IL FESTIVAL DELL’AMORE

I_sentieri_di_Psiche_IL_FESTIVAL_DELL_AMORE_18_2_20.jpg

cms_16182/DSC_2838.jpgCaro Lettore, ci ritroviamo su I sentieri di Psiche…da qualche giorno è trascorsa la giornata in cui si è celebrato l’amore, San Valentino, festa degli innamorati ma direi soprattutto in cui andrebbe celebrato l’amore universale, quello che non appartiene solamente alle coppie ma anche ai genitori e ai figli così come agli amici.

Oggi vorrei parlarvi di una leggenda molto bella e significativa, quella dei porcospini: “E’ una notte buia e fredda. Due porcospini cercano in tutti i modi di scaldarsi. Avvicinandosi l’uno all’altro scoprono involontariamente che il freddo si attenua, si fa meno pungente. Così si avvicinano sempre di più ma finiscono per pungersi a vicenda. Allora spaventati entrambi si allontanano e di nuovo il freddo li assale. Cominciano a pensare al dolce tepore di quando erano vicini e tentano nuovamente l’esperimento di avvicinarsi. Hanno paura di ferirsi e questo timore li fa tentennare. Aspettano, hanno paura, ma il freddo è così tenace che ben presto i due poscospini abbandonano ogni paura. Restano però sempre dei porcospini, così quando si avvicinano, si pungono ancora.

Spaventati, proprio come era successo nel primo tentativo, fuggono lontani l’uno dall’altro. Vanno avanti ancora un po’ cercando di resistere al freddo ma in loro è sempre vivo il ricordo del calore che sprigionavano i loro corpi vicini. Ripetono più volte l’esperimento di avvicinarsi e sempre si pungono. A poco a poco, però, capiscono che esiste una distanza che permette loro di scaldarsi e di non pungersi: è il rispetto reciproco, è il non invadere troppo il terreno dell’altro. Così vicini, ma rispettosi ciascuno del proprio essere, i due porcospini vincono il freddo e sopravvivono. Probabilmente senza il calore dell’altro uno di loro sarebbe morto: invece insieme riescono a superare le difficoltà e a vivere proprio uno accanto all’altro senza ferirsi e disturbarsi”.

cms_16182/2.jpg

Conosco questa leggenda da molti anni ma come spesso capita avevo dimenticato il suo preciso significato e cioè il suo parlare dell’importanza del rispetto reciproco, soprattutto nel rapporto di coppia; la leggenda dei due porcospini si presta facilmente a farsi metafora sotto molteplici punti di vista: sono tanti, infatti, gli aspetti che hanno il sapore della dipendenza affettiva, di quell’irrefrenabile bisogno dell’altro che in realtà non ci da benessere, bensì genera maggiore angoscia dentro di noi, l’angoscia abbandonica.

Ognuno di noi ha le proprie spigolosità, le proprie punte proprio come il porcospino e nella vicinanza con l’altro, nonostante il calore che questo può infonderci, rischiamo di farci male pungendoci; si dice che a livello fisico, è importante che due persone non si avvicinino troppo perché quando lo fanno, non riescono più a vedersi nella loro interezza e la vicinanza tra i porcospini esprime lo stesso concetto. Più volte ho parlato in questa rubrica della sottile ma indispensabile differenza tra amore e dipendenza affettiva: la dipendenza è una dimensione che appartiene ad ogni relazione d’amore, tuttavia la dipendenza patologica dall’altro vuol dire giocare un gioco di ruolo con l’altro che non riconosce la dimensione adulta dell’amore bensì l’altro viene vissuto come oggetto indispensabile al benessere dell’individuo.

In “Amore mio come sei cambiato”, Cristina Cattaneo e Francesco Alberoni rivisitano il vecchio Innamoramento e amore e parlano dell’amore come di un vero e proprio stato nascente in cui i due attori della relazione amorosa si riscoprono capaci di amare e in cui reciprocamente si innamorano perché entrambi stanno cercando di voltare pagina e sono predisposti a farlo; inoltre i due autori descrivono com’è cambiato l’approccio con i sentimenti ma per certi versi alcuni aspetti dell’amore sono rimasti gli stessi.

cms_16182/3.jpg

Tornando alla metafora dei due porcospini, è necessario imparare a capire quale sia l’equilibrio in una relazione tra vicinanza e lontananza; quest’ultima spesso fa paura soprattutto quando la dimensione della dipendenza è tanto forte da impedire di vivere liberamente la relazione d’amore; per libertà si intende la capacità di acquisire sicurezza nel rapporto d’amore.

Insegniamo quindi ai nostri ragazzi il significato del rispetto reciproco e che tale condizione la si raggiunge attraverso un lento e tenace lavoro su se stessi.

Alla prossima settimana

Teresa Fiora Fornaciari

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App