GIOVANNI GRANATI: LA FIABA MODERNA

1647913880GIOVANNI_GRANATI_LA_FIABA_MODERNA_Incontri_in_Galleria.jpg

Un’attività di antica memoria, quella del falconiere, che ci fa entrare nella magia delle leggende medievali.

Un percorso - quello di Giovanni Granati - che tuttavia non ha nulla di fiabesco in quanto nasce e si sviluppa sotto il sole cocente del dolore e del sacrificio.

Giovanni Granati - meglio conosciuto come Falcong - è quello che possiamo definire la sintesi tra tradizione, storia e moderne tecnologie.

Lavora con molte specie di animali: dai rapaci ai cavalli, dai furetti ai lupi cecoslovacchi e questa è una passione che ha sempre avuto dentro di sé ma che ha riscoperto nel tempo, soprattutto in seguito al terremoto dell’Aquila nel 2009.

cms_25290/FOTO_1.jpg

Giovanni Granati e la sua aquila

“Il terremoto dell’Aquila è stato uno shock talmente forte da stravolgermi la mia vita - racconta. Sono stato rivoltato come un calzino e, in qualche modo, obbligato a trasformare la mia più grande passione in un lavoro.”

Prima di diventare falconiere, Giovanni gestiva delle palestre a Roma, dedicando alla falconeria e allo studio delle arti giusto qualche ora nel tempo libero. Ma dopo il terremoto, la sua vita si è orientata sempre di più verso quella dimensione istintiva e selvaggia che già gli apparteneva, benché non ne fosse totalmente consapevole.

Dal rumore dei macchinari e dal vociare dei clienti, è passato alla vita solitaria fra le montagne d’Abruzzo, con la sola compagnia dei suoi - ormai molti - animali.

Può sembrare un sogno, una vita ideale e in parte lo è. Ma questo genere di vita richiede anche tanto studio e un grande impegno a livello fisico e mentale.

Esplorare la natura, viverla nel quotidiano, sedersi ai banchi di scuola di madre terra non è cosa da poco: bisogna essere disposti a lasciar andare l’uomo vecchio per far emergere il nuovo. Bisogna aprire la mente a una nuova visione del mondo, della natura e delle sue relazioni ed essere disposti a mettere in discussione le proprie certezze.

Paradossalmente, Giovanni Granati ci insegna che che gli animali ci aiutano a scoprire la nostra umanità.

cms_25290/FOTO_2.jpg

“Studiando attentamente la natura - non soltanto gli animali ma tutta, a 360° - possiamo scoprire cose di noi stessi che abbiamo perduto o che abbiamo soffocato a causa di un uso errato della tecnologia” - spiega. E questo, grazie soprattutto agli animali che hanno più potere decisionale, cioè che possono prendere il sopravvento sull’uomo. L’aquila, ad esempio, non può essere sottomessa ma sta alla pari se non addirittura un gradino sopra all’uomo, in quanto ha la possibilità di dominare un elemento su cui non abbiamo alcun potere. Quindi sì, gli animali ci aiutano a riscoprire la nostra umanità, ovvero il reale approccio con il mondo, basato principalmente sugli istinti. Sono questi ultimi che dovrebbero guidarci, poiché la nostra natura tende a deviare verso il mentale. La parola stessa lo dice: il mentale, MENTE”.

Giovanni non si identifica in nessuno deglianimali del suo “piccolo zoo”, come ama scherzosamente chiamarlo, perché da ciascuno impara qualcosa, così come a ciascuno dà qualcosa di sé.

“L’aquila, ad esempio, per storia e cultura è un essere che si muove tra le dimensioni celeste e terrena, poiché in grado di arrivare là dove nessun altro animale può spingersi - racconta. Le leggende narrano anche che può fissare il sole senza rimanere abbagliata. Questo animale è regale, nobile e fin da quando ti avvicini a lui, ne percepisci la forza e la sicurezza. Grazie a queste sue prerogative ho riscoperto la capacità di credere nelle mie reali potenzialità.”

Il tempo è un fattore molto importante per costruire il legame con gli animali: più tempo gli si dedica, più si riesce a creare una simbiosi.

Giovanni Granati passa con loro oltre 16 ore al giorno, 365 giorni l’anno: non ci sono domeniche né festività, perché l’amore e la cura non ammettono pause.

cms_25290/FOTO_3.jpg

Giovanni è un personaggio che vive tra il medioevo e l’era del futuro, che affonda le radici nella storia e nella tradizione ma si avvale delle moderne tecnologie per addestrare i suoi rapaci. Ma come funzione, in pratica, questo lavoro?

“Prima di arrivare a questo punto ho dovuto fare un percorso personale che mi ha portato in giro per il mondo, ripercorrendo tutte le fasi storiche della falconeria - spiega. Sono stato nella biblioteca Apostolica Vaticana, dove ho avuto l’onore di tenere tra le mie mani l’originale del “Trattato di falconeria” di Federico II di Svevia. Poi in America, dove ho visitato dei Centri di riabilitazione importantissimi, tra cui il “The Peregrine Fund”, associazione di falconieri che, negli anni ’70, ha evitato l’estinzione del Falco pellegrino dal Nord America. E, di seguito, in tantissimi altri Paesi del mondo.”

