IL FASCINO DELLA STRADA…

ANALISI FENOMENOLOGICA DELLO STREET STYLE

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La domanda, prima o poi, per chi lavora nel campo della moda, si impone predominante: da quale genio creativo, o guru di tendenze, o da dove nasce veramente ciò che compreremo e avremo voglia di indossare? La tendenza o il mood, che come un filo rosso, accomunerà le sfilate dei vari stilisti, se pur con le proprie peculiarità? Assodato che, nel mondo contemporaneo, non esiste più una cerchia ristretta di persone, una elite, capace di influenzare la società, quali in passato, erano stati gli aristocratici, gli intellettuali o le “divine” del grande schermo, veri e propri anticipatori, costruttori e veicolatori di mode e gusti che pervadevano e talvolta modificavano radicalmente gusti e stili della società, oggi chi o cosa decide, esplicitamente o meno, quello che deve piacerci e che dobbiamo acquistare? Gli stilisti di griffes di lusso, sono in perenne competizione, assoldando esperti in psicologia del consumatore per accaparrarsi il nostro potere più grande: il potere d’acquisto e la nostra, sempre più volubile, attenzione.

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Oggi chiaramente si impone una regola fissa che nasce nell’Inghilterra negli anni sessanta, con il fenomeno Beatles e soprattutto con la rivoluzionaria Mary Quant e la sua immortale minigonna, si allarga negli anni ottanta nel Giappone, diventando assoluta negli anni novanta in Cina, oggi vera e propria ispiratrice di tutti gli stilisti…quale regola?...Semplice…le mode, le tendenze capaci di condizionare stili di vita e consumo, nascono tra i giovani, tra la gente comune è essa stessa a crearle, a diffonderle, consolidandole nel tempo.

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La cultura della strada, esce dal suo habitat naturale, per sconvolgere il sistema moda, diventandone protagonista assoluta. Ecco che hipsters, punk, hippies, rokers etc., non sono più fenomeni circoscritti, ma sfilano in passerella, contaminando mondi, all’apparenza, inconciliabili. Oggi possiamo dire con cortezza che la moda, intesa come un tempo non esiste più, possiamo dire addio allo stilista, che in un’impresa “in solitaria”, pensa e crea, le leggi dello stile, su cui incentrare la propria collezione, oggi lo stile sfila in strada e i protagonisti sono ragazzi e ragazze comuni.

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L’influenza della strada ormai è innegabile, gli stilisti ne prendono spunto, le passerelle della fashion weeks diventano sempre più luoghi di vita quotidiana. Ultimo esempio è stata la scorsa sfilata della maison Chanel per la prossima primavera/estate, la quale ha ricreato l’atmosfera di un aeroporto, con modelle che sfilavano come passeggeri comuni con bagaglio a seguito pronte per l’imbarco.Nasce una nuova figura: il cool hunter, molte case di moda si servono di questa figura per captare gusti ed orientamenti delle persone, anticipando le future tendenze. Loro ci scrutano in metropolitana, per strada, nei luoghi di aggregazione cercando anche il più piccolo dettaglio, anticipandone l’esplosione a gusto di massa, prima che sia di facile comprensione.

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Laboratorio di anticipazione di tendenze, dove tutti i cool hunter, devono obbligatoriamente andare è Seul, se in passato, negli anni novanta, tappe obbligate erano Giappone e Cina, oggi la ricerca del nuovo, di quel che ancora la moda non sa di essere, parte da Seul.

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Gli stilisti che hanno certamente più incarnato, nel corso degli anni, la filosofia dello street style sono Vivienne Westwood, John Galliano e Alexander Mc Queen, dichiarando infatti che lo scopo principale del loro lavoro è quello di restare e far sentire gli altri come degli eterni ragazzi.

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Assistendo alle sfilate degli ultimi tempi si può affermare, senza tema di smentita, che ci sono più fotografi di strada, alla ricerca spasmodica di immortalare in uno scatto le mise e i dettagli più strani, che non fotografi di moda, intenti solo a fotografare pedissequamente le modelle che sfilano in passerella. Ufficialmente, lo street style, assurge a vero e proprio condizionatore della moda, dieci anni fa, quando il giornale americano: New York Times, inserì, nelle sue pagine, immagini di persone comuni, identificandole come riferimento di stile del mondo moderno.

