IL PARERE DELL’ESPERTO

Problemi di rendimento e di apprendimento scolastico

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cms_23338/1v.jpgLentezza, distrazione, mal di testa, scrittura fuori rigo, ipermotricità, non ricordare ciò che si è letto, fino a non comprendere ciò che si è letto, ma comprendere il testo se il genitore legge per lui. Tutte queste problematiche ed altre più complesse, sono state etichettare con i termini più vari, ma nei casi più gravi si è arrivati al sostegno scolastico con un programma ridotto, mirato ad aiutare il soggetto nel percorso scolastico. Ma nonostante la buona volontà degli insegnanti e il lodevole impegno, in molti casi il bambino non esce fuori dal suo problema. Alcuni da grande potranno dire: “non mi piaceva leggere”; ma forse è il caso di dire che non è stato messo in condizione di farlo. Preoccupazione da parte dei genitori e degli insegnanti e il bambino spesso viene colpevolizzato per lo scarso impegno e questo mina la sua autostima che , invece, dovrebbe essere aumentata dai successi scolastici, che non ci sono.

cms_23338/2_1633052210.jpgMa un bambino normale è come una spugna, sempre pronto ad assorbire informazioni perché non conosce il mondo in cui è nato ed è portato naturalmente a conoscerlo. Quando si verificano, quindi, le condizioni su dette, la domanda da porsi è: questi bambini hanno gli strumenti visuo-motori per collegarsi con l’esterno?

L’Optometria Comportamentale negli anni passati ha già dato delle risposte. Lo sviluppo visuo- motorio dopo la nascita è fondamentale per attivare quelle aree del cervello che sono delegate al controllo dello schema corporeo e alla conoscenza di se stesso. Quanto più profonda è la conoscenza che si ha di se, tanto maggiore sarà la capacità di collegarsi con l’esterno e quindi con l’apprendimento. Tutto il bagaglio di Visual Training che abbiamo in Optometria Comportamentale ha messo tanti bambini in condizione di superare le problematiche che frenavano il lavoro scolastico.

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cms_23338/0.jpgAfferma il Prof. Dr. Armand Bastien, uno dei massimi ricercatori in Optometria Comportamentale: “se non vi è nessuna lesione o danno neurologico accertato, il problema è solo visuo-motorio”. Cosa si intende per visuo-motricità. Lo sviluppo visivo e motorio del bambino, dopo la nascita, passa per tappe evolutive motorie e visive che vanno di pari passo: nei primi mesi di vita l’attività motoria del bambino è controllata dal ponte; i movimenti sono omolaterali e la visione è monoculare alternata, cioè il bambino muove contemporaneamente il braccio e la gamba dello stesso lato e contrae quelli del lato opposto (strusciando sul pavimento, questi movimenti prendono il nome di “rettazione omolaterale”). In questa fase vede con un occhio solo, alternandolo con l’altro; in effetti l’allattamento al seno prevede che un occhio sia stimolato dal volto della madre mentre si nutre e l’altro è cieco vicino alla spalla della madre. Poi si alterna il nutrimento con l’altro seno così verrà stimolato l’altro occhio. Nei mesi successivi la visione sarà bioculare (vedrà con entrambi gli occhi, ma non fonderà le immagini in una sola). Poi il mesencefalo prenderà il controllo dei movimenti che diventeranno controlaterali, cioè accoppierà braccio destro con gamba sinistra e viceversa (rettazione controlaterale) e la visione sarà binoculare, cioè vedrà una sola immagine con entrambi gli occhi. Solo dopo quasi un anno arriverà ad avere la stereopsi, cioè a distinguere le immagini in profondità. E’ un processo lento evolutivo che ha una importanza fondamentale per muoversi in modo controllato e per l’apprendimento. Dal 1942 l’Optometria Comportamentale ha messo a punto delle sequenze di esercizi di visual training mirati a ripetere le tappe visive-evolutive-motorie saltate, con notevole successo, tanto da reinserire nella normale didattica i soggetti che, preso coscienza del proprio problema, hanno collaborato con l’Optometrista, aumentando la fiducia nei propri mezzi. Quanto più il bambino avrà fatto attività motoria da piccolo, tanto più sarà efficiente; affermava A. Bastien: ”la visione è motricità”.

Spesso questi bambini sono stati già controllati da altri professionisti e non hanno difetti visivi, vedono molto bene da lontano, ma quando devono leggere avvicinano molto il capo al libro, segnale posturale di una accomodazione che deve contrarsi molto, al di là delle quote fisiologiche, per focalizzare sul punto di interesse. L’Analisi Visiva Comportamentale rileva tutte le abilità visive del soggetto, proprio quelle (convergenza ed accomodazione) che vengono utilizzate anche da vicino e quindi danno un quadro chiaro se il soggetto è efficiente o meno quando legge. L’avvicinare molto il capo al libro, è segno che il sistema accomodativo sta usando quote di energia maggiori dl quelle fisiologiche e questo può portare a sospendere lo studio perché si stanca prima di aver terminato i compiti. Purtroppo si fa confusione tra il vedere bene e l’essere efficienti.

cms_23338/4.jpgDal 1942 l’Optometria Comportamentale utilizza tecniche di Visual training che eliminano le lacune visuo motorie mettendo in condizione il bambino di uscire fuori dalla situazione di inefficienza scolastica e di non controllo e conoscenza di se stesso. L’uso di lenti personalizzate, risultanti dall’Analisi Visiva, che sostengano il sistema accomodativo, ha dato, negli anni, un notevole miglioramento della attenzione e della resa scolastica e di conseguenza un ripristino della distanza di lettura corretta (distanza di Harmon modificata: distanza fra gomito e seconda falange del dito medio, pari a quella fra occhio e libro), quindi minor consumo di energia per il soggetto.

Purtroppo l’Optometria Comportamentale è poco conosciuta e molti bambini non potranno usufruire dei vantaggi che essa può dare loro.

Vincenzo Mirante

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