GAS, RUSSIA MINACCIA TAGLI EUROPA - USA IMPEGNO DI BIDEN SUL PREZZO GAS AMERICANO

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cms_28391/1.jpgLa Gazprom ha minacciato di tagliare dalla prossima settimana i flussi di gas diretti in Europa attraverso l’Ucraina.

In un comunicato, la società russa ha spiegato che parte del gas trattenuto dall’Ucraina dovrebbe invece essere diretto in Moldova.

Kiev, accusa Mosca, impedisce la consegna di 52,2 milioni di metri cubi alla Moldova. Se il disequilibrio, fra gas diretto in Moldova e quello effettivamente consegnato, non verrà risolto lunedì prossimo "si inizieranno a ridurre i rifornimenti". L’Ucraina ha respinto le accuse assicurando che i volumi di gas diretti ai consumatori della Moldova sono stati trasferiti "pienamente".

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L’impegno di Biden sul prezzo del Gnl americano

cms_28391/2_1669175577.jpgPiù importazioni di gas liquido dagli Stati Uniti e, soprattutto, a un prezzo migliore. Sono le promesse che ha fatto durante l’incontro bilaterale al G20 di Bali il presidente americano Joe Biden al premier italiano Giorgia Meloni. Promesse necessarie di fronte all’insistenza con cui viene riproposto, già da settimane, un problema sostanziale: il Gnl che gli Stati Uniti stanno esportando in Europa, per compensare una parte delle carenze che derivano dal sostanziale stop alle forniture russe, è troppo caro.

Più volte l’Europa ha alzato la voce per stimolare una risposta politica a una questione tecnica. Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire è stato netto: “Non possiamo accettare che il nostro partner americano ci venda il suo Gnl a un prezzo quattro volte superiore a quello che vende agli industriali americani”. Un pensiero in linea con quello espresso anche dal vicecancelliere e ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck: “Alcuni paesi, tra cui anche alleati, stanno ottenendo cifre astronomiche per il gas. Questo pone dei problemi che vanno affrontati”.

Ma perché c’è questa differenza sostanziale tra il prezzo del Gnl negli Stati Uniti e quello che devono pagare all’arrivo i Paesi europei? La risposta si trova nel funzionamento del mercato e, proprio per questo, servirebbe un intervento, anzi, diversi interventi di ’correzione’. Le società private che lo esportano, tra le principali ci sono i colossi Total e Shell, lo acquistano al prezzo, basso, che trovano sul mercato americano. E’ basso perché di gas liquido negli Stati Uniti ce n’è molto e basta, e avanza, per tutti. I margini di guadagno sono enormi lungo la filiera che comprende il costo di liquefazione, il costo di trasporto e quello per rigassificare il metano una volta arrivato sulle coste europee.

E’ evidente, visto il funzionamento di questo mercato, che i margini di manovra per Biden possono riguardare il prezzo di partenza della materia prima mentre i margini di manovra dei governi e delle istituzioni europee, potrebbe interessare le fasi successive. In un caso e nell’altro, si tratta di lavorare per evitare che gli extraprofitti si formino, a monte, e per compensarne e ridurne gli effetti, a valle.

Non semplicissimo da tradurre in realtà ma l’impegno politico di Biden ad affrontare il problema può essere un passo avanti.

Redazione Economia

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