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Lo street style nasce da una voglia contestatrice dei giovani, dalla voglia di abbattere una società che ci costringe all’omologazione, da un desiderio connaturato alla natura umana che è quello di andare contro per differenziarsi, affermando la propria personalità, l’abito diviene mezzo per esprimere l’evoluzione personale e della società che ci circonda, carta d’identità del proprio stato socio-culturale, della propria appartenenza di genere, di gruppo etnico, della propria religione.

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Si deve a lui la nascita della mescolanza di stili, la mia preferita, nasce dalla strada, ma che oggi predomina tutte le passerelle, adorabile vedere un vestitino super lusso con le sneakers, oppure uno stile maschile e rigoroso rotto da un dettaglio sfacciatamente frivolo e super femminile! E’ innegabile che questo fenomeno ha una forte accelerazione negli ultimi anni con la nascita dei social media, dove gente, sino a quel momento sconosciuta, si fotografa con proprie mise personali, dirottando i gusti delle migliaia di followers che guardano i loro selfie e foto “rubate”. E’ la nascita delle fashion blogger, che diventano delle vere e proprie trendsetter. Oggi le più famose e seguitissime fashion blogger sono coccolate e temute dai vari stilisti, che aspirano a vestirle con le proprie creazioni, oggi sono loro che muovono il potere d’acquisto delle potenziali clienti, soprattutto delle giovanissime e soprattutto nel nuovo El Dorado della moda: Cina, Russia e Paesi musulmani. Lo scettro dell’influenza sulle donne non è più detenuto dalle direttrici dei patinati giornali di moda, ma da loro che dettano ed influenzano letteralmente la moda e lo stile. Sono sempre loro che dai loro blog, danno consigli su come vestirsi, cosa mangiare, i luoghi più cool da frequentare, costruendo un vero e proprio life style, che, chi vuol “essere alla moda”, deve adottare come proprio. Assistiamo alla nascita nel web di vere e proprie community di fashion addict, nelle quali si scambiano pareri e foto di outfit per ogni esigenza. E’ l’era della moda autogestita, non più patrimonio unico degli stilisti e di una ristretta cerchia di persone, ma di tutti noi gente di strada.

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Anche i giornali di moda hanno dovuto adeguarsi, infatti i set fotografici non sono più patinati ed ovattati, ma sempre più spesso vediamo servizi di moda dove le modelle sono fotografate per strada, in metropolitana al mercato. Anche se, a mio parere, la rivoluzione più importante che ha portato lo street style nel mondo della moda è la destrutturazione dei diktat che in passato la moda ci imponeva. Ricordate la moda degli anni sessanta- settanta e soprattutto ottanta? La moda ci imponeva poche e ferree regole che dovevamo seguire, prescindendo dal nostro corpo e dalla nostra personalità.

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Negli anni ottanta tutte dovevamo essere dotate di spalle imbottite, capelli cotonati e make up vistoso, provate a riguardare foto di quegli anni e sono sicura che tutte noi, indistintamente, saremo assalite da un forte senso del ridicolo. Lo street style ha costretto la moda ad essere più destrutturata, non più ingabbiata da regole fisse, oggi non si parla più di una sola tendenza, ma di varie tendenze, tocca solo a noi scegliere quella più giusta per noi, per il nostro corpo, la nostra età e soprattutto la nostra personalità.

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Oggi essere una vera trendsetter è saper sapientemente mescolare stili, apparentemente inconciliabili, creandone uno proprio. Io adoro lo street style, soprattutto per la grande ventata di aria nuova che ha portato nel mondo della moda, rendendola più flessibile e dinamica, pronta a cogliere i costanti cambiamenti della gente e della vita che vivono. Vi consiglio di guardarvi sempre intorno e di non camminare distrattamente e frettolosamente, perché dietro l’angolo chiunque può regalarci un’ idea, uno spunto, spalancate gli occhi, la vita è piena di inaspettati e piacevoli imprevisti, io, anche per il mio lavoro e per una smodata passione per la moda, ho sempre le antenne dritte per captare quello che agli occhi dei più passa senza lasciare traccia. E’ tutta questione di allenamento e vedrete che anche le vostre antenne del gusto sapranno captare sempre più in fretta quello che di più interessante e visionario la strada ci offre…buona caccia…

T. Velvet

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