GIAPPONE, SI DIMETTE SHINZO ABE

L’ormai ex premier lascia per motivi di salute. Il futuro incerto del Sol Levante

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«Se sai regalare emozioni, la gente è pronta a seguirti»

Inutile negarlo. La conferma di una notizia attesa da tutti e dall’esito più che scontato (nel senso che non ci aspettava nulla di diverso) lascia un po’ di amaro in bocca. Per il popolo giapponese anche del rammarico. Shinzo Abe si dimette. Durante una conferenza stampa tramessa alla TV, l’ormai ex premier giapponese si arrende alla rettocolite ulcerosa che lo tormenta da anni e che già lo aveva costretto alle dimissioni nel 2005-2006. “Il mio attuale stato di salute, a seguito dei recenti controlli, non mi consente di concentrarmi sulle questioni più importanti che riguardo il governo, ed è il motivo per cui intendo farmi da parte”. Le paure sulla sua salute si susseguono senza soluzione di continuità da questa estate, per poi intensificarsi nell’ultimo mese, quando si è recato all’ospedale di Tokyo per due settimane consecutive causa non meglio precisati controlli medici.

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È indubbio che il Giappone, almeno momentaneamente, perda una delle figure più importanti della sua storia recente. Lo scorso 24 agosto Abe era diventato il premier nipponico più longevo di sempre, superando il primato di Eisaku Sato ed estendendo il suo mandato per ben 2798 giorni di seguito. Che, in realtà, sarebbero potuti essere molti di più, considerando che la vittoria elettorale nel 2017 gli avrebbe garantito la presidenza fino al 2021. Ha visto succedere al Trono del Crisantemo Naruhito al padre Akihito, ha vissuto un letterale cambio di era, fatto non scontato nel Giappone moderno. Oltre a quella di Primo Ministro ha ricoperto anche le cariche di Parlamentare della Camera dei rappresentanti del Giappone e di Presidente del Partito Liberal Democratico del Giappone. Solo poche istantanee di una più lunga e fruttuosa carriera politica.

Anche se non nel senso letterale del termine, perché avviene solo quando arriva un nuovo Imperatore, è come se si chiudesse un’era per il Paese del Sol Levante. Media locali e non hanno subito dato avvio al “toto-successore”, aprendo un ventaglio di possibili candidati: il Ministro delle Finanze Taro Aso, il Capo di Gabinetto Yoshihide Suga, l’attuale Ministro della Difesa Taro Kono e lo sfidante per eccellenza di Abe Shigeru Ishiba. Quest’ultimo, tra l’altro, è stato anche Ministro della Difesa. L’attuale Kono, invece, ha ricoperto anche il ruolo di Ministro degli Esteri. In via del tutto eccezionale, nonché temporanea, dovrebbe subentrare il vice Taro Aso, Ministro delle Finanze.

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Il contributo di Aso si estende anche allo sport. Non va dimenticato che le prossime Olimpiadi si terranno proprio nel Sol Levante, che ha ricevuto l’assegnazione dei Giochi grazie al suo intervento nel centoventicinquesimo Congresso del Comitato Internazionale Olimpico nel 2013. Fu lui a convincere gli ultimi scettici a votare il suo Paese, che ospita la più grande manifestazione multi sportiva di sempre dopo quella del 1964. A Rio de Janeiro 2016, in Brasile, si travestì addirittura da Super Mario, il personaggio videoludico più famoso di tutti i tempi. La Gazzetta dello Sport snocciola tutti gli altri suoi interventi che hanno toccato, alcuni più e alcuni meno, lo sport: il più recente ha a che fare con il rinvio dei Giochi Olimpici all’anno venturo a causa della pandemia, giochi che avrebbero riaccolto anche il baseball e il softball. A ciò si aggiunge lo stop al progetto del nuovo stadio olimpico ideato da Zana Hadid, nel 2015, poiché i costi erano quasi raddoppiati rispetto alle prime aspettative. Per lo sport che verrà, adesso, il sentimento che aleggia è solo una grande incertezza.

Francesco Bulzis

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