendenze: l’oro e il rosso, si inseriscono le “disobbedienti” del glamour che scelgono il bianco optical da molti costumisti indicato come il nuovo black. La statuetta come miglior outfit disobbediente va alla top model Karlie Kloss e al suo abito griffato Stella McCartney, di lei si può solo dire che era perfetta dalla testa ai piedi, soprattutto al collo adornato da un cocker preziosissimo che noi possiamo solo sognare.

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L’attrice Isabelle Huppert nel suo abito Armani privè è stata una disobbediente meno sensuale della top, ma elegantissima grazie ad un abito tempestato da perline e micro paillettes con cintura in vita quasi a voler sdrammatizzare e rendere più informale un abito importante come questo. Le spalle strutturate evitano l’effetto sacco di patate donando grinta all’intero outfit.

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Dedicato a tutte le sognatrici era l’abito dell’attrice Darby Stanchfield, una nuvola candida in mezzo alle tante scintille e fiamme. Anche la sua acconciatura morbida accompagnava l’abito dando continuità all’outfit, ottima la scelta di rinunciare a gioielli vistosi.

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La polemica glamour non poteva certo mancare e in questa 89esima edizione la protagonista è stata l’attrice Meryl Streep che dopo l’accusa del presidente Trump di essere un’attrice sopravvalutata ha dovuto incassare anche l’accusa rivoltale dal designer Karl Lagerfeld che in un primo momento doveva vestire l’attrice per la notte degli oscar con un abito pensato e fatto su misura per lei griffato Chanel, maison di cui Lagerfeld è direttore creativo. Il designer ha accusato l’attrice di aver preteso un compenso per indossare l’abito, cosa che ha mandato su tutte le furie lo stilista che ha replicato: “le abbiamo creato un abito su misura dal costo di centomila euro e che le avremmo regalato, scoprire che l’avremmo dovuta pure pagare è stato scandaloso!” L’attrice nega le accuse e parla di diffamazione esigendo le scuse formali di Lagerfeld in un momento che sembra non proprio facilissimo per lei. Comunque al netto delle polemiche e dell’outfit scelto per il red carpet forse sarebbe stato meglio indossare l’abito della maison Chanel. La jumpsuit blu notte firmata Elie Saab è davvero brutta, le dona più anni di quelli che ha facendola sembrare un’attrice che va alla notte degli oscar, ma degli anni cinquanta.

T. Velvet

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