IL DIAVOLO VESTE MADE IN ITALY

STORIA DI UN MARCHIO E DI UN MATRIMONIO RIUSCITO

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Miuccia Prada al secolo Maria Bianchi assieme al marito Patrizio Bertelli, ha guidato e trasformato la storica maison Prada facendola diventare una delle più importanti e desiderate case di moda in tutto il mondo, basti pensare che nel 2013 la rivista Forbes la incorona come la terza donna più ricca ed influente d’Italia e Anna Wintour, direttrice di Vogue America, la inserisce tra i sette maestri della moda mondiale.

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Originariamente conosciuta come Fratelli Prada la maison ha origini antiche, nasce nel 1913, fondata dai fratelli Mario e Martino Prada che si dedicarono alla pelletteria, creando borse, bauli e accessori da viaggio di lusso capaci di non passare di moda nel giro di una stagione, come amava definire le sue creazioni lo stesso Mario Prada. Saranno necessari molti decenni per far diventare la maison una delle griffe più ambite dalle donne di tutto il mondo, sinonimo del minimal chic per antonomasia. Il merito?

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Della nipote Mariuccia Prada, giovane donna della buona borghesia che veste con gonne Saint Laurent e abiti Courrèges, che alla fine degli anni settanta salì alla dirigenza del marchio, donna abile ed ingegnosa stilista, ma meno nel campo economico, sigla un accordo con un imprenditore nel mondo del cuoio che nel 1987 divenne suo marito: Patrizio Bertelli.

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Sempre negli anni ottanta nasce il marchio a triangolo rovesciato ispirato alla chiusura dei vecchi bauli. La sinergia della creatività della stilista con le capacità imprenditoriali del marito portano in breve tempo la maison Prada a livelli inaspettati con la nascita di borse cult, una su tutte lo zainetto nero in nylon it bag degli anni novanta che verrà imitato ovunque sogno proibito di tutte le fashion victims del tempo. A quei tempi trasformare il nylon in elemento di lusso fu rivoluzionario, lei certamente aveva naso per fare le borse lui per venderle.

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Con Prada nasce la signora borghese che anche in inverno va in giro senza calze, oppure indossa i sandali con i calzettoni e ama sovrapporre, con apparente casualità, materiali e stili differenti, come lo chiffon, tanto caro alla stilista e il tweed. L’anno decisivo per l’inarrestabile ascesa è il 1988 quando Miuccia disegna la sua prima collezione Prada donna, sfilano vestiti dalle linee semplici ed eleganti in netto contrasto con tutto quello proposto sino ad allora dai suoi colleghi stilisti, incontra il favore del pubblico decretando la vertiginosa ascesa del marchio anche oltre i confini nazionali. All’epoca la coppia vincente Prada-Bertelli aveva già alle spalle un decennio di collaborazione professionale e uno di matrimonio. E’ il boom che porterà la coppia verso i gloriosi anni novanta, Prada diviene un fenomeno di costume e simbolo del lusso minimalista che aborre il sexy a tutti i costi, oltre all’abbigliamento, alle mitiche borse e scarpe, arrivano anche gli occhiali da sole, i profumi e i tanto agognati cellulari Prada phone.

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Nel 1993 arriva la linea Miu Miu per le giovani borghesi, una linea sperimentale e moderna per tutte quelle “cattive ragazze”, tanto invidiate dalla stilista e conosciute ai tempi della scuola, con Miu Miu da sfogo alla sua anima più frivola, abiti decisamente più colorati e seducenti. Nello stesso anno nasce la linea Prada uomo e l’anno successivo la linea Prada sport. E’ un’avventura a trecentosessanta gradi nella moda e nell’arte e nello sport, nel 2000 Patrizio Bertelli vuole Prada come sponsor ufficiale della barca Luna Rossa che parteciperà all’America’s Cup in Nuova Zelanda…e Mariuccia?...

