Facebook senza freni: presto un algoritmo per creare appuntamenti

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Perché accontentarsi quando si può ottenere di più? Perché fermarsi e raccogliere la sicura rendita di un successo planetario? Stare al passo dei tempi, si dice, rinnovarsi in continuazione, battere gli avversari sul tempo, offrire sempre nuove opportunità e nuove scelte di consumo. Sono solo alcuni dei dettami della new economy, ovvero l’aspetto centrale della globalizzazione. In questo territorio multiforme e cangiante ogni giorno, aziende come Facebook, giganti del web e padroni assoluti di quel concetto si deterritorializzazione comunicativa e informativa, sguazzano a proprio piacimento e rimpolpano quotidianamente il loro già ricco impero economico. Si dirà, è l’effetto e il risultato di quello che Rifkin ha definito l’ingresso in un mondo senza mercati dove abbiamo imparato a vivere gli uni accanto agli altri in una specie di Commons collaborativo globale sempre più interdipendente, sta di fatto che l’impatto della net economy e dello sviluppo globale dell’informatizzazione, ha trovato terreno fertile in una popolazione mondiale quasi in attesa messianica delle opportunità offerte dalla rete.

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L’esplosione e il successo dei social network ha consentito a miliardi di persone del pianeta di sintonizzarsi gli uni con gli altri, potendo contare su piattaforme in grado di accontentare ogni tipo di esigenza dell’utente. Facebook, esempio fra tutti di social sempre pronto a cambiar pelle e a confermare la sua posizione dominante in rete, ora ha deciso di testare una funzione per aiutare i suoi affezionati utenti a organizzare delle vere e proprie uscite con i propri amici, entrando prepotentemente non solo nelle relazioni digitali ma adesso anche in quelle reali dei propri iscritti.

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Il tentativo del colosso creato da Zuckerberg è di controbattere e sfidare un’app basata sugli incontri tra le persone, Tinder, con un algoritmo che in base ai gusti dell’utente può proporgli di incontrare persone che potrebbe ritenere, in base appunto ai suoi gusti, interessanti. L’utente potrà accettare o rifiutare i suggerimenti che il grande fratello Facebook gli proporrà, e se entrambe le persone dimostreranno di volersi incontrare, automaticamente verrà aperta una chat su Messanger, altra conquista di Facebook a suon di milioni di dollari, che permetterà di mettere in contatto i potenziali interessati a un’uscita per una serata in compagnia. Si tratta di un’app di dating che dovrebbe consentire agli abitanti dei mondi virtuali di frequentarsi anche nei luoghi delle chat e infine nei luoghi di ritrovo abituali del mondo reale. Come si diceva prima, la nuova funzionalità è ancora in fase di rodaggio e per il momento è disponibile solo a pochi utenti in Canada e Nuova Zelanda sotto forma di una notifica che annuncia la possibile disponibilità di uno o più conoscenti per un incontro in settimana. Seguendo il link si ha una lista di profili reperiti da Facebook tra quelli degli amici, secondo criteri che riguardano interessi in comune ed eventi nelle vicinanze; a ogni invito generato dal social network è possibile replicare dando semaforo verde o declinando, senza che l’altro venga a conoscenza della risposta data; il sistema infine fa partire una conversazione su Messenger tra i due solo se entrambi rispondono in modo affermativo, di modo che i dettagli dell’incontro possano poi essere definiti con più calma.

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Facebook si è dunque ispirato a Tinder saccheggiando le idee e le proposte dell’app per incontri, così come ha fatto precedentemente con Instagram, cosa che denota una parziale mancanza di creatività e di ingegno da parte dei tecnici e degli sviluppatori che lavorano a Menlo Park. Facebook non sembra e non vuole accontentarsi di rimanere agganciato alla sola fama di social network, ma cerca nuove strade e sviluppa nuove idee per rimanere sempre attraente per i suoi miliardi di utenti. Perché accontentarsi di mettere in contatto le persone, sviluppare un sito di informazione, pianificare un canale tv, collaborare con le principali label discografiche per portare la musica nella sua piattaforma e iniziare a muoversi nel lancio di offerte di lavoro attraverso proposte di mentoring? Zuckerberg/Prometeo ha ancora tantissime cose da offrire ai suoi utenti/uomini, almeno fino a che gli dei dell’Olimpo non si arrabbiano e puniscano la sua hybris.

Andrea Alessandrino

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