GIALLO A MATERA: MORTA BIMBA DI 9 ANNI

Molte sostanze tossiche costituiscono un pericolo tangibile per la salute dei più piccoli. Come difenderli?

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Nei giorni scorsi, una bambina di 9 anni, originaria di Matera, è deceduta all’Ospedale Bambin Gesù di Roma per cause apparentemente ignote. I familiari, sconvolti, hanno raccontato di averla vista giocare con uno slime, versione casalinga del popolare giocattolo prodotto dalla Mattel negli anni ’70, costituito semplicemente da un pezzo di gomma gelatinosa antistress. Un passatempo tornato in voga da poco tempo a questa parte, molto amato specialmente da bambini e adolescenti: nel giro di pochi mesi, si sono moltiplicati su Youtube i video tutorial che ne descrivono la preparazione passo passo, a partire da alcuni ingredienti facilmente reperibili, quali la colla vinilica, la schiuma da barba e un qualsiasi detersivo.

La prima corsa al pronto soccorso di Matera risale al 5 ottobre, quando la bambina aveva accusato i primi malori. Inizialmente si era pensato a una banale allergia ma, dopo una serie di analisi approfondite, si è riscontrata la massiccia presenza di metanolo nel sangue della piccola, una sostanza tossica che causa depressione del sistema nervoso per mezzo dei suoi metaboliti (la formaldeide e l’acido formico). Sono stati proprio i risultati dell’esame tossicologico a far scattare il trasferimento d’urgenza all’ospedale romano Bambin Gesù, dove pochi giorni dopo la paziente è stata stroncata da due arresti cardiaci.

cms_7607/2p.jpgIl metanolo è ampiamente adoperato nella produzione di vernici, come reagente nelle miscele chimiche industriali e, in alcuni casi, anche come combustibile. Nel nostro Paese, secondo la legge n. 408 del 28 luglio 1984, non è consentito il suo utilizzo all’interno di prodotti per l’igiene personale, medicinali, cosmetici e alimentari; ciò non toglie, tuttavia, che piccole quantità siano riscontrabili all’interno di prodotti come la comune schiuma da barba o il vino, quest’ultimo sottoposto spesso a sofisticazione con l’uso di metanolo.

I primi sintomi manifestati dalla vittima coincidono con quelli tipici di un’intossicazione da metanolo: vertigini, nausea, cefalea e dolore addominale che sono andati intensificandosi nel corso delle ore, portandola lentamente e inesorabilmente alla morte. Il metanolo – che entra nell’organismo tramite inalazione, assorbimento cutaneo o ingestione – conduce a effetti letali poiché innesca una rapida e massiccia produzione di acido formico; l’accumulo di acido nell’organismo (comunemente definito “acidosi metabolica”) è causa di una serie di disfunzioni, dall’alterazione visiva al coma e alla perdita di funzionalità degli organi, come forse accaduto nel caso della piccola materana. Considerato l’elevato livello di metanolo presente nel sangue della bimba, l’ipotesi attualmente più accreditata presume che la stessa abbia ingerito accidentalmente la schiuma da barba del papà con cui stava preparando lo slime, l’unico tra i prodotti maneggiati a poter contenere tracce della sostanza tossica. Tale supposizione, tuttavia, non ha messo d’accordo i medici, facendo del tragico episodio un vero e proprio mistero: “Il metanolo è vietato nei cosmetici, – commenta Antonino Reale, direttore della Pediatria d’urgenza del Bambin Gesù – inoltre la bambina, avendo 9 anni, non era più nella fase in cui si mette tutto in bocca. Il caso deve essere studiato approfonditamente, al momento non ci sono elementi chiari”. In ogni caso, le indagini proseguiranno con la consulenza disposta dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e dal pm Maurizio Arcuri, che andrà a valutare entro 60 giorni l’eventuale presenza di malformazioni cardiache o allergie a uno dei componenti dello slime autoprodotto che possano aver causato il decesso della piccola. La Procura di Roma ha inoltre aperto un fascicolo per omicidio colposo; al momento, non compaiono iscritti nel registro degli indagati. “I magistrati hanno dato disposizione ai carabinieri della città lucana di passare al setaccio la scuola, la casa e il quartiere dove la bambina viveva in una famiglia normalissima, con altri due fratelli” si legge sul Corriere della Sera.

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“Può accadere che l’unione di più sostanze chimiche inneschi delle particolari reazioni, le quali possono, a loro volta, dare luogo a irritazioni della pelle o delle vie respiratorie. Può anche succedere che una persona sia allergica a una delle sostanze utilizzate per comporre la pasta. Ma difficilmente si può pensare a un rischio di morte, a meno che ci si trovi in presenza di una fortissima allergia che può provocare shock anafilattico. Perché ci sia un’intossicazione da metanolo, questo deve essere ingerito in quantità significativa. Difficilmente l’inalazione causa problemi gravi alla salute”: questa la versione di Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni della Fondazione Salvatore Maugeri (Pavia). Parole che trovano riscontro nelle testimonianze espresse sul web da molti genitori, che hanno riportato i sintomi più comuni manifestati dai loro piccoli in seguito al contatto con lo slime: difficoltà respiratorie, con naso e gola chiusi, mal di testa e, nei casi più estremi, ustioni. Il consiglio degli esperti, pertanto, è quello di tenere fuori dalla portata dei bambini i prodotti “a rischio”, quali detersivi, farmaci, cosmetici, ma anche carburanti e oli, spesso lasciati incustoditi nei garage, dove i piccoli potrebbero intrattenersi. I liquidi dovrebbero essere conservati sempre all’interno delle loro boccette o, se travasati, in flaconi che riportino un’etichetta con il nome della sostanza. Attenzione anche ai giocattoli di scarsa qualità che – specialmente nel caso dei neonati, soliti esplorare gli oggetti con la bocca – potrebbero rilasciare sostanze tossiche potenzialmente nocive. Nel corso della lavorazione si utilizzano spesso elevate quantità di composti chimici quali ftalati, piombo, cadmio, antimonio e cromo: tali sostanze si annidano solitamente nelle vernici di rivestimento dei prodotti, dunque espongono ad alti rischi specialmente i più piccoli, abituati a leccare gli oggetti, poiché la saliva porta allo stato liquido il materiale tossico, favorendone l’ingestione. Un pericolo è costituito anche da molte batterie di cui sono dotati i giocattoli, come le pile al cadmio, facilmente raggiungibili dai bambini più grandi, attratti dagli sportelli chiusi in cui sono alloggiate tali componenti.

cms_7607/4p.jpgLa lista dei potenziali rischi legati non solo alle sostanze di uso quotidiano, ma anche ai giocattoli che ingenuamente portiamo in dono ai nostri bimbi, potrebbe proseguire all’infinito. In questi casi, tuttavia, più che vano allarmismo è opportuno diffondere tanta sana prevenzione: non abbassare mai la guardia quando ci sono di mezzo i più piccoli ed evitare i prodotti di dubbia provenienza sono le due accortezze fondamentali per non lasciarsi cogliere alla sprovvista da spiacevoli incidenti.

Federica Marocchino

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