Governo al completo

Renziani in rivolta: "Nessun toscano nel governo" - Vertici M5S: "Cancelleri un mastino al Mit, sarà il nostro ministro" - Conte ad Accumoli: "No passerella ma ricerca di soluzioni concrete" - Incontro Salvini-Berlusconi

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Governo al completo

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(Cristiano Fantauzzi) - "Sono molto soddisfatto della squadra, che è giovane, amalgamata, e lunedì giurerà in modo che il governo da subito operativo". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, in merito alla nomina dei vice ministri e dei sottosegretari. Conte ha espresso apprezzamento anche per i profili "curriculari" dei singoli esponenti della squadra. Il presidente del Consiglio, che oggi sarà alla Fiera del Levante, ha annunciato anche che dalla settimana prossima avrà anche una serie di appuntamenti nel nord Italia.

Le nomine sono arrivate oggi al termine della riunione del Consiglio dei ministri: sono 42 i posti, la maggior parte dei quali (21) andrà al Movimento 5 Stelle. Le caselle occupate dal Pd saranno 18. 2 andranno a Liberi e Uguali, una al Maie. Dieci i viceministri. "Il giuramento di sottosegretari e viceministri avverrà lunedì", ha dichiarato il ministro alle politiche giovanili e allo sport Vincenzo Spadafora al termine del Cdm.

LE NOMINE
Presidenza consiglio dei ministri: Mario Turco (programmazione economica e investimenti); Andrea Martella (editoria).
Rapporti con il Parlamento: Gianluca Castaldi; Simona Malpezzi.
Affari Ue: Laura Agea.
Esteri: Emanuela Del Re (viceministro); Manlio Di Stefano; Marina Sereni (viceministro); Ivan Scalfarotto; Riccardo Merlo.
Interni: Vito Crimi (viceministro); Carlo Sibilia; Matteo Mauri (viceministro); Achille Variati.
Giustizia: Vittorio Ferraresi; Andrea Giorgis.
Difesa: Angelo Tofalo; Giulio Calvisi;
Economia: Laura Castelli (viceministro); Antonio Misiani (viceministro); Alessio Villarosa; Pierpaolo Baretta; Cecilia Guerra.
Mise: Stefano Buffagni (viceministro); Alessandra Todde; Mirella Liuzzi; Gianpaolo Manzella; Alessia Morani.
Politiche agricole: Giuseppe L’Abbate.
Ambiente: Roberto Morassut.
Mit: Giancarlo Cancelleri (viceministro); Roberto Traversi; Salvatore Margiotta.
Lavoro: Stanislao Di Piazza; Francesca Puglisi.
Istruzione: Anna Ascani (viceministro); Lucia Azzolina; Giuseppe De Cristofaro.
Cultura: Anna Laura Orrico; Lorenza Bonaccorsi.
Salute: Pierpaolo Sileri (viceministro); Sandra Zampa.

Renziani in rivolta: "Nessun toscano nel governo"

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"Che una regione come la Toscana non abbia un suo rappresentante al governo, è assurdo. E’ stato fatto per leggerezza, stupidità? O per punire qualcuno ovvero Matteo Renzi? Delle due l’una e non sappiamo quale delle due motivazioni sia peggiore...". Un big dell’area renziana riassume così l’irritazione per l’assenza della Toscana dal governo Conte 2.

"Noi -specifica la stessa fonte all’Adnkronos- non abbiamo chiesto che venisse portato al governo uno dei nostri. Ma che ci fosse un toscano, anche della maggioranza. Sono circolati i nomi di Gelli, di Susanna Cenni. Avevamo posto il problema e dal Nazareno ci hanno garantito che ci sarebbe stata una soluzione. E invece vediamo solo un rancore assurdo e stupidità perché in Toscana, va ricordato, tra qualche mese si vota...".

Ma l’irritazione dell’area renziana espolde anche in chiaro. Una batteria di dichiarazioni. Da Francesco Bonifazi, vicinissimo a Renzi, che twitta: "Dispiace che per vendicarsi della stagione renziana il Pd abbia cancellato tutta la Toscana dai ruoli di governo. Abbiamo vinto ovunque in Toscana, siamo il primo partito: non meritavamo questo trattamento. Buon lavoro al Governo".

