Fmi: mondo in recessione,Italia pagherà prezzo più alto(Altre News)

Gualtieri: "600 euro sul conto di 2 milioni di autonomi" - Confimprese, "stop al pagamento dei canoni d’affitto dei negozi"

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Fmi: mondo in recessione,Italia pagherà prezzo più alto

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Fra le grandi economie mondiali l’Italia potrebbe pagare il prezzo più alto alla crisi provocata dal coronavirus con un Pil che quest’anno potrebbe crollare a -9,1% per poi registrare un limitato rimbalzo nel 2021 a +4,8%. E’ la stima formulata dal Fondo Monetario Internazionale nel World Economic Outlook, in cui peggiora di 9,6 punti la previsione formulata appena tre mesi fa (che prevedeva per l’Italia una crescita dello 0,5%).

L’emergenza porterà in alto il tasso di disoccupazione in tutte le economie mondiali: per l’Italia nel 2020 la stima è del 12,7% (2,7 punti in più rispetto all’anno precedente) seguita da un calo al 10,5% nel 2021. In Europa l’impatto sul mercato del lavoro dovrebbe essere limitato in Germania (dove la disoccupazione passerebbe dal 3,2 al 3,9%) mentre in Francia il tasso potrebbe toccare il 10,4%. Ma le ripercussioni più gravi sono attese in Spagna dove dal 14,1% del 2019, quest’anno si potrebbe passare al 20,8% per poi scendere leggermente al 17,5% nel 2021. Tasso raddoppiato anche nel vicino Portogallo con una stima dal 6,5% del 2019 al 13,9% quest’anno.

"E’ molto probabile che l’economia globale sperimenterà la sua peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione" del 1929 con una contrazione che “supererà quella della crisi finanziaria dello scorso decennio", sottolinea l’organismo, segnalando come "dall’ultimo aggiornamento di tre mesi fa il mondo è cambiato in maniera drammatica". Quella del ‘Grande Lockdown’ – come è stata ribattezzata – “è una crisi come nessun’altra” ribadiscono gli economisti dell’Fmi.

Fra le altre grandi economie forte crescita dei senza lavoro (come già emerso in queste settimane) negli Usa che dal 3,7% di disoccupazione dello scorso anno – che tecnicamente equivae alla piena occupazione – dovrebbe balzare nel 2020 al 10,4% per poi ridiscendere leggermente nel 2021 al 9,1%.

I dati del Fondo evidenziano poi come la crisi abbia sull’inflazione un impatto negativo portando in pratica quest’anno all’azzeramento della crescita dei prezzi (+0,2% nell’Eurozona, stesso andamento in Italia e Giappone e valori molto simili nelle altre principali economie avanzate, +0,6% in Usa e Canada).

Le conseguenze della crisi potrebbero portare a “una brusca contrazione del Pil globale del 3% nel 2020, molto peggiore rispetto alla crisi finanziaria del 2008-2009” seguita da un rimbalzo a +5,8% il prossimo anno. Nel quadro complessivo “esiste una estrema incertezza”, visto che la previsione si basa su uno scenario in cui la pandemia scomparirà nella seconda metà del 2020 con misure di contenimento possano gradualmente allentate, e quindi una normalizzazione dell’attività economica si normalizza, sostenuta dalle misure varate dai governi.

Gualtieri: "600 euro sul conto di 2 milioni di autonomi"

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"Sono in corso i pagamenti" del bonus da 600 euro per gli autonomi e "già domani quasi 2 milioni di lavoratori li troveranno sui loro conti correnti". Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a ’Porta a Porta’ spiegando che "entro venerdì" saranno versate tutte le indennità. La seconda mensilità dell’indennità rafforzata agli autonomi "arriverà automaticamente a fine mese, nel mese aprile, quindi recupereremo il ritardo di marzo", spiega ancora Gualtieri. Quanto al rafforzamento a 800 euro dell’indennità, il ministro ha detto che la quota è "verosimile".

Per i 25mila euro agli artigiani e alle piccole imprese con la garanzia al 100% e senza la valutazione del fondo "la procedura è stata semplificata al massimo" quindi per l’esborso servirà "il tempo materiale per la banca", aggiunge il ministro dell’Economia. Con il dl Liquidità che oggi ha avuto il via libera dalla Commissione Ue "ci saranno prestiti con garanzia gratuita fino a 5 mln con il fondo di garanzia e i 25mila euro saranno attivi da domani e le prime erogazioni già lunedì".

