HANNO ANCORA SENSO (FASHIONISTICAMENTE PARLANDO) NEW YORK E LONDRA?

Recap sulle fashion weeks spring-summer 2024 di New York e Londra

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Il mese di settembre è considerato il mese della ripartenza, il “gennaio” nel campo lavorativo, scolastico e personale, il mese di settembre che, nel fashion system, è sinonimo di fashion month. Il mese dedicato alle fashion weeks per la presentazione di quello che sarà e di quello che indosseremo la prossima primavera-estate 2024. Alle tante di voi che si staranno chiedendo che senso abbia parlare, sin da ora, dei trend e di quello che indosseremo la prossima primavera-estate la questione è alquanto dirimente, almeno per tutte le fashion addicted e per chi ama giocare d’anticipo a colpi di fashion alert. Come avrete visto nelle vetrine delle vostre città, quest’inverno, si tingerà soprattutto di grigio e celeste e con un elemento imprescindibile: la cravatta nera, ma voi che leggete i miei articoli tutto questo lo sapevate già dallo scorso febbraio e grazie alle anticipazioni delle fashion weeks. Le fashion weeks sono utili per giocare d’anticipo e per indossare, prima delle altre, quello che mesi dopo tutte le altre indosseranno perché lo hanno visto nelle vetrine del centro. Ma la cosa più importante è che, prendendo appunti, potrete acquistare, sia durante i prossimi saldi che in alcune promozioni, i capi che potrebbero tornarvi utili in un futuro prossimo, ma che avrete acquistato ad un prezzo vantaggioso.

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La sottoscritta è stata considerata un’aliena quando indossava, già dalla scorsa primavera, la cravatta nera, ma oggi, dopo l’outfit della maison Valentino, sfoggiato dall’attrice Kasia Smutniak sul red carpet del festival del cinema di Venezia tutte sono pazze della cravatta nera come elemento cool dell’outfit fashionista. Ad aprire le danze del fashion month è stata la grande mela che ha presentato una fashion week orfana di maison straniere, come Fendi, Marni e Chiara Boni che ha vestito per decenti l’alta borghesia americana, che in passato avevano scelto New York per presentare le loro collezioni, ma che oggi hanno disertato la grande mela. Della fashion week newyorkese resta ben poco se non due grandi nomi come Michael Kors e Ralph Lauren che dopo quattro anni torna a sfilare e torna ad essere l’unico re della moda made in USA declinata in una visione superba. La fashion week newyorkese perde un pezzo importante della moda americana come la maison Tom Ford che, dopo la cessione ad Estee Lauder Companies, sfilerà nella fashion week meneghina. Tra i trend che hanno sfilato molti sono dei continuativi della scorsa estate, ma anche di questo prossimo autunno-inverno come il pizzo, il total denim, il total leather, l’abito a rete, i pattern macro e sgargianti, le linee minimal, il corsetto (grande must have di questo autunno-inverno), l’homewear urban-chic che ha eletto il completo pigiama, indossato con le ballerine in velluto, il non plus ultra del galm in versione serale.

cms_31841/2_1695438073.jpgLa location è stata il Domino Park sotto il ponte di Brooklyn con il sempre suggestivo skyline di Manhattan sullo sfondo.

Il designer Michael Kors ha detto: “non posso portarvi a Capri, ma vi ho portato a Brooklyn”, dove il mood della collezione sono stati gli anni settanta, le linee minimal, il pizzo e il glamour di Jacqueline Kennedy quando passeggiava per le stradine di Capri.

Una collezione, quella di Kors, che vuol essere volutamente timeless, preziosa e che parla ad una fascia sempre più ampia di pubblico.

Per il designer anche i più giovani stanno, se pur lentamente, abbandonando i trend del momento e il fast fashion facendo loro il motto della nonna: “più spendi, meno spendi”.

Molti dei capi sono stati realizzati in Italia con tessuti e pattern preziosi che hanno reso la collezione di Michael Kors glam-chic, timeless, di facile indosso dal lusso sussurrato e mai sfacciato.

Nel guardaroba della donna Kors per la prossima estate i must have saranno il total white come sinonimo di glamour, i long dress, il pizzo, la bora a secchiello in vimini e i sandali rasoterra…più chic di cosi!

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Dopo quattro anni di assenza Ralph Lauren non poteva che stupirci con l’opulenza dell’oro, leitmotiv della collezione, una collezione che trasuda stile americano con le sue cinture texane, i cappelli da cowboy e il denim, che trasuda il glamour hollywoodiano con le gonne con strascico, i long dress monospalla e lo sparkling. Il designer continua ad esportare il sogno americano, quell’hippy-chic che, se pur appannato, continua ad affascinare e conquistare le donne di mezzo mondo. La donna che veste Lauren non veste il quiet luxury, ma è una donna ricca ed è ben felice di dimostrarlo senza reticenze, anche nell’outfit. La palette colori è vibrante grazie al verde, al viola, al giallo, all’arancio e al turchese da abbinare sempre all’oro, un colore che può essere stemperato accostandolo al nero. Il denim in versione tie-dye assume un’allure couture per essere indossato anche nelle occasioni più glam.

New York passa il testimone a Londra per una fashion week che si è snodata nel solco delle provocazioni sterili e fini a sé stesse senza dare alcun apporto sincero e proficuo al fashion. Londra rimane la fucina di nuovi talenti, ma che quest’anno più che innovare il fashion system hanno voluto solo provocare per far parlare più di se stessi che delle proprie creazioni. Da oltremanica arrivano pochi trend significativi ed anche loro continuativi come il cut-out, le nuance vibranti, la lingerie in bella vista e le trasparenze audaci.

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La sfilata più attesa durante la London fashion week è stata quella della maison Burberry, la seconda con il designer Daniel Lee al timone creativo della maison. La maison cerca nuove sperimentazioni e un glamour più smart “smontando” uno dei capi più iconici della maison qual è il trench. Nelle mani di Daniel Lee il trench acquisisce una linea più slim fit, una vita bassa, dettagli rock e pattern floreali. I long dress hanno scolli halter, le gonne hanno la vita bassa e tagli asimmetrici, i pullover prendono la via del crop. Anche la palette colori viene “smontata” dai classici beige e blu per aprire le porte a colori come il rosso e il verde. Burberry porta in scena la quotidianità, una collezione versatile e portabile, ma che tra molti addetti ai lavori ha fatto gridare alla banalità.

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Agli antipodi della quotidianità forse banale, ma super chic di Burberry si posiziona la collezione della maison JW Anderson con pantaloni vinilici ed imbottiti, bermuda che sembrano fatti di plastilina, bomber oversize da cui spuntano delle piume, blazer scultorei, gonne fatte di fettucce scintillanti e shorts con balze.

Oggi il testimone è passato a Milano, città dove, senza peccare di campanilismo, si dettano le vere tendenze per il fashion system e dove vedremo se i lasciti, pur esili, delle precedenti fashion week saliranno sulle passerelle meneghine o se verranno del tutto ignorati per crearne di nuovi ed affascinanti…al prossimo articolo l’ardua sentenza!

T. Velvet

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