IL LAVORO COME BENE PRIMARIO

Francesco invita a rispettare la dignità dei lavoratori

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Il tema del lavoro, visti i tempi che corrono, continua a far discutere. La logica che pervade questo periodo storico è solo una: quella del massimo profitto. Nell’incontro con l’Ance (Associazione Nazionale Costruttori), il Papa lancia i punti focali per una nuova politica del lavoro. Infatti, le politiche messe in atto da tutti i capi di governo non favoriscono in alcun modo il lavoro sostenibile. Lo stesso concetto di sostenibilità viene tirato in ballo spesso, senza però lasciarne intendere il vero significato. Proprio per questo occorrerebbe richiamare i punti salienti della questione, per evitare di perdere la strada maestra.

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In primis, deve essere concretizzato il concetto di dignità per ogni essere umano. I cambiamenti sono un bene condivisibile, ma non a scapito delle persone. La velocità del progresso ci ha fatto perdere di vista il focus, il punto nevralgico del nostro essere. Bergoglio si sforza in ogni modo per trasmettere questi concetti basilari, ma al momento sembrano non essere recepiti. In virtù di questa ipocrisia di fondo, il Pontefice ci tiene a ribadire alcuni concetti: “Il credere non si limita all’apparire, ma opera fattivamente da cristiano”. Un’affermazione semplice e al tempo stesso pungente. Gli slogan sono ovunque ma non riescono a lasciare alcun segno tangibile; solo la concretezza dei nostri gesti potrà imprimere una svolta a questa situazione negativa.

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Tutto questo ci insegna una grande lezione, portandoci a comprendere che la fede non ci mette al riparo dalle avversità della vita ma ci fortifica, massimizzando la nostra capacità di fronteggiarle. La fede non rende immuni da delusioni o sventure, bensì ci aiuta a rialzarci e ad agire da individui maturi sotto tutti i punti di vista. Lo stesso Gesù, nel Vangelo secondo Marco, smaschera l’atteggiamento ipocrita di chi lo segue. Un buon costruttore, sottolinea Francesco, è colui che ripara da possibili alluvioni, colui che crede e spera in un futuro migliore per il proprio popolo. Questo punto di vista potrebbe risultare utopico, inconciliabile con la realtà odierna; tuttavia, va interpretato in virtù dell’obiettivo di Francesco di risvegliare le coscienze. L’auspicio è che perlomeno ciò possa stimolare la maturazione di un’etica del lavoro più proficua e giusta, esulando dai ritualismi di facciata che troppo spesso dominano le scene.

Giuseppe Capano

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