Fortnite contro Apple: moralità o strategia?

La battaglia del 30% per gli acquisti in app

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Il 13 agosto è stato ufficialmente rimosso dall’Apple Store (ed in seguito anche dal Google Play Store) Fortnite, uno dei giochi di maggior successo tra i giovanissimi degli ultimi anni ed una delle app più scaricarite degli store. Sul perché di questa improvvisa rimozione, in una nota, Apple spiega: “Oggi, Epic Games ha avuto la sfortunata idea di violare le linee guida dell’App Store, che sono applicate in egual misura a ogni sviluppatore e sono state progettate per mantenere lo store sicuro per i nostri utenti. Di conseguenza, la loro app Fortnite è stata rimossa dallo store. Il fatto che i loro interessi commerciali li portino ora a spingere per un accordo speciale non cambia il fatto che queste linee guida creano condizioni di parità per tutti gli sviluppatori e rendono lo store sicuro per tutti gli utenti”.

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Infatti, nell’ultimo aggiornamento la succitata app ha violato le regole sui pagamenti imposte dagli store, aggiungendo un metodo di pagamento diretto all’azienda per acquistare “V-Bucks” (le monete virtuali presenti nel gioco). Questa offerta, apparentemente conveniente per gli utenti, consisteva in uno sconto del 30% sugli acquisti se si usufruiva del loro nuovo metodo di pagamento diretto e non del metodo standard previsto da Apple. Questo risparmio era infatti dovuto proprio all’esclusione della percentuale del 30% che spettava ad Apple per ogni microtransizione e che, a detta della stessa, era doverosa per tenere lo store libero da hacker, truffatori e per il suo sostentamento in generale. Epic Games però, al posto di cancellare l’aggiornamento e tornare sui suoi passi ha invece citato in giudizio Apple con l’accusa di una “condotta anticoncorrenziale”; inoltre ha lanciato l’hashtag #freefortnite pubblicando sul proprio canale Youtube e sulla propria pagina un video “satirico” dove ricalca il celeberrimo spot del colosso di Cupertino “1984” andato in onda durante il Superbowl per il lancio del Machintosh e la lotta a Ibm.

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Nello spot di Orwelliana memoria vediamo una mela morsicata in giacca, cravatta, occhiali da sole, e vermetto (parodia del famigerato Big Brother) che indottrina un pubblico ormai rassegnato e sconfortato. A spezzare questo grigiore è proprio un variopinto personaggio di Fortnite che un piccone e distrugge lo schermo, e se ne va sotto lo sguardo sbigottito dei partecipanti. Ovviamente tutto questo ha fatto si che si creasse una sorta di “effetto valanga”, ed Apple ha minacciato di bannare Epic Games dall’Apple Developer Program e di conseguenza il suo software Unreal Engine. Arrivati a questo punto le domande sono molteplici: la prima tra tutti è se in realtà tutto questo polverone non sia solo una strategia di marketing messa in atto da una o ambo le parti, tanto da indire un evento a premi dedicato. Infine è strano come nei premi messi in palio ci siano anche prodotti Android (e quindi di Google) nonostante l’azienda stata denunciata allo stesso modo di Apple.

Francesco Maria Tiberio

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