Forme di partecipazione a responsabilità illimitata per nuovi “social media civici”

0004.jpg

L’invincibilità del gigante tra i social network sembra stia crollando sotto i colpi della sua tracotanza e di un ideale di intelligenza collettiva mai realmente realizzato ed ora esploso sotto forma di bolla sociale e speculativa a danno delle nostre vite. Nel caos del post Cambridge Analytica a rimanere gravemente feriti non sono solo il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg e il suo staff, ma anche i giganti della politica, responsabili di aver tradito la fiducia dei loro cittadini attingendo a mani basse dai nuovi oracoli digitali senza alcuna forma di legittimazione e operando sottobanco. Le accuse sono gravi e le conosciamo bene, perché si tratta di un attentato e di un’intromissione diretta fin sotto la nostra pelle e nella nostra intimità. Ricostruire un rapporto di fiducia a partire dalle fondamenta ormai in macerie non sarà cosa facile.

Ci sarà bisogno di rifondare secondo il mio parere il concetto di social a cominciare dal riscoprire e riportare a galla il senso di responsabilità loro e nostra.

cms_8885/2.jpg

I giganti dei media digitali devono svolgere il loro compito tenendo ben presente di aver a che fare con una comunità infinita di esseri umani in costante relazione tra loro, e all’interno di queste relazioni vi è uno scambio osmotico di dati sensibili ed emozioni che devono essere tutelate sopra ogni cosa. Sempre dal punto di vista etico, anche gli stessi utenti da parte loro hanno l’obbligo, alla luce di ciò che è accaduto e di cui sapevano sarebbe potuto accadere a causa della loro superficialità, di porre un freno al loro ego smisurato e aumentato quando fanno uso delle piattaforme di condivisione. La consapevolezza e la responsabilità di noi utenti e consumatori finali di un prodotto di cui non conosciamo a fondo i meccanismi, deve essere guidata cioè dal recupero del senso di realtà, unità di misura in grado di non far perdere la necessaria corrispondenza tra la giusta visione del mondo e la conoscenza su come effettivamente stanno le cose. Il senso civico non deve mai essere perso di vista, neanche e soprattutto quando ci si immerge in una realtà parallela, così si crede, come quella della rete.

cms_8885/3.jpg

Darsi delle regole di comportamento, condividere un progetto comune, relazionarsi in un unico territorio dove sperimentare rapporti con persone che la pensano diversamente e non per questo da denigrare, possono essere le basi iniziali almeno per noi utenti per non incorrere negli stessi errori compiuti nella prima fase dei social oggi al tramonto. Si tratta in fin dei conti di sviluppare nuove, definite e reali forme di intelligenze collettive, formate da aggregazioni di individui appartenenti a storie culturali diverse, ma che non per questo rinunciano a stare insieme e sviluppare idee nuove e differenti. La seconda fase dei social media deve avere il coraggio di partire da queste basi di responsabilità civica e condivisa, ed elaborare nel contempo un metodo tecnologico per porre le basi di un ambito operativo fiduciario e convincente. In caso contrario perderemo del tutto la nostra innocenza e il nostro status di cittadini costituzionalmente tutelati.

Andrea Alessandrino

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos