ICONOGRAFIA DEL CANE (XI^ PARTE)

Arte tra curiosità e misteri

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Lucien Freud-Triplo ritratto

Lucian Freud (1922-2011) è stato un pittore tedesco naturalizzato britannico, nipote di Sigmund Freud. Artista dal carattere inquieto, una vita intensa più volte sposato, una nidiata di figli più o meno legittimi. Con la sua pittura indaga la carne scheletrita od opulenta, con lo stesso fervore del nonno per la psiche, quel Sigmund Freud, che ha segnato la nascita dell’inconscio. Quel Sigmund Freud che forse gli ha impresso anche la passione per i cani. Freud il pittore, rappresenta spesso uomini o donne più o meno nudi, su letti disfatti assieme a un cane, con uno straordinario spirito di osservazione del reale, indagandovi concettualmente un senso di disfacimento indifferente, sia nel corpo degli umani che in quello dei cani.

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Lucien Freud-Ragazza col cane bianco

Freud il nonno, lo psichiatra, aveva un cane chow chow di nome Jofi che in ebraico significa bene, va bene, che gli faceva da assistente, durante le sedute coi suoi pazienti. Jofi aveva la capacità di tranquillizzare i bambini e aveva la capacità di distinguere i pazienti tranquilli da quelli agitati; si avvicinava ai primi festosa, si allontanava scontrosa dai secondi. Inoltre, autonomamente, passati i canonici 50 minuti della seduta, Jofi andava alla porta e faceva capire sia a Freud, che al paziente che il tempo era finito. Freud il nipote sembra segnato dal nonno sia nelle pulsazioni erotiche della carne, che nell’amore per i cani, che vede come strettamente legati nel vuoto del nulla.

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Jeff Koons- Balloon Dog

Jeff Koons artista statunitense contemporaneo nato nel 1955, ex marito di Ilona Staller, pornostar che è stata anche onorevole per il partito radicale, alla fine degli anni Ottanta, più nota come Cicciolina.

Koons conosciuto anche come il re del kitsch, ha creato una serie di opere d’arte canine molto famose, tali e quali a degli enormi palloncini gonfiabili, chiamate Balloon Dog. Oltre a queste sculture ha anche ideato nel 1995, Puppy , posta a guardia del Guggenheim Museum di Bilbao, rappresenta un enorme cane nella cui struttura sono inserite centinaia di piante colorate. Non per fare l’antipatica, ma il Puppy di Koons ha qualcosa che mi ricorda Il Bosco Verticale di Milano, un complesso di due palazzi residenziali a torre progettato da Boeri Studio che è stato riconosciuto, nel 2015, come grattacielo più bello e innovativo del mondo e come parte dei cinquanta grattacieli più iconici… a me sembrano un po’ troppo kitsch, sia il cane che il grattacielo.

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Jeff Koons- Puppy - Guggenheim Museum di Bilbao

Keith Haring (1958 - 1990) è stato un pittore e writer statunitense, è considerato il padre della Street Art. Famosi e ripresi nelle arti decorative sono i suoi omini, i cuori e anche il suo particolare e lineare cane, di solito di colore rosso, con la bocca aperta e la piccola coda dritta. Eppure queste vivaci figure, che paiono quasi disegnate da un bambino, nascondono, una complessa simbologia. Haring raffigura cani che danzano, abbaiano o mordono, ma non bisogna dimenticare l’inizio della simbologia del cane che era magico-religiosa-funerea e che le scritte sui muri, certi disegni che a volte deturpano i muri della città, nascondono un linguaggio segreto noto solo ai graffitari.

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Termino questa carrellata sull’iconografia canina, partita dal Paleolitico con un artista che è un’icona odierna, Banksy, considerato uno dei maggiori esponenti della Street Art, la cui vera identità rimane ancora sconosciuta. Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l’etica. I suoi stencil di critica sociale e politica sono apparsi su strade, muri e ponti di città in tutto il mondo, hanno creato anche vivaci discussioni, perché sono stati rubati e venduti sul posto (lasciando nelle mani dell’acquirente l’onere della rimozione dal muro) oppure staccati e portati al Museo… non si capisce bene se ciò sia voluto o meno dall’artista.

Infatti Banksy non vende fotografie o riproduzioni su altri supporti dei suoi graffiti di strada, ma è noto che i banditori d’asta cercano di vendere la sua arte di strada sul posto, soprattutto è assai curiosa la nota vicenda dell’opera Girl with Balloon: in occasione dell’asta di Sotheby’s a Londra di tre anni fa, l’acquirente si è trovato in mano un’opera che si è auto-distrutta.

Povero compratore? Non sia mai, a quel che è rimasto dell’opera, hanno affibbiato un nuovo titolo Love is in the Bin, (l’amore è nel cestino) così l’opera d’arte con un significato tutto nuovo ha ottenuto anche un prezzo più alto e l’acquirente una collezionista europea, ha proseguito con il pagamento.

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Banksy ha omaggiato Keith Haring, il padre della Street Art, nel 2015, a Bermondsey un sobborgo a sud- est di Londra dove ha raffigurato un ragazzo col cappuccio della felpa in testa, che è un po’ il simbolo dei graffitari, mente tiene al guinzaglio il cane-icona di Haring.

(Continua)

Le puntate precedenti ai seguenti link:

https://internationalwebpost.org/contents/ICONOGRAFIA_DEL_CANE_(I%5E_PARTE)_26738.html#.YtTCs3ZByR8

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https://www.internationalwebpost.org/contents/ICONOGRAFIA_DEL_CANE_(IV%5E_PARTE)_26992.html#.Yu_R7HZBzIU

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https://www.internationalwebpost.org/contents/ICONOGRAFIA_DEL_CANE_(IX%5E_PARTE)_27402.html#.Yx36CnZBzIU

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Paola Tassinari

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