GOVERNARE FACENDO GIURISPRUDENZA

COMMISTIONE DI POTERI???

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E’ un dato sempre più soggetto a conferme quello che ci mostra la nostra realtà democratica fatta di una consuetudine in cui, del tutto in salita, risulta l’avvio di cambiamenti per quanto necessari e sentiti; tanto più se forieri di aperture sin qui insperate; oppure, se tendenti ad un più sicuro margine che, sebbene dalla Carta Costituzionale delineato come insormontabile fra i tre supremi poteri: legislativo- giudiziario- esecutivo, talvolta sembra travalicato da commistioni che suscitano perplessità e incertezze.

Così, di contro ad una auspicata responsabilità degli organi giudicanti, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ci ha riportati con i piedi per terra con la impugnazione di quella sentenza, a tutta prima sembrata a dir poco “epocale”, in base alla quale la Corte di Appello di Messina aveva condannato la Procura di Caltagirone per l’imperizia nell’avere archiviato le ben 12 denunce di violenze e soprusi che Marianna Manduca aveva presentato prima di finire uccisa, il 3 ottobre 2007, dalle sei coltellate infertele dal marito tossicodipendente lasciato affidatario dei figli a favore dei quali era stato sancito il risarcimento governativo oggetto di impugnazione.

Altrettanto, la stessa funzione legislativa sembra suscettibile di un continuo travalicamento da parte dei Tribunali che intervengono attivamente per trasformare la società italiana nella direzione da loro arbitrariamente decisa, laddove la legge non è chiara o lo è in senso non gradito a certi esponenti diversamente ideologizzati; specie in materia di IMMIGRAZIONE.

Così, avendo ritenuto in violazione dei regolamenti UE la norma che prevedeva il “bonus bebè” in favore di genitori italiani o di stato europeo o immigrati ex UE con carta soggiorno di lungo periodo, sempre più sentenze come quelle dei tribunali di Bergamo e Brescia hanno esteso il contributo anche ad immigrati con permesso unico di lavoro che non ne avrebbero avuto diritto se non si fosse ritenuto di incentivarne la peculiarità di fare figli più di noi e, in tal senso, anche l’INPS di Milano si è arresa concedendo il bonus ad un pizzaiolo turco con permesso unico di lavoro. A Modena, poi, un giudice ha sdoganato la possibilità per gli immigrati senza lavoro di farsi ricongiungere ai parenti anch’essi senza lavoro e reddito, avendo permesso ad una donna albanese di ricongiungersi al marito fatto arrivare anche lui disoccupato; essendosi ritenuto che la capacità di sostentamento andava calcolata sulla capacità complessiva reddituale annuale del nucleo familiare.

Sulla stessa falsariga, per quanto attiene alle ASSEGNAZIONI DEGLI ALLOGGI PUBBLICI, i tentativi regionali di dare agli Italiani un maggiore punteggio nelle graduatorie si sono scontrati contro i regolamenti europei e le decisioni dei tribunali; come avvenuto a Genova quando, contro un supplemento di punteggio dato al requisito della cittadinanza italiana, il TAR ligure si è pronunciato dichiarando discriminatorio, ex art.43 del Decreto Legislativo n.286 del 1998, l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo sulla base della cittadinanza italiana del richiedente alloggio di edilizia pubblica.

Come dire che in Italia, facendo giurisprudenza, si governa.

Rosa Cavallo

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