GUANTANAMO SOTTO ACCUSA

Storica denuncia di un prigoniero

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Negli Stati democratici il carcere ha la funzione di riabilitare il condannato ad una nuova vita, focalizzando la sua permanenza sugli errori svolti affinché non li commetta più. Per secoli si è dibattuto sulle strutture carceriere, ma anche sul modo di infliggere le pene. Purtroppo, in alcuni Paesi (come gli USA) vige ancora la pena di morte, mettendo ancora in atto una delle brutalità più oscene che si siano mai verificate. Indubbiamente gli Stati Uniti e il loro comparto poliziesco sono tristemente famosi per le sofferenze inflitte ai propri detenuti. Infatti, la notizia di un testimone che racconta le drammaticità del carcere di Guantanamo spinge ad un’attenta riflessione. La prima domanda che tutti si pongono, è: dove sono finiti i diritti umani? E, soprattutto: Dov’è finito il rispetto per la sacralità di ogni vita? Ebbene, a queste domande non ci è dato rispondere o, per lo meno, non ci sono punti d’incontro.

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Tornando al fatto di cronaca, il testimone Majid Khan ha raccontato eventi raccapriccianti che vanno dagli abusi sessuali alle torture fisiche. Questi eventi non sono frutto dell’immaginazione, ma semplicemente qualcosa che si concretizza da diverso tempo. Il carcere antiterrorismo di Guantanamo ha sede a Cuba ed è gestito dai cosiddetti Black Site della CIA che violano costantemente la normativa contro le detenzioni arbitrarie, sfociate spesso in autentiche torture. La testimonianza di Khan mette i brividi: "Sono stato appeso nudo ad una trave del soffitto, tenuto sveglio per giorni con l’acqua ghiacciata, picchiato, costretto alla fame e abusato sessualmente". In genere, tanta crudeltà si paga, ma in questo preciso momento nessuno si è esposto per interrogare gli artefici di tutto questo.

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Nel 2018, Amnesty International America denunciò i diciott’anni di orrore di quel carcere, fornendo un ricco rapporto anche sulle spese di gestione. La direttrice del programma sicurezza di Amnesty, Dafne Eviatar ha dichiarato: "Una vergogna che dura da tre presidenti USA". Le incertezze a livello amministrativo e giuridico sono ancora presenti. È inconcepibile assistere a persone a cui non è mai stato concesso un processo e per questo sono ancora detenute. Le prospettive di vita dei presunti imputati sono allo sbando, con la certezza di passare tutta la loro vita dietro le sbarre. I costi per mantenere tutto questo abominio sono altissimi: all’incirca 445milioni di dollari. Attualmente nel carcere sono 26 gli imputati a tempo indeterminato, senza nessun capo di accusa o processo, per un numero totale di 780 persone. Può sembrare fuorviante, ma stiamo parlando di esseri umani con una vita, con una propria storia da raccontare e nessuno si può arrogare il diritto di spegnere quella luce. La vita umana è sacra, anche se parliamo di colpevoli, ma per lo meno va garantita un’equa giustizia e la possibilità di riprendere in mano la propria esistenza.

Giuseppe Capano

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