Ed ancora il sindaco di Firenze, Dario Nardella: "Se questa esautorazione è una vendetta contro la vecchia maggioranza del partito o contro Renzi lo si dica con chiarezza altrimenti sia dia una spiegazione seria e politica di questa decisione. Ho sostenuto questo progetto di governo e continuerò a farlo ma mentirei se dicessi che non sono profondamente deluso e costernato". E rimarca: "Non solo è un peccato tenere fuori la Toscana democratica da questo governo ma credo che sia anche un errore clamoroso che rischia di far vedere le peggiori conseguenze da qui ai prossimi mesi".

E poi Simona Bonafè, vicepresidente del gruppo dei Socialisti e Democratici a Strasburgo e segretaria regionale del Pd toscano: "Qualcuno a livello nazionale dovrà spiegare ai tanti militanti ed elettori toscani il motivo, ad oggi incomprensibile, per il quale la Toscana non sia stata considerata degna di avere un rappresentante ai massimi livelli, o se ci sia una purga Renzi che ancora oggi la Toscana deve pagare".

"La Toscana -incalza Bonafè- è stata l’unica regione dove nelle ultime elezioni europee il Partito Democratico ha saputo tenere testa alla Lega. Alle amministrative di giugno abbiamo riconquistato con il buon governo tutte le città capoluogo al voto e permesso al Partito Democratico nazionale di salvare un risultato complessivo molto deludente. Non possiamo essere considerati solo serbatoio di voti, esprimiamo una classe dirigente preparata e competente che avrebbe potuto dare un contributo importante al nuovo governo".

La protesta di big dell’area renziana è stata accolta con "stupore" dalla maggioranza Pd. A quanto viene riferito, non sarebbe mai stato posto un ’caso’ Toscana durante la trattativa per la composizione del governo né tantomeno avanzato il nome di un esponente toscano. "Sono 8 al governo, 3 ministri e 5 sottosegretari: un numero corposo ma nei nomi proposti dall’area renziana non è mai comparso un toscano", si spiega. Sempre le stesse fonti, fanno notare all’Adnkronos, come Dario Franceschini e Andrea Orlando, che hanno gestito la trattativa per il governo, abbiano messo in campo ogni sforzo per andare incontro alle richieste delle varie anime dem cercando di valorizzare tutti. Per dire, l’area Martina esclusa dalle nomine dei ministri, ha avuto riconoscimento nel sottogoverno con Matteo Mauri, viceministro al Viminale. Fonti della componente fanno sapere che "si è scelto di fare un investimento su Mauri, che è l’uomo più vicino a Martina in assoluto" anche nell’ottica di valorizzare il Nord: Mauri è lombardo e la sua nomina è anche un "dare segno presenza di Milano nel governo".

Vertici M5S: "Cancelleri un mastino al Mit, sarà il nostro ministro"

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(Antonio Atte)-Governo giallorosso finalmente al completo con la nomina dei sottosegretari di Stato. Al M5S la maggioranza delle caselle, ventuno, che comprendono sei posti da viceministro. Fonti vicinissime alla trattativa, interpellate dall’Adnkronos, spiegano le ragioni che hanno portato ad alcune scelte del capo politico Luigi Di Maio. A partire da quella di Giancarlo Cancelleri, braccio destro del leader 5 Stelle in Sicilia, scelto come vice al Mit dell’esponente dem Paola De Micheli.

"Cancelleri farà il ministro del Movimento 5 Stelle, non il viceministro", rimarcano le fonti, nelle stesse ore in cui si registra qualche malumore interno sulla designazione alle Infrastrutture del vicepresidente dell’Ars: incarico, quest’ultimo, che per legge Cancelleri dovrà lasciare. I vertici stellati rivendicano però la bontà della scelta dell’ex candidato M5S alla presidenza della Regione Sicilia. "In quel ministero - viene spiegato - ci serviva un mastino, uno che sapesse fare politica. Giancarlo ha seguito con Danilo Toninelli molti dossier sulle infrastrutture al Sud ma soprattutto sarà il nostro ’cane da guardia’ sul tema delle concessioni autostradali".

