GOOGLE IN AIUTO DI CHI HA DIFFICOLTÀ LINGUISTICHE

Come l’IA sta cambiando il mondo

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Mentre a Glasgow si sta svolgendo la Cop26, il vertice sull’emergenza climatica, Google all’evento Inventors ha svelato le applicazioni e gli aggiornamenti delle sue piattaforme che sfruttano l’intelligenza artificiale. Il Colosso di Mountain Wiew ha spiegato che il suo nuovo sistema di AI supporta la salvaguardia del territorio, in modo particolare la prevenzione in caso di inondazioni. Già nel 2018, Google lanciò una soluzione per monitorare le inondazioni e, in caso di rischio, lanciare allarmi alla popolazione locale. Di conseguenza, il sistema forniva dati sul livello dei fiumi ma anche l’estensione del fenomeno con visualizzazione su Google Maps. Adesso il progetto fa un passo avanti con Google Flood Hub: la dinamica è rimasta pressoché la stessa, ma con un impatto visivo maggiore che le rende più chiare.

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E, soprattutto, con un grado di dettaglio più capillare, per identificare località specifiche come singoli villaggi. Una delle iniziative più interessanti presentate, si chiama “Project Relate” (ovvero relazionarsi), ed ha come obiettivo quello di fornire un supporto a tutte le persone che soffrono di una disabilità del linguaggio attraverso uno strumento che possa aiutarle a interagire con gli altri. Aubrie Lee, brand manager di Google affetta da distrofia muscolare che collabora al progetto, ha spiegato “Sono abituata allo sguardo delle persone quando non riescono a capire quello che ho detto, è come se ci fosse una barriera invisibile tra di noi. Project Relate può abbattere questa barriera e fare la differenza tra l’avvertire confusione e il comprendere frasi e termini utilizzati nel mezzo di una conversazione.”

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Infatti, l’app permetterebbe di rendere le frasi comprensibili all’assistente di Google, tramite comandi vocali e trascrizione in tempo reale. Essa funzionerebbe grazie a milioni di campioni di frasi registrate e, almeno in questa fase di test, utilizzerebbe il feedback degli utenti per arricchire ulteriormente il suo database e adattarsi alle esigenze di ognuno grazie ad un mirato machine learning. In Relate ci sono tre funzioni principali: “Ascoltare” con la quale è possibile trascrivere quanto appena pronunciato, “Parlare” con la quale è possibile registrare cosa si intende comunicare e lo smartphone lo ripeterà in modo chiaro, e “Assistente” che è essenzialmente una versione migliorata dell’assistente vocale di Google. Infine, non è dato sapere se e quando l’applicazione verrà messa a disposizione di tutti e con supporto ad altre lingue, ma bisognerà comunque passare da una ulteriore fase di perfezionamento.

Francesco Maria Tiberio

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