GIORGIO DE TRIZIO, OGGI ALLENATORE, RICORDA LE 2 PROMOZIONI IN A CON I BIANCOROSSI

E SUI PLAY-OFF AVVERTE: “LA TERNANA È UN AVVERSARIO OSTICO, MA NOI SIAMO IL BARI”

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Attualmente Responsabile dell’Area Tecnica e allenatore degli Allievi Regionali del Levante Bitritto 2008, Giorgio De Trizio, barese doc, con le sue 273 presenze è stata una delle bandiere del Bari. Sempre con la maglia biancorossa ha disputato nove stagioni da calciatore più una vita da allenatore nel settore giovanile tra Giovanissimi e Allievi Nazionali lasciando sempre un buon ricordo. Amato dai tifosi biancorossi, De Trizio ha conquistato sul campo tre promozioni, di cui una dalla Serie C alla B e due dalla B alla A più le storiche semifinali di Coppa Italia nel 1983-84 con il Bari in Serie C.

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De Trizio, lei ha sempre allenato il settore giovanile. Come mai questa scelta?

In realtà avevo pensato di iniziare dalle giovanili per poi puntare ad una prima squadra. Ma la verità è che non è facile arrivare in quanto bisogna trovare una società organizzata che ti dà la possibilità di farlo. E poi, quando hai questa opportunità, non devi fallire.

E lei ha avuto queste possibilità?

In verità spesso mi sono buttato pur sapendo di avere dietro società che non avevano grandi disponibilità economico-finanziarie. Ma l’ho fatto investendo e cercando di far bene nella speranza di farmi conoscere.

Ma come è andata?

Male. Perché ho investito sul niente. Se non c’è una società organizzata ed una squadra alle spalle, da allenatore non fai niente. Diciamo che ho fatto sempre scelte sbagliate da questo punto di vista. E così ho deciso, dopo queste prime esperienze, di concentrarmi sul settore giovanile. Si guadagna meno, ma ho fatto ciò che mi piace fare: l’allenatore.

Che poi è quello che farà ora con il Levante Bitritto 2008. Perché questa scelta?

Innanzitutto perché conosco le persone, soprattutto il Presidente Dario Lombardi che è una persona seria e poi perché il Levante Bitritto 2008 ha già un’ottima organizzazione. Serviva una figura con le mie competenze e quindi hanno pensato a me.

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E quando inizierà a lavorare?

Abbiamo iniziato a luglio con il primo open day. Il 14 e 15 ce ne sarà un altro dove possono partecipare anche i non tesserati. In questo modo si potrà conoscere meglio la realtà di questa scuola calcio ed eventualmente già partecipare agli allenamenti.

Parliamo di lei come calciatore. Quale promozione, fra le due in serie A, ricorda maggiormente?

Ovviamente le ricordo entrambe. Sono eventi che non si possono dimenticare. Tuttavia ricordo particolarmente quella della stagione ‘84/’85. C’era Bolchi e conquistammo due promozioni di fila, dalla Serie C alla A. E la partita che ci diede la matematica certezza della Serie A la giocammo in casa contro il Pescara dell’ex Catuzzi.

Che ricordo ha di quella gara?

Lo stadio era stracolmo. Fu una bella partita, combattuta e giocata con professionalità dal Pescara nonostante non avesse più nulla da chiedere al campionato. Noi, invece, avevamo tutto da perdere. Così restammo attaccati alla gara fino al 90°, ma alla fine festeggiammo.

cms_18237/3_De_Trizio_it.jpgIn che modo?

Al triplice fischio finale, festeggiammo con i tifosi in delirio. Facemmo il giro del campo con la bandiera del Bari portata in alto. Il simbolo della città e dei colori dei tifosi del Bari. Un orgoglio ed una grande emozione per me che sono un barese.

Parlando sempre di promozione, tre partite dividono il Bari dalla Serie B. Che ne pensa?

I play-off sono un terno al lotto. Il Bari è la favorita, per società, organizzazione e squadra, però sono partite secche e quindi bisogna stare attenti. Insomma non me la sento di dire che il Bari vincerà facile anche perché le squadre che incontrerà, a partire dalla Ternana, sono ben organizzate.

A proposito, come reputa questo sorteggio per il Bari?

Complicato. La Ternana è una delle squadre costruite per vincere il campionato e dunque non poteva capitare avversario più ostico. Ha già giocato diverse partite e ha un organico composto da gente esperta e da giovani interessanti. Insomma, una squadra di buon livello guidata da un ottimo allenatore che è Gallo.

Quindi la vede difficile?

Si. Ma noi siamo il Bari e dovremmo preoccuparci più di noi stessi. Giocando come sappiamo e con due risultati a favore dovremmo farcela. Dispiace per l’assenza di pubblico. I nostri tifosi avrebbero reso meno complicato questo quarto di finale.

(Foto da labaricalcio.it, dal profilo facebook e da it.wikipedia.org – si ringrazia)

Rino Lorusso

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