Hate speech

Facebook mette al bando post inneggianti alla supremazia bianca

Hate_speech.jpg

I social sono diventati terreno di coltura in cui il pericoloso germe dell’odio prende subito forma e sostanza, crescendo a dismisura e fomentando attacchi nei confronti del diverso, di colui o colei che non sono ritenuti “normali” o “uguali”. Certo è sbagliato fare di tutta un’erba un fascio, e buttare il bambino (i social e le piattaforme di condivisione) insieme all’acqua sporca (gli haters). I razzisti di oggi sono emersi e mostrano la loro virulenza grazie al nascondiglio del web, ottimo posto in cui celare le loro ambigue identità.

cms_12309/2v.jpgIl tema dell’hate speech è da qualche tempo divenuto attuale e nonostante prese di posizione e proclami di politici al governo, ad oggi il dibattito sul ruolo dei social come sfogatoio pubblico è ancora irrisolta. Sono proprio i politici a offrire il destro alla cosiddetta gente comune, nel momento in cui proprio gli esponenti delle istituzioni prima gettano il sasso (pubblicando per esempio post carichi di odio razziale) e poi ritrattano o correggono il tiro appellandosi alla circostanza per cui la loro presunta frase omofoba, razzista e di altro stampo è stata mal interpretata dai soliti giornalisti accattoni. Di post che trasudano dichiarazioni pesanti verso cittadini stranieri, omosessuali, ebrei, ecc., ce ne sono a bizzeffe all’interno di social noti come Facebook e Twitter, persone (definirle tali è uno sforzo inumano) che alimentano giorno per giorno pregiudizi intolleranza generalizzata e xenofobia.

cms_12309/3.jpg

Zuckerberg sembra ora muoversi per arginare questa deriva d’odio partendo con un’azione di contrasto verso il cosiddetto suprematismo bianco che ha animato qualche settimana fa la strage in Nuova Zelanda da parte di Brenton Tarrant. Gli utenti che da ora in poi si faranno promotori di queste ideologie d’odio verranno espulsi da Facebook e Instragram. Nel post pubblicato da Facebook si specifica che la ragione per cui il divieto di pubblicare espressioni inneggianti a un certo tipo di separatismo siano ora da ritenere censurabili, è ispirata da un fenomeno, l’intolleranza razziale e religiosa, che negli ultimi mesi ha trovato terreno fertile in troppi fomentatori di odio.

cms_12309/4.jpg

Il social network continuerà a garantire la possibilità per le persone a inneggiare al loro orgoglio etnico, ma non tollererà più l’apologia per il crescente suprematismo e separatismo di razza bianca. Convenzioni e organismi internazionali sull’espressioni d’odio hanno avuto la possibilità di esprimersi ampiamente. La libertà d’espressione tutelata dalla nostra Costituzione all’art.21 comporta però anche doveri e responsabilità come per esempio l’obbligo di evitare di diffondere ideologie fondate sulla superiorità “razziale”. Dalla teoria alla pratica diviene sempre più difficile, se non quasi impossibile, bloccare e segnalare, attuali e potenziali inneggiatori all’odio, a meno che molti altri seguano l’esempio di Zuckerberg e si facciano promotori di interventi tesi a bloccare il virus dell’intolleranza.

Andrea Alessandrino

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos