IL NATALE NEL MONDO

Il_Natale_Nel_Mondo.jpg

Non è solo l’augurio di Buon Natale a cambiare, ad essere usato in molteplici lingue, anche il modo di festeggiarlo varia da nazione a nazione, da popolo a popolo. In queste poche righe raccontiamo alcune delle tradizioni natalizie diffuse nei diversi Paesi, per scoprire Natali insoliti, apparentemente differenti dal nostro, ma che in realtà sono uniti da un senso comune, da un significato comune. Diverse sono infatti le forme della celebrazione, ma simili i significati magici e spirituali della ricorrenza natalizia. E se nel nostro Bel Paese sono panettone, dolcetti e spumante il rito che dà il via alle feste natalizie, ecco cosa caratterizza il Natale nel resto del mondo.In molti Paesi africani, la coesistenza di culture religiose diverse ha dato vita ad interessanti incontri.

cms_1600/Il_Pranzo_di_Natale_2011_a_Lagos_Nigeria_3.jpg

Ad esempio, in Nigeria, si celebrano le principali feste delle religioni presenti in misura maggiore. Così, per Natale, le famiglie si riuniscono attorno agli anziani e tutti i conoscenti, senza far distinzioni tra i culti, sono invitati a partecipare alla cena della vigilia. In quella sera, vige infatti l’abitudine di lasciare aperto l’uscio di casa per far sì che chiunque si senta il benvenuto. La tradizione vuole che ci si scambi regali, spesso consistenti in cibi sia crudi che cotti. Ogni famiglia riceve ed offre molto più cibo di quanto in realtà se ne consumi, e questa abbondanza è considerata di buon augurio. Oltre ai doni alimentari, corre l’uso di donar vestiti, specie se i destinatari sono dei bambini. Nei giorni che precedono il Natale sono le ragazze che vanno di casa in casa, ballando e cantando accompagnate da tamburi.

cms_1600/natale-washington.jpg

L’antico bisogno di propiziarsi un anno fertile ostentando abbondanza nei giorni di festa si ritrova oggi nello shopping sfrenato che caratterizza ormai tutta la cultura occidentale e che raggiunge punte massime negli Stati Uniti d’America. Qui il Natale assume caratteristiche particolari, costituendo uno dei momenti privilegiati in cui vengono alla luce le diverse radici culturali, il modo di festeggiarlo varia infatti in funzione delle origini familiari. Ad esempio, i cino-americani non rinunciano alle loro tradizioni, per quanto trasformate e riproposte come nuove: per il Capodanno, rinnovano il tipico scambio di visite e di doni alimentari offrendo agli amici dei cookies a forma di Buddha o di pesce, simbolo di vita e fecondità. Gli italo­americani osservano la Vigilia di magro ed attendono la mezzanotte per consumare un sontuoso pranzo a base di pesce, mentre i neri d’America salutano il nuovo anno con il kwanjaa, una grande festa con cui rivendicano la doppia appartenenza culturale, mescolando musiche africane a costumi alimentari acquisiti nel Nuovo Mondo. Malgrado la varietà di abitudini culturali, si sono imposte, con gli anni, consuetudini che accomunano un po’ tutti, come l’attesa dei regali portati dal moderno Santa Klaus, l’albero addobbato o i Christmas-crackers.

cms_1600/images.jpg

Ciò che colpisce osservando dall’esterno le tradizioni natalizie australiane invece è la totale adesione alla cultura anglosassone. Sebbene in Oceania il Natale cada nella stagione estiva, non si è verificato negli anni alcun aggiustamento alle esigenze di un clima e di un ambiente nuovi. Certamente, oggi, lo scambio culturale avvenuto per la presenza nell’isola di una gran varietà di gruppi etnici fa sì che ognuno viva il Natale secondo le tradizioni della cultura di provenienza, ma è paradossale verificare come i bambini, che non conoscono la neve se non in fotografia o tramite la televisione, affidino i propri sogni ad un Santa Klaus che arriva con la sua slitta trainata dalle renne, e che la colazione di Natale, consumata magari al riparo di un ombrellone, preveda invariabilmente un menù ricco e sostanzioso, più adatto al rigido inverno europeo, e in tutto uguale a quello anglosassone. Unica variante all’etichetta natalizia inglese è la macedonia di frutta, sempre presente sulle tavole di festa australiane, che pone fine al pranzo del 25, questo, per la sua ricchezza, è un vero tormento per i bambini, costretti a ritardare il bagno al mare.

cms_1600/ap146763442512093226_big.jpg

In tutto il mondo è noto che l’America Latina, ricca di derive culturali risultate da mescolanze di vario genere, festeggia un Natale molto particolare, non fosse che per le temperature caldissime - il Natale si svolge infatti nel periodo estivo per loro. Questa festività vive di vita propria e associa le caratteristiche specifiche della festività che tutti conosciamo, alle particolarità che si tramandano dal folclore tipico di questi luoghi. Con il passare dei secoli questo continente si è trasformato in un grande contenitore in grado di cogliere e riunire le tradizioni indigene o importate dall’America, fino ad assumere caratteri nuovi e di grande popolarità.

cms_1600/messico_image132.jpg

Secondo la tradizione messicana, ad esempio, il Natale viene preceduto nei nove giorni precedenti, denominati las navidades, da celebrazioni religiose che hanno luogo in tutte le chiese.

cms_1600/aRGENTINA_1419429769.jpg

In Argentina sono i Re Magi a visitare le case, offrendo doni ai bimbi che avranno messo fuori dalla porta le loro scarpe, con dell’acqua e qualche filo d’erba per i cammelli. La cena della Vigilia si tiene dopo la messa di mezzanotte e segna la fine del digiuno liturgico. In Argentina, il piatto principale è la earbonada eriolla; la specialità brasiliana invece è una porchetta con una mela in bocca, adagiata su un piatto di fette d’ananas e di pesche e cinta dalla jàrofa, una crema di farina di manioca, cipolla, aglio, coriche, grasso di maiale.

cms_1600/Japon.jpg

In Giappone il Natale viene celebrato in maniera diversa rispetto ai paesi cristiani sia per la presenza di una comunità cristiana ridotta, circa 2 milioni, sia per l’introduzione di questa festività in tempi recenti. Solo negli ultimi decenni è infatti divenuta una festa largamente diffusa anche fra i non credenti. Il Natale poi ha in Giappone alcune caratteristiche della festa di San Valentino. Infatti è festeggiato soprattutto dalle coppie e spesso alle ragazze si regalano fiori, peluche e dolciumi. Alcune tradizioni, come le decorazioni, le luminarie e lo scambio di doni, sono state interamente acquisite, tanto da rendere quello del Natale un business importante per i negozi e i grandi department stores. La tradizione dei grandi cenoni invece non è stata acquisita. In compenso si sono create delle tradizioni tipicamente giapponesi come il consumo di pollo fritto nei fastfood per la vigilia o la torta natalizia di pandispagna guarnita con fragole e panna.

Buon Natale a tutti...

Mary Divella

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos