IL PRESEPE

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Nelle chiese cattoliche e nelle nostre case, affiancato all’Albero decorato da nastri e luci colorate, non manca il presepe, rappresentazione della nascita di Gesù, che oggi ricordiamo e celebriamo.

Ma cosa sappiamo di questa antica tradizione? Quali sono le sue origini e qual è il significato della parola “presepe”?

Il termine deriva dal latino praesaepe, cioè “mangiatoia” ma significa anche “recinto”, inteso come luogo chiuso in cui custodire ovini e caprini (da prae “innanzi” e saepes “recinto”).

Le sue origini sono medievali e la storia è avvincente. Una storia tutta italiana.

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“Il presepe di Greccio” - Giotto 1295-1299, Basilica superiore di San Francesco d’Assisi

Greccio, anno 1223.

San Francesco d’Assisi era da poco rientrato dalla Palestina ma aveva ancora negli occhi e nel cuore l’immagine di Betlemme, cittadina molto simile a Greccio. Con il permesso di Papa Papa Onorio III, decise di riprodurre la scena della Natività, il cui racconto ci è stato tramandato dal suo biografo Tommaso da Celano:

“È degno di perenne memoria e di devota celebrazione quello che il Santo realizzò tre anni prima della sua gloriosa morte, a Greccio, il giorno del Natale del Signore.

C’era in quella contrada un uomo di nome Giovanni (…) molto caro al beato Francesco (…). Circa due settimane prima della festa della Natività, il beato Francesco lo chiamò a sé e gli disse: « Se vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù, precedimi e prepara quanto ti dico: vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello ». (…)

Giunto il giorno (…) Francesco vede che tutto è predisposto secondo il suo desiderio, ed è raggiante di letizia. Ora si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e si introducono il bue e l’asinello. In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l’umiltà. Greccio è divenuto come una nuova Betlemme.

(…) Francesco (…) parla al popolo e con parole dolcissime rievoca il neonato Re povero e la piccola città di Betlemme. (…) Si manifestano con abbondanza i doni dell’Onnipotente e uno dei presenti, uomo virtuoso, ha una mirabile visione. Gli sembra che il Bambinello giaccia privo di vita nella mangiatoia e Francesco gli si avvicina e lo desta da quella specie di sonno profondo. Né la visione prodigiosa discordava dai fatti, perché, per i meriti del Santo, il fanciullo Gesù veniva risuscitato nei cuori di molti, che l’avevano dimenticato, e il ricordo di lui rimaneva impresso profondamente nella loro memoria. Terminata quella veglia solenne, ciascuno tornò a casa sua pieno di ineffabile gioia.” (Vita di San Francesco d’Assisi di Tommaso da Celano)

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“Natività” - Giotto 1303-1305, Cappella degli Scrovegni, Padova

Da notare che nella rievocazione di San Francesco non erano presenti né la Vergine Maria, né San Giuseppe, né tantomeno Gesù Bambino ma solo il bue e l’asinello, posti a lato della mangiatoia sovrastata da un altare portatile.

Poco più di settant’anni dopo, Giotto dipinse questa scena in uno degli affreschi che decorano le pareti della Basilica superiore di San Francesco, ad Assisi, rifacendosi proprio al racconto tramandato dal biografo del Santo.

Fu sempre Giotto a raffigurare per primo la Natività - questa volta con Gesù, Maria e Giuseppe - nella Cappella degli Scrovegni di Padova.

A questo punto potremmo chiederci da dove nasce la simbologia del presepe - con i suoi personaggi e la sua ambientazione - così come lo conosciamo oggi.

La fonte primaria sono i 180 versetti dei Vangeli di Matteo e di Luca - noti come i “vangeli dell’infanzia" - che raccontano la nascita di Gesù a Betlemme di Giudea, già patria del re Davide, durante il regno di Erode. Ma ci sono altre fonti, come il Protovangelo di Giacomo e i Vangeli Apocrifi, testi che si riferiscono alla figura di Cristo ma che non sono stati inseriti nel canone della Bibbia.

Facciamo qualche esempio.

Il bue e l’asinello non compaiono nel racconto dei Vangeli canonici ma derivano dal Protovangelo di Giacomo e da una profezia di Isaia, anche se questa non si riferisce esplicitamente alla nascita di Cristo: "Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone" (Is 1,3).

Della stella accenna il Vangelo di Matteo, mentre quello di Luca riferisce dei pastori e della mangiatoia.

Quanto alla grotta ne parlano i Vangeli Apocrifi ma bisogna anche ricordare che è un antichissimo simbolo cosmico: la grotta è infatti il luogo in cui riposano le acque primordiali, fonte di vita e di rinascita.

Per concludere, i Magi li ritroviamo sia nel Vangelo di Matteo che in quello armeno dell’Infanzia (apocrifo); quest’ultimo ce ne riferisce il numero e i nomi.

Altri dettagli, legati più che altro all’ambientazione e ai personaggi, derivano da tradizioni più recenti, opera dell’autore che trasporta l’evento antico nel tempo presente.

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La Natività raffigurata nelle Catacombe di Priscilla, a Roma

Del resto, anche oggi allestiamo presepi originali e insoliti, frutto da un lato della nostra fantasia e dall’altro dall’influenza della cultura contemporanea.

Restano comunque “fissi” i personaggi di Maria, Giuseppe, Gesù Bambino, i Magi, i pastori, le pecore, il bue e l’asinello e gli angeli. Quanto al Bambinello, generalmente viene depositato nella mangiatoia la notte tra il 24 e il 25 dicembre, così come i Magi gli si avvicinano passo passo fino ad arrivare alla mangiatoia il 6 gennaio, giorno dell’Epifania. È in questo stesso giorno che la maggior pare dei presepi viene disallestito, mentre altri scelgono di farlo il giorno della Candelora, il 2 febbraio.

Dal 1223 ad oggi, comunque, il presepe ne ha fatta di strada! Dalla prima rappresentazione di Greccio ad opera di San Francesco, la rievocazione della nascita di Gesù Bambino diventerà un rito irrinunciabile.

Dapprima nelle chiese, poi nelle case nobiliari e infine, tra fine Ottocento e primi Novecento, nelle case del popolo, non c’è luogo che non ospiti la più dolce tra la sacre rappresentazioni: la nascita, la natività, il Natale!

Simona HeArt

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