GLI EFFETTI DEL CORONAVIRUS SUL TURISMO ITALIANO

SI PROSPETTA UN’ESTATE SIMILE A QUELLA DEL DOPOGUERRA...

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La domanda che da un po’ di tempo a questo tempo circola nel nostro paese è: ”Come saranno le vacanze ai tempi del Coronavirus”? Il centro studi del Touring Club Italiano dopo aver effettuato analisi sui flussi e i dati del turismo sia domestico e internazionale afferma che: “I primi fattori propulsivi deriveranno dal turismo domestico, il nostro turismo tornerà quello degli albori, quando nel secondo Dopoguerra si rivelò come fenomeno prevalentemente italiano”.

Dal 1958, primo anno della rivelazione sistematica dei flussi da parte dell’Istat, circa il 70% delle presenze registrate nella nostra bellissima penisola, riguardavano il turismo dei nostri connazionali. Negli ultimi 35 anni si è sviluppato il mercato incoming che ad oggi costituisce più della metà del nostro turismo.

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L’economia dell’Italia presenta sfaccettature differenti lungo tutto il territorio nazionale, e lo stesso vale per il turismo. In particolari aree si concentra un gran flusso di stranieri, che per varie ragioni si recano presso queste aree. Saranno dunque proprio questi territori che registreranno gravi difficoltà proprio perché verrà meno una componente importante come il turismo. Sicuramente a risentire forte i danni collaterali di questo insidioso Coronavirus sarà la provincia autonoma di Bolzano, in quanto il 70% del turismo dipende dall’estero.

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Al secondo posto tra le regioni che subiranno maggiori danni si trova il Veneto con il suo 68% di clientela estera, la cui capacità di attrazione è legata all’offerta balneare, lacuale e alle città d’arte come Venezia. Lazio e Lombardia presentano lo stesso tasso di internazionalità ovvero il 62%, i cui poli di attrazione del turismo urbano e business, subiranno un forte calo. A subire un forte calo del tasso di internazionalità saranno anche la Toscana che vantava un tasso pari al 54%, e le nostre isole Sicilia e Sardegna.

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Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano dice: ”Nonostante le incertezze sui tempi e sulle modalità della ripartenza, il quadro delle aree geografiche e delle tipologie di località che potrebbero entrare più in sofferenza appare già oggi molto chiaro: avere queste informazioni può sicuramente aiutare la politica regionale e locale ad affrontare il futuro in modo più consapevole, provando a mettere in atto alcune contromisure che possono rendere attrattive, o quanto meno più visibili in termini di comunicazione, queste località già note al pubblico internazionale anche a quello italiano”.

Giuseppe Capano

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