Fuga dal tetto coniugale e crisi del matrimonio

Il tradimento è social

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Gli scettici ne sono convinti: il matrimonio è un istituto concluso più per interesse della specie umana e della sua sopravvivenza, che per soddisfare l’individuo. La tesi, seppur pessimistica e denigratoria nei confronti di quello che almeno una volta era il caposaldo della tradizione italiana, è oggi avvalorata dal pericolo per l’unità familiare rappresentato dai social network. Si è scoperto che la rete è uno strumento importante per i single nell’aiutarli a trovare l’anima gemella, ma è nel contempo anche terreno fertile per potenziali traditori e mariti infedeli nel trovare maggiori occasioni per scappatelle.

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I social in primo piano hanno dato un impulso importante nell’incrementare la mole dei tradimenti tra coniugi, conviventi e fidanzati attraverso procedure di dating online e in special modo con strumenti personali quali gli smartphone. Secondo i dati Istat le persone sposate che ritornano al loro stato di “singletudine” dopo evidentemente la scoperta di un tradimento o perché attratti da altre donne o uomini, sarebbero aumentate del 345,1% dal ‘91 a oggi. Flirtare anche solo con un “mi piace” sotto una foto scattata al mare o in altre pruriginose circostanze come un selfie galeotto in canotta e mutandine, stimola immediatamente la nascita di quello che potrebbe essere considerata solo la fase iniziale di un potenziale tradimento.

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Il passo successivo è il rivolgersi da parte del tradito a un avvocato divorzista, oggi molto impegnati su questo fronte, al quale presentare istanza di separazione e/o divorzio dopo aver accertato la dolorosa scoperta del tradimento nelle trame del web, con tanto di richiesta di risarcimento danni anche nel caso in cui il tradimento non fosse arrivato a consumarsi tra le coperte. Sul banco degli imputati, oltre al traditore, compaiono quelli strumenti usati oggi per intrattenere e allacciare rapporti more uxorio, tra i quali figurano Instagram, Facebook, Whatsapp, Tinder e altri.

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L’infedeltà virtuale viene considerata alla pari di quella reale e il partner fedifrago si comporta nei confronti dell’amante esattamente come farebbe se dovesse imbattersi realmente con quella persona. Si parte da un like o con un cuoricino sulla bacheca social, per poi passare a messaggi in privato e su chat di messaggistica istantanea, per poi arrivare con la richiesta di un incontro dal vivo “per conoscersi meglio”. Chat e social media hanno dato un grande impulso a pruriginose voglie da parte di uomini e donne nello sfruttare un mezzo che appare ben disposto a fomentare marachelle extra matrimoniali. Il flirtaggio seppur telematico e seppur non “consumato” può dunque concorrere allo scioglimento del matrimonio se si presentano le dovute rilevanze comportamentali del coniuge traditore, incompatibili con quelli che sono i doveri matrimoniali.

cms_10451/5.jpgI social e la rete in generale hanno accresciuto certamente la casistica delle richieste di intervento legale a tutela del matrimonio, ma nel contempo hanno anche evidenziato alcuni aspetti importanti nel menage di coppia come il concetto di fiducia, di solidarietà e in particolar modo di rispetto della dignità altrui.

Sono gli aspetti legati all’adulterio virtuale, per intenderci quello non consumato, ad aver assunto nella giurisprudenza e nell’ambiente dell’avvocatura, quella considerazione di aspetto sì esteriore ma di enorme importanza se coltivato in un ambiente familiare dove a subirne le ripercussioni maggiori sono la fiducia e la stima reciproca.

Andrea Alessandrino

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