GRAN BRETAGNA: POLITICA MIGRATORIA FALLIMENTARE

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha bloccato un Boeing 767 per il Ruanda con immigrati a bordo

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cms_26435/0.jpgLa Corte Europea dei diritti dell’uomo ha bloccato con una sentenza la partenza di un aereo Boeing 767 con a bordo sette richiedenti asilo politico dalla Gran Bretagna al Ruanda, rilevandovi una chiara ed evidente violazione dei diritti dell’uomo.

Protagonista della sentenza è un uomo iracheno di 54 anni giunto nel Regno Unito attraversando in barca il canale della Manica.

L’immigrato, secondo la Corte, avrebbe avuto il diritto di soggiornare nel Paese in quanto non aveva ancora adito tutte le vie legali a sua disposizione per ottenere lo status di rifugiato politico.

Il volo è stato integralmente finanziato dal governo britannico, che ha concluso un accordo con il Ruanda denominato “Migration and Economic Development Partnership”. Quest’ultimo ha come obiettivo la gestione degli immigrati arrivati anche clandestinamente su suolo britannico.

Con questo patto il Regno Unito si è impegnato a pagare lo stato del Ruanda per accogliere gli immigrati clandestini arrivati in Gran Bretagna per tutto il tempo necessario ad autorizzare la loro permanenza e riconoscere loro lo status di rifugiati.

La convenzione però è alquanto controversa perchè in un paragrafo prevede altresì che gli stessi immigrati rimangano in Runada anche dopo aver ottenuto detto status senza avere la possibilità di far ritorno nel Regno Unito.

Questo accordo è stato molto criticato dagli altri Stati europei e il governo Johnson si trova ora a far fronte a tutti gli attacchi mediatici e alle azioni legali di diverse associazioni e Ong, specialmente dopo alcune esternazioni infelici tra le quali si ricorda la minaccia dello stesso premier di uscire dalla giurisdizione della Corte europea e l’allusione che dietro a questo interesse di tutelare gli immigrati si celasse la volontà di favorire i trafficanti di esseri umani.

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Priti Patel, ministra dell’interno, ha dichiarato:“Non smetteremo di fare la cosa giusta e realizzare i nostri piani per difendere i confini della nostra nazione. Siamo pronti a preparare nuovi voli per il Ruanda”.

Nel frattempo è attesa per luglio una nuova sentenza dell’Alta Corte di giustizia di Londra avente ad oggetto la legalità del progetto, anche perchè il governo britannico ha già versato oltre centoventi milioni di sterline andando incontro ad un evidente fallimento politico.

Antonio Conversano

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