Gli italiani preferiscono lo shopping tradizionale

L’e-commerce non decolla

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Sempre pronti alle novità, soprattutto a quelle provenienti dall’estero, ma almeno per quanto riguarda lo shopping, i nostri concittadini rimangono ancorati alla tradizione dell’andar per negozi. Se in Europa la gente acquista vestiti, libri, biglietti aerei e molto altro attraverso la rete, gli italiani usano poco internet per fare acquisti. E-bay, Amazon, Zalando, Booking e Trivago, solo per citarne alcuni, restano frequentatissimi nel resto del vecchio continente, lasciando l’Italia al quintultimo posto come Paese dell’Ue per lo shopping su internet nel 2017. I dati diffusi dall’Eurostat sembrano indicare altre priorità per i nostri internauti, come per esempio ascoltare musica o postare i propri pensieri sui tanto amati social Twitter e Facebook. Gli italiani preferiscono ancora il piacere di toccare con mano i prodotti esposti nei negozi, provare nei camerini giacche, pantaloni o camicie, mostrando al contrario una minore propensione alla spesa via computer, nonostante una tendenza dell’e-commerce molto forte in Europa.

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Siamo lontani per esempio dal fanatismo dello shopping online di britannici, svedesi, danesi e tedeschi che vede una propensione all’e-commerce vicina all’80%. In Italia nel 2017 il 73% della popolazione ha fatto registrare un uso continuato di internet, ma di questa percentuale solo il 32% l’ha utilizzato per fare acquisti in rete. C’è però chi fa peggio di noi in Europa, e sono Croazia, Cipro, Romania e Bulgaria, pecore nere dell’e-commerce. I motivi di questa minore dedizione allo shopping attraverso la rete sono da ricercare da un divario digitale che vede oltre un quarto della nostra popolazione tagliata fuori dalle nuove tecnologie ed è pertanto tagliata fuori dalla possibilità di utilizzare quei servizi di acquisto online tanto utilizzati in altri Paesi. Solo a scopo esemplificativo si possono citare due Paesi scandinavi, Danimarca e Svezia, nei quali quasi la totalità degli abitanti dispongono di un collegamento alla rete. Alla problematica del digital divide bisogna poi aggiungere un dato demografico, ovvero il fenomeno dell’invecchiamento della nostra popolazione: l’Italia è al secondo posto dopo la Germania come stato membro dell’UE più vecchio. Lo shopping elettronico potrebbe anche rappresentare un elemento in grado di misurare quanto in un Paese sia forte la spinta alla modernizzazione, ma al di là delle cause prima elencate per cui nelle abitudini degli italiani non sia ancora maturata la propensione ad acquistare beni e servizi attraverso uno schermo, è un messaggio positivo poter affermare che in Italia i cittadini preferiscano, almeno ora, dedicare il loro tempo libero a girovagare tra le vetrine dei nostri centri urbani, sperimentando momenti di socializzazione e condivisione esperienziale, piuttosto che isolarsi ancor più nelle vetrine dell’online.

Andrea Alessandrino

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