IL FASHION SYSTEM NON SI ARRENDE…NONOSTANTE TUTTO

Fashion news

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Se nel 2020, quando un virus sconosciuto ci stava arrivando addosso come un tornado per spazzare via tutte le nostre certezze, è stato giusto fermarsi, oggi, con gli enormi passi in avanti fatti, con una campagna vaccinale che sta procedendo in modo spedito, è stato giusto cercare di riprendersi la propria vita, anche nel fashion system. Se il designer, Giorgio Armani ha annunciato l’annullamento delle sue sfilate nelle prossime Milano e Parigi fashion week, la moda riparte dalla 101esima edizione del Pitti Uomo (dall’undici al tredici gennaio scorsi) e l’edizione 94esima di Pitti Bambino. L’evento internazionale, che dà il la alla Milano fashion week dedicata alla presentazione delle collezioni moda maschile, ha raccolto le maison più prestigiose del menswear internazionale ed è riuscito a ha trovare la strada per convivere con il covid-19. Questa edizione è stata intitolata: “Reflections” ed è stata, per l’appunto, una riflessione sul fashion system, sui cambiamenti inevitabili dovuti alla pandemia, sulla sostenibilità ambientale del fashion system che da molti è ritenuto uno dei settori economici più inquinanti del pianeta.

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In questa edizione il trend topic è stato un deciso ritorno alla sobrietà, si sono visti, come amo dire io, meno uomini “pagliaccio” che puntavano l’accento su delle stravaganze senza senso, c’è stato un deciso ritorno all’artigianalità, alla cura maniacale dei dettagli, soprattutto negli accessori, alla presentazione di collezioni “oculate” che vogliono indirizzare il cliente ad un acquisto consapevole e di qualità. C’è stato un deciso ritorno al velluto, ai volumi fluidi e destrutturati, al colore, ma senza accostamenti strong, il capo cult resta la giacca che prende nuova vita nei dettagli. L’uomo post pandemia vuole vestirsi bene, dopo anni di mood casual si ritorna all’eleganza e alla ricercatezza dei dettagli, un ritorno al classico del passato per guardare, con ritrovato ottimismo, al futuro. Sono state molte le maison che hanno presentato capi eco sostenibili realizzati con materiali innovativi come quelli della collezione dalla maison spagnola, Ecoalf realizzati con filati realizzati dal recupero di vecchie reti dei pescatori e cento per cento riciclabili. Una collezione che ha avuto una duplice funzione: la pulizia del mare dai suoi rifiuti e la creazione di capi a zero impatto sull’ambiente. Riciclare e realizzare capi da tessuti eco sostenibili sembra essere diventato l’imperativo categorico del fashion system.

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La designer, Chiara Boni ha deciso di rinunciare a New York e alla sua fashion week per ritornare a sfilare nella sua città natale Firenze sfilando, la prima di una collezione di moda femminile, la sua collezione fall-winter 2022 al Pitti Uomo. All’interno dello storico caffè Paszkowski, dove la designer era solita andare con sua madre e le sue amiche, nella splendida sala da the hanno sfilato i ventidue outfit sulle note della canzone “time after time”. Gli abiti di jersey spalmato da micro paillettes o in broccato stampato hanno il compito, riuscitissimo, di esaltare la silhouette, segnando il ritorno di una donna prepotentemente femminile, ma che non disdegna di indossare tailleur in velluto dal mood maschile con gilet portato a pelle. La palette colori ruba le nuance ad un bosco autunnale come il verde oliva, il terracotta, il verde foresta, il bordeaux, il nero che vengono accesi da lampi taglienti di rosa e curry.

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Restando sulla scia di cosa acquistare, in modo furbo e smart, al tempo dei saldi è bene sapere che uno dei trend alert per la prossima primavera-estate vuole la tela denim nella sua essenza, all’insegna del bon ton, dei tagli sartoriali, scevra da fronzoli, preferibilmente da acquistare nel suo lavaggio più scuro. La tela denim, nella prossima stagione, si presta a dar voce non solo al classico jeans cinquetasche, ma anche a tailleur, abiti, jumpsuit, blazer very chic. Altri trend alert che si affacciano prepotenti sulla scena fashion per la prossima stagione e da tenere presente per il prossimo shopping sono: i volumi over, il mood athleisure, il ritorno dei leggings da indossare al posto dei collant sotto la gonna o l’abito bon ton, il ritorno della minigonna e (ahimè) della vita bassa, piume e paillettes a go go, il mood folk e l’etnico in generale.

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Il collettivo artistico MSCHF, nato nel 2016 per portare, con la sua irriverenza, scompiglio nel fashion system ne ha combinata un’altra, al prezzo di quaranta dollari, ma già sold out, ha messo in vendita le shopping bag delle maison più desiderate come Fendi, Louis Vuitton, Chanel, Prada, Gucci, Rolex, Hermes e tanti altri per fingersi ricchi agli occhi altrui. L’iniziativa vuole mettere l’accento sul bisogno di apparire sempre più dilagante nelle nostre società e sul bisogno di possedere status symbol, da oggi tutte quelle persone che non possono permettersi di acquistare capi ed accessori luxury potranno dare la sensazione a chi li guarda di poterselo permettere andando in giro con una shopping bag griffata, ma rigorosamente vuota!

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La maison Bottega Veneta e il nuovo direttore creativo, Matthieu Blazy hanno deciso di vestire una parte della Grande Muraglia cinese, una delle sette meraviglie dell’umanità, con un’installazione artistica per rendere omaggio al capodanno lunare cinese e fare un augurio di buon auspicio per questo 2022 che per i cinesi sarà, dal primo febbraio, l’anno della Tigre. Oltre all’installazione temporanea la maison ha donato dei soldi per la ristrutturazione dello Shanghai Pass, una delle roccaforti della Muraglia. La tigre è l’animale che ha ispirato la capsule collection di borse della maison e l’iniziativa è stata un’ottima pubblicità della maison che guarda sempre più al mercato cinese.

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La maison Gucci ha reso omaggio all’anno della Tigre con una capsule collection, fatta di capi femminili e maschili, che celebrano l’animale che da tempo è uno degli animali prediletti del designer della maison, Alessandro Michele. I capi della capsule collection sono stati interamente realizzati con un tessuto tecnologico, Demetra, per rispettare il mondo animale e l’intero eco-sistema. La capsule è disponibile online, ma anche in alcune boutique della maison e in pop-up store aperti per l’occasione.

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Quelle di Bottega Veneta e Gucci non sono state le uniche capsule collection che hanno reso omaggio al capodanno lunare cinese, ci sono state anche Versace, Louis Vuitton e Prada che hanno creato collezioni pensate e dedicate al mercato cinese. Oggi, soprattutto dopo l’uragano della pandemia, il fashion system sta esplicitamente corteggiando il mercato cinese e quello orientale in generale con la speranza che dall’oriente arrivi la salvezza e la ripresa economica per il mondo del luxury e del fashion system in generale.

T. Velvet

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