IL DRAMMA DI UNA TACITA TERZA GUERRA MONDIALE

Le dure parole di Francesco all’Angelus

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"In questa Giornata Mondiale dei Poveri la Parola di Gesù è un monito forte a rompere quella sordità interiore che ci impedisce di ascoltare il grido di dolore soffocato dei più deboli".

L’indifferenza è il male di questo secolo, che provoca la disperazione di molti per gli interessi di pochi. È questa l’essenza del messaggio del Pontefice in un periodo buio per tutta l’umanità. L’invito alla speranza non è qualcosa di utopico, ma un sogno concreto che si può realizzare sotto il segno del Vangelo. I punti esaminati da Bergoglio sono molteplici, senza mai ripiegare su frasi di circostanza: "Anche oggi, molto più di ieri, tanti fratelli e sorelle, provati e sconfortati, migrano in cerca di speranza, e tante persone vivono nella precarietà per la mancanza di occupazione o per condizioni lavorative ingiuste e indegne. E anche oggi i poveri sono le vittime più penalizzate di ogni crisi". Il tema dell’immigrazione sta tenendo banco nell’opinione pubblica, dividendo ulteriormente l’Europa. La frontiera tracciata della Chiesa è quella del nuovo umanesimo, dove i medesimi esseri umani sono ricolmi di dignità e non sterili numeri.

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Le dichiarazioni del Papa sono taglienti, in linea con la consapevolezza del suo ruolo: "Se pensiamo in questo modo, ci lasciamo guidare dalla paura, e magari poi cerchiamo risposte con morbosa curiosità nelle fandonie di maghi od oroscopi, che non mancano mai. E oggi tanti cristiani, praticanti, vanno a visitare i maghi, cercano l’oroscopo come se fosse la voce di Dio. O ancora, ci affidiamo a fantasiose teorie propinate da qualche ’messia’ di ultim’ora, in genere sempre disfattisti e complottisti".

La fede non è un amuleto, bensì una scelta libera e coscienziosa. Le curiosità e i grandi proclami abbagliano la nostra vita, privandoci della vera essenza del cristianesimo. Gesù si è sacrificato per noi, pur consapevole della fragilità umana.

Pertanto, la chiusura del discorso del Santo Padre ci invita ad una attenta riflessione: "Oggi ognuno di noi deve interrogarsi davanti a tante calamità, davanti a questa terza guerra mondiale così crudele, davanti alla fame di tanti bambini, di tanta gente: io posso sprecare, sprecare i soldi, sprecare la mia vita, sprecare il senso della mia vita senza prenderne coraggio e andare avanti?”.

Giuseppe Capano

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