IL BEAUTY SALVERA’ IL FASHION SYSTEM?

Viaggio nell’essere Alessando Michele

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Assieme alla voglia di tornare presto alla normalità si sente anche una grande voglia di tornare a sentirsi belle, e se nel 2020, in piena bufera covid-19, il settore del beauty ha subito una flessione delle vendite del meno tredici per cento, per questo 2021 si prevede una crescita stimata del più sei per cento nelle vendite. D’altronde è un fenomeno costante nel corso della storia, dopo un periodo di grandi distruzioni, di forte depressione economica e sociale, le vendite dei cosmetici sono sempre schizzate alle stelle, è stato così nel dopoguerra, è stato così nella grave recessione del 2008, sarà così nel post pandemia. Negli Stati Uniti è già corsa al rossetto, la CNN ha stimato un aumento delle vendite di rossetti dell’ottanta per cento nel solo mese di aprile, portando, il rossetto, a diventare il bene di consumo più venduto…datemi un rossetto e solleverò il mondo!

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Contrariamente a quanto si pensi, il rossetto non è solo un futile belletto, ma anche un importante indicatore per gli economisti noto come: “lipstick index” utile per prevedere l’andamento e la crescita dell’economia. Acquistare un rossetto non è solo un “atto psicologico” di allegria, ma è anche un atto di fiducia nel futuro e, di conseguenza, nella crescita economica della società. Il fenomeno è noto tra gli economisti, quando, come dopo una guerra o una crisi economica, sociale e sanitaria non si ha a disposizione un grande budget per lo shopping, il settore del beauty rappresenta un lusso accessibile che regala gioia e speranza in tempi migliori. Negli Stati Uniti, dove la campagna vaccinale sta andando spedita, dove il presidente, Joe Biden ha annunciato che i vaccinati potranno fare a meno di indossare la mascherina nei luoghi aperti c’è stata una corsa al beauty, soprattutto al rossetto dalla formulazione no-transfert e declinato in nuance allegre ed iconiche come il rosso e il fuxia, ma anche in nuance insolite come il viola e il blu. E non è un caso che il fashion system stia puntando nel settore beauty, alla portata di tutte le tasche, per arginare la crisi delle vendite dell’abbigliamento.

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Vi avevo già parlato della maison Valentino che sta per lanciare la sua prima linea beauty, ma anche la maison Numeroventuno, per ora solo in Giappone, ha lanciato la sua prima linea di make up e due colossi del fast fashion come Zara e H&M hanno puntato sul beauty e precisamente sul fast beauty. Lo scorso dodici maggio Zara ha lanciato la sua linea di make up inclusiva, altamente pigmentata, realizzata con ingredienti vegani, packaging riciclabili, formule clean, multicolor (circa 175 colori), acquistabile online e in soli ventidue store del brand in tutto il mondo. Nella linea beauty di Zara ci sono rossetti dai vari finish: opachi, satinati e matte, ci sono palette per occhi, mono ombretti, bronzer, illuminanti e blush, sei pennelli per realizzare il make up e ben trent’otto tonalità di smalto per unghie.

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Il colosso svedese, H&M ha già una sua linea di make up, ma la novità sta nel multibrand, H&M è diventato un rivenditore di cosmetici di cinquanta brand, dai meno conosciuti a quelli più conosciuti come: L’Oreal Paris, Maybelline, The Ordinary, Mulac, Real Techniques, Mario Badescu, gli smalti Essie. Nonostante il grande range di prezzi, l’intento del colosso svedese è quello di rendere democratico il settore del beauty, di facilitare l’acquisto, in un’unica piattaforma, di diversi brand e di rendere sempre più popolare il brand H&M.

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Anche Amazon continua ad incrementare il settore beauty, Find è un brand d’abbigliamento ed accessori di Amazon, ma in pochi sanno che lo stesso brand propone tante proposte beauty. Sotto la potente ala di Amazon non troviamo solo le proposte di Find, ma anche quelle di skincare del brand, sempre Amazon, Belei che propone maschere viso, sieri, detergenti e creme viso.

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La donna più chic del pianeta, Olivia Palermo diventata via via un’icona di stile per tante donne, brand ambassador di diverse maison ha lanciato la sua linea di make up dal packaging sofisticato e fatta di pochi pezzi, ma must have per essere belle. “Volevo dei prodotti che mi facessero sentire preziosa. Mai come ora, che ci sono sul mercato così tanti prodotti, è importante la qualità. Abbiamo curato molto anche il packaging, l’ispirazione è venuta dall’art decò e dalle stampe vintage. Ho sempre voluto dei capi senza tempo nel mio guardaroba, e vale lo stesso anche per il make-up”. Dopo due anni di lavoro nella ricerca cosmetica, lo scorso sei maggio, con queste parole Olivia Palermo presenta la sua linea di make up che comprende una cipria, un siero illuminante, tre rossetti e due palette occhi acquistabili esclusivamente su Olivia.Palermo.com

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Per tutte le adepte della maison più venduta ed amata, Gucci e dell’estro del designer della maison, Alessandro Michele sarà impossibile perdersi la mostra Gucci Archetypes, un viaggio multimediale nei sei anni di direzione creativa del designer in Gucci che racconta attraverso le ultime quindici campagne pubblicitarie nate sotto la sua direzione la direzione innovativa della maison. La mostra, inaugurata lo scorso diciassette maggio, al Gucci Garden di Firenze, resterà aperta per due settimane dalle 10.00 alle 20:00 e con prenotazione obbligatoria nei week end, ma per chi non potrà vederla dal vivo è disponibile un tour virtuale sul sito del brand. Nella conferenza stampa di presentazione il designer ha dichiarato: “In questi sei anni abbiamo raccontato la bellezza in modi diversissimi, perché è questo che fa la moda. Quando abbiamo fatto la campagna pubblicitaria per il profimo Gucci Bloom con una donna transessuale, nessuno lo aveva mai fatto per una campagna beauty, ma dopo pochi anni abbiamo visto come le cose sono cambiate”. E di cambiamenti il designer nella maison Gucci ne ha portati tanti, anche se non sempre facilmente accettati, come la decisione di sfilare solo due volte l’anno senza più rincorrere richieste sempre più pressanti ed effimere, ma riaccendendo nei clienti, anche nei giovanissimi abituati al consumo facile, il desiderio dell’attesa prima di poter indossare un capo Gucci.

T. Velvet

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