IL GATTO INAFFONDABILE

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cms_24933/0.jpgOggi ripeschiamo per voi dalle acque della Storia un gatto che di ripescaggi ne sapeva a pacchi: Oscar. Il signor Oscar ha iniziato la sua carriera di gatto di mare a bordo della Bismarck, nave da guerra tedesca durante la Seconda guerra mondiale. Affondata nel maggio 1941 dopo un durissimo scontro con le navi della Royal Navy, tra i pochi sopravvissuti ci fu anche il nostro gatto, che venne ritrovano svariate ore dopo appollaiato su di un asse galleggiante tra i flutti. Venne quindi accolto dagli uomini della Cossack, nave da guerra britannica. Ma è qui che il nostro agente segreto tedesco inizia la sua brillante opera di sabotaggi.

La Cossack, infatti, viene affondata qualche mese dopo (ottobre) da un sommergibile tedesco mentre era impegnata come unità di scorta nel Mediterraneo. Anche stavolta il nostro gatto viene recuperato sano e salvo, venendo trasferito su un’altra nave, la portaerei Ark Royal. Prudentemente, il nostro gatto sotto copertura cambia identità: non più Oscar ma Sam, "unsinkable" Sam. Era ovviamente un modo per non destare sospetti, visto che l’Ark Royal viene affondata il mese dopo (novembre). Sam è quindi affidato all’equipaggio della nave Lightning, per poi tornare sulla Legion, il cui equipaggio lo aveva tratto in salvo ai tempi dell’affondamento del Cossack. Nessuna di queste navi sopravvisse a Sam: la Legion fu affondata l’anno successivo, mentre il Lightning due anni dopo, nel 1943. Con all’attivo ben 5 affondamenti, Oscar/Sam trascorse bellamente il resto della guerra a Belfast, presso la "Home for Sailors".

Alcuni storici sospettano si tratti di una storia di marinai parzialmente inventata, visto che del nostro gatto pare non esserci traccia nei rapporti sull’affondamento della Bismarck e che esistono due sue foto che lascia trasparire il sospetto si tratti di due diversi gatti. Ma noi sappiamo la verità: l’abile spia tedesca ha fatto sparire ogni traccia. Alcuni sostengono non sia morto nel 1955 a Belfast, ma che sia espatriato in Argentina sotto falso nome.

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Ma parlando seriamente, che ci faceva un gatto a bordo di una nave, vista la nota avversione del felino per l’acqua? In realtà il gatto naviga assieme all’essere umano da tempo immemorabile! Già nell’Antico Egitto i gatti si trovavano a bordo delle barche del Nilo per catturare gli uccelli nella boscaglia lungo le rive del fiume, prelibata cena per l’equipaggio, ma non solo: i gatti venivano trasportati su navi commerciali per eliminare eventuali roditori presenti a bordo, un’usanza che si diffuse ovunque.

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I parassiti che i roditori potevano portare a bordo di una nave causavano gravi danni non solo alla cambusa e alle merci in stiva, generando un enorme danno economico, ma anche a funi, oggetti in legno e cablaggi elettrici. Inoltre, non serve dirlo, i roditori sono un rischio per la salute, in quanto sono diffusori di varie malattie. Il ruolo dei gatti di bordo era talmente importante che il “Consolato del mare” - trattato di diritto commerciale marittimo rimasto in vigore fino al XIX secolo - disponeva che il comandante di ogni nave mercantile dovesse imbarcare un numero sufficiente di gatti per cacciare i topi, così da tutelare le merci trasportate. Non solo, se per caso durante il viaggio uno dei gatti moriva, il comandante avrebbe dovuto rimpiazzarlo acquistandone un altro nel primo porto d’approdo. L’inosservanza di tali regole avrebbe comportato una responsabilità contrattuale del comandante della nave, chiamato a rispondere personalmente dei danni causati dai topi a bordo. Addirittura, ancora durante la Seconda guerra mondiale il ruolo di “gatto di bordo” era una posizione riconosciuta ufficialmente da diverse marine militari, compresa quella britannica.

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I gatti di bordo erano considerati animali porta fortuna, pertanto ricevevano molte attenzioni da parte dell’equipaggio di una nave: era considerato un buon segno se un gatto si avvicinava a un marinaio sul ponte, mentre se arrivava solo a metà strada e poi si ritirava era un segno nefasto. Tra le credenze più diffuse, c’era anche quella che riteneva che i gatti avessero poteri miracolosi che potevano proteggere le navi dalle intemperie, ma se cadeva o, peggio, veniva gettato in mare avrebbe evocato una terribile tempesta per affondare la nave e che se anche questa fosse riuscita a sopravvivere, sarebbe stata maledetta con nove anni di sfortuna.

Michele Lacriola

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