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Mariuccia sogna l’arte e nel 1993 fonda la PradaMilanoArte che nel 1995 diviene la fondazione Prada con lo scopo di promuovere ed incoraggiare nuovi progetti di arte contemporanea, al suo interno trovano spazio un cinema, un teatro, l’archivio Prada e l’accademia dei bambini, atta a promuovere e sviluppare la creatività dei più piccoli. Divenendo anche socia fondatrice della Fondazione Teatro alla Scala di Milano.

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E poi per tutte le fashion victim che sono di passaggio a Milano non possono esimersi di visitare il Bar Luce creato con strutture in acciaio a vista, tante vetrate, il tutto ingentilito da colori pastello. Potrete comprare deliziosi dolci, cioccolato e il “mitico” panettone milanese, tutto prodotto dalla storica pasticceria Marchesi. La grande forza della maison è stata quella di sviluppare le passioni della coppia d’oro della moda a tutto tondo: la moda, l’arte, la vela e il design.

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I suoi detrattori non riescono a capacitarsi di come si può diventare icone di stile vestendo come la figlia della portinaia, con i capelli sfibrati, il mocassino e l’orribile calzino bianco punitivo, la gonna a pieghe piatte e il triste maglioncino con scollo a V, venendo oltretutto dal PCI Milanese, portando sulle passerelle la sua “tipologia racchiesca”. Carattere spigoloso non saluta mai nemmeno alle sue sfilate, al massimo mette fuori mezza faccia e un timido sorriso che dura al massimo quattro secondi. Molti maligni affermano che segua una legge non scritta: più è figo lo stilista meno compare alla fine delle sue sfilate. Famosissima una sua frase: ”posso dire che chi si veste male è anche ignorante? Una persona sensibile dal punto di vista estetico non può vestirsi male. Se lo fa, ha una debolezza culturale.” Non è certo da meno il signor Bertelli in quanto a carattere spigoloso, storie, vere o presunte, fioriscono intorno alla sua persona come quando nel 1997 all’inaugurazione del negozio Miu Miu a New York, arrabbiatosi per gli specchi che facevano a suo dire: “letteralmente schifo, ti ingrassano, facendoti sembrare il doppio di quello che sei”, ha preso un martello e li ha frantumati uno dopo l’altro con minuziosa perizia.

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Per gli amanti della moda Prada rimarrà sempre il marchio più elegante che affascina sia la giovane di tendenza che la signora più sobria ed elegante, naturalmente il fiore all’occhiello della maison sono rimaste le borse come la classica Milano Prada bag original, la Soft Calf Tote e tante altre, borse pratiche, capienti, eleganti, prestigiose ed inarrivabili per la maggior parte delle donne.

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Per la sfilata primavera-estate 2016 Miuccia Prada ha fatto sfilare le sue modelle in un ambiente futuristico da dove emerge una tendenza su tutte: le donne saranno messe in riga! Il focus principale dell’intera collezione sono le righe, minimal o macro, colorate o monotono, prendono vita sui capispalla, sulle giacche e sui lunghi vestiti dalla vita scesa.

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A prima vista, la sfilata, quello che mi provoca è il disagio: sembra una collezione invernale, com’è zeppa di tessuti tweed e capispalla, capi seriosi e tantissimi tailleur destrutturati e ricomposti in forme inusuali. Tre i must per la stilista per la prossima stagione: i colletti a rete resi preziosi da paillettes e ricami, i maxi orecchini e le scarpe a punta con boule argentate.

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Alla mia parziale delusione per i capi visti sfilare, si contrappongono i sempre meravigliosi accessori che sicuramente faranno la fortuna delle vendite della maison. I sandali con listini argentati e decorati da biglie sembrano scarpe appena uscite da un mondo fatato, le borse in color block e catene hanno retto e salvato l’intera sfilata.

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Una collezione definita dalla stessa Miuccia Prada post-moderna, certamente originale, ma difficile da indossare e poco adatta, a mio modesto parere, per l’estate, ma sicuramente sarà adorata dalle donne cinesi e giapponesi.

T. Velvet

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