Fca, l’annuncio di Marchionne: "Panda via da Pomigliano entro il 2020"

Fca, Fiom: "Parole Marchionne non rassicurano, confronto urgente"

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cms_5718/marchionne6_fg.jpg"Oggi non cambiamo nulla, la fabbrica produce bene. Certo la futura Panda non la faremo lì, non la faremo in Italia. Con tutto il rispetto Pomigliano sa fare di meglio". Le parole dell’Ad di Sergio Marchionne, dal salone dell’auto di Ginevra, indicano la decisione di spostare altrove la produzione della Panda. Il cambiamento è previsto per il 2019-2020.

Marchionne ha anche commentato l’operazione Psa-Opel, parlando di "un buon accordo, un passo nella giusta direzione, bisogna trovare il modo di ridurre i costi di produzione". Quindi, il manager ha riferito che non ha parlato "con nessuno di Gm" su questo accordo. Marchionne resta convinto che "mettere insieme tutti questi business è fondamentale, senza dimensione finiremo per avere margini sempre pi bassi e non sarà possibile avere business sano e produttivo".

Quanto alle possibili trattative per un’intesa, ha evidenziato: "Non chiudo mai nessuna porta, anche se è impossibile chiudere la porta con General Motors perché non si è mai aperta. Potrei riprovare e bussare a una porta qualsiasi e lo farei se fosse giusto per il business.

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Le parole dell’ad Fca, Sergio Marchionne, "non rassicurano sul futuro delle produzioni nel nostro paese e rendono urgente un confronto con tutte le organizzazioni sindacali in Italia". E’ la Fiom a commentare così l’annuncio sul futuro della produzione a Pomigliano sollecitando anche l’intervento del governo che "non può continuare a tacere sulle politiche industriali e occupazionali che riguardano Fca".

Per quel che riguarda Pomigliano, infatti, dice Michele De Palma responsabile automotive Fiom-Cgil, "ad oggi, non c’è alcuna rassicurazione sul rientro di tutti i lavoratori nello stabilimento Gian Battista Vico". Per questo le tute blu della Cgil ritengono "indispensabile l’avvio di un rapido confronto sindacale, visto che quei lavoratori hanno subìto anni di ammortizzatori sociali e anche lo spostamento dal loro lavoro a Cassino".

Anche l’esecutivo dovrebbe intervenire, prosegue la Fiom. "Il governo- secondo De Palma - non può continuare a tacere sulle politiche industriali e occupazionali che riguardano Fca come le aziende che lavorano nell’automotive, settore industriale strategico per il nostro paese". "In tutto il resto d’Europa i governi svolgono un ruolo fondamentale per l’occupazione e per il ruolo strategico dell’industria dell’auto, in Italia è ora di passare dalle dichiarazioni agli atti concreti", conclude.

Redazione Economia

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