Giudice incapace! Si può dire

La Corte di Strasburgo torna sul diritto di critica

Giustizia_7_9_2020.jpg

cms_18956/apertura.jpgIl provvedimento in commento costituisce una significativa espressione di come mutino i tempi anche sotto il profilo del diritto di critica verso Forze dell’Ordine e Magistratura, soprattutto quando questa critica proviene da un legale nell’esercizio della sua funzione di giurista. Ne sa qualcosa un Avvocato dell’Azerbaijan, “colpevole” di aver manifestato durante un convegno sospetti sulla Polizia dopo il fermo e la morte di un ragazzo e di aver anche avuto l’ardire di definire “incapace” un Giudice durante la difesa di un suo cliente. L’Avvocato aveva subìto la sospensione e poi la radiazione dall’Albo di appartenenza che, evidentemente, nel giudicare il comportamento dell’iscritto si era dimostrato un po’ troppo mellifluo nei confronti di Polizia e Giudici. Almeno così deve aver pensato la Corte di Strasburgo, se ha ritenuto che in questo caso il diritto alla libertà di espressione e di critica degli avvocati sia stato violato, provvedendo di conseguenza a condannare l’Azerbaijan per la contrarietà delle norme interne ai principi europei (ricorsi n. 8024/12 e n. 28198/15). In realtà il primo fatto ha come sfondo non tanto la critica alla polizia, ma la presunta violazione dell’obbligo di confidenzialità verso il cliente, cioè la madre del ragazzo, di cui aveva divulgato la vicenda. Ma al momento della critica durante il convegno, l’Avvocato non aveva avuto alcun incarico, sicché non poteva aver violato alcunché, e anche se lo avesse avuto la cliente lo avrebbe certamente approvato, poiché la brutalità dei poliziotti era certa e comprovata da segni di tortura sul corpo del giovane. Ne si sa qualcosa anche in Occidente, purtroppo, di questi episodi, sicché facciamo tesoro anche di questa sentenza, perché servirà a molti cittadini.

Nicola D’Agostino

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