IL DISASTRO AMBIENTALE VISTO DALLO SPAZIO

Astronauta francese suona l’allarme

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"Vedere il pianeta dalla finestra della tua navicella spaziale ti fa pensare alla fragilità dell’atmosfera, quella bolla sottile che rende possibile la vita nel vuoto dello spazio". L’esperienza di Thomas Pesquet è qualcosa di sconvolgente, perché ci rende partecipi in modo concreto della reale situazione ambientale del nostro pianeta. Pesquet ha da poco concluso la sua seconda missione alla Stazione Spaziale Internazionale dove ha constatato con mano la terrificante situazione che circonda la Terra. Nelle sue interviste ha evidenziato le immagini che lo hanno scioccato di più, mostrando con occhi atterriti le enormi tempeste e gli incendi boschivi. "Non ho mai visto niente di simile, fuochi incredibilmente enormi", ha detto l’astronauta francese. Certamente una visione poco paradisiaca, ma che rispecchia a pieno l’indifferenza dell’umanità verso la nostra casa comune. Il pianeta, concepito nell’immaginario collettivo come un tesoro prezioso da tutelare, ad oggi appare un enorme masso di macerie incapace di lottare. La custodia del nostro habitat spetta a noi esseri umani, ma il progresso, la velocità della nostra società, non ci lascia neanche un minuto per riflettere sul cambiamento climatico.

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In questi anni, abbiamo udito terribili notizie su centinaia e centinaia di ettari di foresta in Australia, una sorta di polmone che andava completamente in fiamme. Queste immagini sono comparse nelle televisioni del mondo intero per svariati giorni, ma nonostante questo tutto è passato in secondo piano. Inutile negarlo, siamo anestetizzati dinanzi alle brutalità quotidiane e l’ambiente non fa eccezione. Pertanto, l’esperienza di Thomas Pesquet deve far riflettere come la sua dichiarazione sui cambiamenti climatici: "Quando vedi cambiamenti a lungo termine non puoi fare a meno di sentirti preoccupato, ecco perché sono diventato un ambasciatore dell’Organizzazione delle Nazioni Unite”. La sua testimonianza ci fa capire che la stessa discussione durante l’ultimo G20, se non moderata bene nei punti focali, può risultare fuorviante.

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Un approccio miope di questa tematica rischia di compromettere seriamente la condizione della vita quotidiana di ognuno di noi. La minaccia del cambiamento climatico è qualcosa di vero e non una semplice notizia per riempire le pagine dei giornali. Per questo la prima cosa da fare è prestare ascolto agli esperti e lottare in modo civile per la salvaguardia della nostra casa. Per prima cosa bisogna pensare nel piccolo, progettando soluzioni a livello locale e regionale. Solo così facendo si può arrivare a cambiare qualcosa a livello locale. Tra l’altro le testimonianze di Greta Thunberg, attivista contro il cambiamento climatico, sono ben note a tutti. Occorre tornare a respirare la normalità, dove uomini e donne si rendano partecipi di azioni mirate verso il bene comune. Questo non è un sogno, ma la più grande aspirazione a cui ogni uomo dovrebbe ambire. I capi di stato sono spesso intenti a mantenere il consenso e a non promuovere politiche risolutive. Tocca a tutti noi, a piccoli e rapidi passi, restituire dignità e bellezza al pianeta Terra.

Giuseppe Capano

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