Il presidente della Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, Pierpaolo Sileri, sarà viceministro della Salute: "Sileri è una delle figure più conosciute nel mondo della Sanità in Italia: padroneggia la materia e sa già da dove iniziare per difendere al massimo le nostre battaglie".

Centrale sarà il ruolo del senatore Mario Turco, scelto come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione economica e agli investimenti e persona molto apprezzata dal premier Giuseppe Conte. "Con Turco creiamo un ’contraltare’ economico nel governo. Avrà in mano la programmazione e il coordinamento dei ministeri, incarico molto importante per portare avanti le ricette economiche del M5S", proseguono le fonti.

Per quanto riguarda invece Giuseppe L’Abbate (sottosegretario alle Politiche Agricole), il pugliese viene descritto come un "profondo conoscitore" del tema dell’agricoltura: "Il migliore che abbiamo nel M5S". "E’ uno tosto, un uomo concreto che può seguire dossier importanti come il Ceta, gli Ogm e tutte quelle questioni che non ci vedono d’accordo con il ministro Pd Teresa Bellanova", viene spiegato ancora.

Chi ha seguito da vicino per il M5S la partita del sottogoverno evidenzia come in questo secondo esecutivo Conte "siano rappresentati tutti i territori". Marche e Molise, sottolineano nel Movimento, "non restano fuori dalla squadra del M5S" ma avranno deleghe pesanti, come ad esempio quella del commissario al sisma.

Conte ad Accumoli: "No passerella ma ricerca di soluzioni concrete"

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"Sono venuto qui a incontrare le delegazioni dei cittadini del cratere. Lo avevo annunciato, come prima uscita, e non è una passerella ma la ricerca di soluzioni concrete: i problemi li conosciamo, li abbiamo affrontati e ora analizzeremo le criticità, tenendo presente che per la ricostruzione serviranno degli anni, non uno o due". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti ad Accumoli, uno dei paesi più duramente colpiti dal sisma del 24 agosto 2016.

"Cito -ha proseguito- una criticità per tutte: le istanze per la ricostruzione privata che procedono molto lentamente. Questo è dovuto a diverse cause: a volte perché trattandosi di seconde case può non esserci un reale interesse alla ricostruzione, ma molto spesso vi sono procedure burocratiche complesse che rallentano il processo. Però dobbiamo iniziare a dire a tutta la popolazione interessata che a dicembre 2019 scadono i termini per la presentazione delle domande, in particolare per i danni lievi. Chi è interessato si deve attivare".

"Paradossalmente -ha evidenziato il premier- la prospettiva di un’ulteriore proroga rallenta tutto. Noi dobbiamo definire esattamente il perimetro della ricostruzione, per accelerare: chi è interessato e chi no. Quindi lo voglio dire a nome del governo: il governo non è intenzionato a dare ulteriori proroghe, faccio un appello pubblico, in modo che tutti siano messi nelle condizioni di adoperarsi entro dicembre. Non concederemo ulteriori proroghe". In ogni caso, il governo intende dotarsi di un "modello normativo per la ricostruzione da utilizzare una volta per tutte".

Incontro Salvini-Berlusconi: "Fronte comune contro Conte bis"

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Un "fronte comune per una efficace opposizione al nuovo governo". È l’intesa raggiunta oggi tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi al termine di "un cordiale incontro" avvenuto tra i due leader a Milano per fare il punto e chiarire la strategia politica comune.

Lega e Forza Italia, saranno in campo insieme per la riforma elettorale: condurranno una battaglia sul maggioritario per evitare inciuci a vita, riferiscono fonti parlamentari vicine al Carroccio.

E il 19 ottobre, a Roma, saranno insieme in piazza per una manifestazione di popolo.

Segnali che sembrano andare nella direzione indicata lunedì scorso da piazza Montecitorio da Salvini e Giorgia Meloni che puntano a un ’nuovo’ centrodestra allargato. Prima dell’incontro col Cavaliere, Salvini aveva rivisto anche la leader di Fratelli d’Italia, proprio per mettere in agenda i prossimi step per il rinnovamento del centrodestra, cercando punti di incontro anche con Forza Italia che finora ha scelto un profilo esclusivamente parlamentare di opposizione.

Redazione

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