La garanzia di Sace sarà "immediata", spiega quindi Gualtieri. Sui prestiti per le imprese "Sace manda stasera in consultazione alle banche il disciplinare con il regolamento che è estremamente semplice, e in due giorni, raccogliendo le osservazioni delle banche, il disciplinare sarà operativo e da quel momento si potrà dare garanzie alla banca sui presti a imprese, presti anche molto consistenti", spiega. "Gli imprenditori andranno in banca e negozieranno il presti e Sace con una verifica solo formale, quindi in modo immediato, darà la garanzia eil prestito sarà erogabile", come in Francia, aggiunge Gualtieri, spiegando che "solo per i prestiti molto molto grandi ci sarà un dm".

E ancora: "Abbiamo già avuto 75 miliardi di prestiti interessati dalla moratoria sui mutui" con "664mila domande" di prestiti alle imprese che sono congelati, inoltre sono stati sospesi "quasi 30mila mutui sulla casa", spiega il ministro, aggiungendo che "se sommiamo" tutte le misure dei due precedenti decreti ai 400 miliardi garantiti con il dl Liquidità siamo a "circa 750 mld" di garanzia alla liquidità.

Confimprese, "stop al pagamento dei canoni d’affitto dei negozi"

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"Stop al pagamento dei canoni d’affitto" ed è "necessario riconoscere le conseguenze di Covid-19 come causa di forza maggiore". A scandirlo è Mario Resca, presidente Confimprese sottolineando che i decreti governativi per l’emergenza "continuano a trascurare il commercio", per questo l’associazione "si fa portavoce del grido d’allarme dei suoi 350 brand commerciali che, con i negozi chiusi da oltre un mese, hanno perso il 95% dei fatturati". Confimprese stima inoltre che solo in Lombardia "1 negozio su 3 non riaprirà più" e annuncia per domani l’avvio di "una campagna di comunicazione per promuovere il dialogo sul tema canoni di locazione".

"Si è creato un corto circuito tra retailer e proprietari immobiliari nei centri commerciali e centri città sui canoni d’affitto con cui non riusciamo ad avviare un tavolo di lavoro comune" spiega Mario Resca, presidente Confimprese che rappresenta 350 brand commerciali, 40mila punti vendita e 700mila addetti). "Chiediamo la rinegoziazione dei canoni calmierati nella fase 2 del post-emergenza, possibilmente solo sulla percentuale del fatturato fino a quando il mercato non si riprende" aggiunge Resca.

La gravità della situazione trova conferma nei sondaggi elaborati dal Centro Studi Confimprese. Dopo quello sulla Lombardia in merito alla riapertura delle attività commerciali e alla relativa salvaguardia dei posti di lavoro nella fase 2 del post-emergenza, da cui è emerso che un negozio su 3 non riaprirà le saracinesche, il 9 aprile sono usciti i dati sul Piemonte, dove il 40% dei negozi resterà chiuso per sempre a fronte di una flessione degli incassi che, a seconda della tipologia e dell’ampiezza dei negozi, va da 100mila a 4 milioni di euro. "Prevediamo che in tutta Italia il 30% dei negozi non riuscirà più ad aprire. Nel tempo spariranno molto retailer, perchè non ce la faranno a sopravvivere" segnala Resca.

In particolare, "il Centro Studi Confimprese -indica ancora Resca- certifica che il 90% delle imprese associate ha revocato i sepa per il pagamento anticipato dei canoni d’affitto per il trimestre aprile-giugno. È inevitabile che si creino tensioni con le proprietà immobiliari. È auspicabile che ai proprietari di immobili ad uso commerciale venga concesso, alla riapertura, un credito d’imposta laddove trovino un accordo sulla rinegoziazione dei canoni. Dovranno potere usufruire di benefici fiscali attraverso un meccanismo mirato sia ad evitare la tassazione ordinaria dei canoni non percepiti sia sgravi fiscali proporzionali ai canoni non corrisposti".

Quanto ai retailer, per Resca è "necessario che si riconosca il credito d’imposta rivisto dall’art. 65 del Cura Italia estendendolo a tutte le tipologie contrattuali e categorie catastali e alle attività che pur non essendo state chiuse, in quanto ritenute essenziali, hanno subito comunque gli effetti negativi della crisi economica, registrando un drastico calo del fatturato anche in questa seconda fase".

Confimprese ha presentato alle istituzioni la sua richiesta principale. Tuttavia, ritenendo che il Cura Italia non abbia preso sufficientemente in considerazione il commercio, l’Associazione chiede con urgenza di ridurre le rate di acconto dell’Irpef e delle relative addizionali, dell’Ires e dell’Irap dovute per il periodo d’imposta in corso; riconoscere le conseguenze del Covid-19 come causa di forza maggiore; prorogare la lotteria degli scontrini al 1 gennaio 2021 e abbattere le commissioni per gli incassi tramite Pos.

Redazione

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