Avendo fatto questo percorso, si è pian piano focalizzato sulle moderne tecnologie, creando un innovativo programma di allenamento “flyboost” che vede l’unione di storia, cultura e tradizione alle moderne tecnologie (droni, monoala, gps), il tutto sintetizzato all’interno di un manuale di prossima pubblicazione.

Il drone, ad esempio, nella testa del rapace diventa una vera e propria preda. Attraverso di esso si può simulare qualunque tipologia di azioni di caccia mentre, grazie al GPS, si può controllare in tempo reale il volo dei rapaci e simulare tipologie diverse di approccio predatorio. Con queste tecnologie si può addirittura evitare di detenere gli animali in riabilitazione all’interno di un box o di una gabbia, controllandoli direttamente in libertà. Certo, si corre il rischio che se ne vadano in qualunque momento ma è proprio questo il bello della libertà.

cms_25290/FOTO_4.jpg

Giovanni Granati non è soltanto un falconiere ma anche un artista poliedrico: ama leggere, studiare e suona diversi strumenti, tra cui il pianoforte e l’arpa. Insomma, cerca di formarsi a 360°, consapevole che sarebbe troppo restrittivo, per una natura come la sua, focalizzarsi su un’unica cosa.

Ma tutto, sempre in compagnia dei suoi animali, suoi protetti e suoi maestri.

Il mondo degli animali è veramente particolare, molto legato alla nostra anima dal punto di vista ancestrale: pensiamo, ad esempio, al rapporto che i nativi americani

avevano con la terra, con la natura, con l’animale e con l’anima di ciascuna di queste realtà.

La salvezza dell’uomo sta proprio nel tornare da dove è partito, da dove si è allontanato. Quindi questa simbiosi, questa comunione, questo prendersi cura vicendevole dell’uomo e dell’animale, è veramente la fonte della salvezza di un’umanità che ormai è andata completamente allo sbaraglio.

Per colpa della tecnologia, l’uomo ha perso le sue radici: radici che sono nella terra e da nessun’altra parte.

“Di per sé, la tecnologia non è un male ma lo diventa nel momento in cui si allontana troppo dalla tradizione: perché vi sia evoluzione bisogna unire tradizione e tecnologia” - afferma Giovanni. La tecnologia deve essere sempre al servizio dell’uomo e mai il contrario.

Ad oggi l’Italia conta circa 300 falconieri. Molti di più la Spagna, l’Inghilterra e il nord America, per arrivare ad un picco di oltre 100.000 negli Emirati Arabi. Questo grande successo è dovuto al rapporto che il Medio Oriente ha con le tradizioni e la tecnologia, molto diverso rispetto a quello dell’Occidente. Purtroppo il nostro continente sta perdendo la sua storia e sta smantellando, una ad una, tutte le sue tradizioni.

Eppure ne va della nostra identità.

Ecco quindi che una professione come quella di Giovanni Granati è molto più di ciò che sembra. È farsi “medium” tra passato e futuro, per vivere un presente equilibrato, nel rispetto di tutta la creazione.

cms_25290/L_INTERVISTA.jpg

L’intervista che segue è stata realizzata da “Tavoli HeArt” per la Social TV della storica Libreria Bocca di Milano, all’interno della splendida cornice di Galleria Vittorio Emanuele II.

La Libreria Bocca dal 1775 è locale Storico d’Italia con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

L’articolo è pubblicato su “International Web Post” che, nella persona del suo fondatore e direttore Attilio Miani, si fa portavoce della partnership tra un magazine di informazione internazionale e una libreria storica unica nel suo genere.

#socialtvlbocca

Dove trovare Giovanni Granati:

https://www.falcong.it

https://www.instagram.com/falcongwild/

Simona HeArt

Tags:

Lascia un commento



Autorizzo il trattamento dei miei dati come indicato nell'informativa privacy.
NB: I commenti vengono approvati dalla redazione e in seguito pubblicati sul giornale, la tua email non verrà pubblicata.

International Web Post

Direttore responsabile: Attilio miani
Condirettore: Federica Marocchino
Condirettore: Antonina Giordano
Editore: Azzurro Image & Communication Srls - P.iva: 07470520722

Testata registrata presso il Tribunale di Bari al Nrº 17 del Registro della Stampa in data 30 Settembre 2013

Email: redazione@internationalwebpost.org

Collabora con noi

Scrivi alla redazione per unirti ad un team internazionale di persone dinamiche ed appassionate!

Le collaborazioni con l’International Web Post sono a titolo gratuito, salvo articoli, contributi e studi commissionati dal Direttore responsabile sulla base di apposito incarico scritto secondo modalità e termini stabiliti dallo stesso.


Seguici sui social

Newsletter

Lascia la tua email per essere sempre aggiornato sui nostri contenuti!

Iscriviti al canale Telegram