IL REGNO UNITO TRAVOLTO DA UN’ONDATA DI SCANDALI MEDIATICI

Tremano Buckingham Palace e Westminster

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È una settimana carica a scoop per il Regno Unito: una serie di colpi di scena potrebbero minare la credibilità dei poteri forti sia sul fronte Buckingham Palace sia su quello Westminster.

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In parlamento i laburisti, sull’onda dello scandalo che ha investito Boris Johnson, si preparano a sfoderare le spade sotto il tacito consenso dei tory, pronti ad infliggere il colpo di grazia. È infatti in corso un’indagine indipendente volta ad appurare la fondatezza dell’accusa mossa a Johnson di aver organizzato, in pieno lockdown, feste in giardino nella sua residenza a Downing Street. Se così fosse, non sarebbero molte le alternative del Primo Ministro inglese, costretto a valutare le dimissioni per salvare una parvenza di orgoglio: ritirarsi ed essere ricordato come colui che ha portato a compimento la Brexit oppure aspettare che sia il suo stesso partito ad accompagnarlo alla porta, rendendo palesi gli equilibri prettamente utilitaristici interni allo stesso. E mentre la fazione veterana dei conservatori si spinge fino al paragone della situazione di Johnson con quella degli ultimi giorni della Thatcher, quando la legittimità della Iron Lady era evaporata assieme ai suoi consensi, le parole più dure arrivano dal leader laburista Keir Starmer, che replica: “È una cosa così ridicola, che è in realtà offensiva per il pubblico britannico. Siamo di fonte allo spettacolo patetico di un uomo che è arrivato a fine corsa. Sarà il pubblico a cacciarlo via, sarà il suo partito a cacciarlo via, o farà una cosa onesta e si dimetterà?”. Si vocifera anche sullo zampino di Dominic Cummings, architetto della Brexit cacciato in malo modo da Boris alla fine del 2020. La notizia dei party a Downing Street avrebbe già eroso la legittimità di Johnson di fronte all’elettorato britannico, essendo venuta meno l’autorità all’adozione di nuove restrizioni contro il Covid.

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Nemmeno la famiglia reale esce illesa da questo periodo di tempeste mediatiche. Il principe Andrea, figlio di Elisabetta II, dovrà affrontare un processo civile negli Usa per aggressione sessuale, dopo la mancata archiviazione da parte del giudice dello Stato di New York, Lewis Kaplan, dinnanzi alle accuse avanzate da Virginia Giuffre. Quest’ultima sostiene di essere stata "ceduta" ad Andrea dal finanziere Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere, e dalla compagna Ghislaine Maxwell, attualmente detenuta negli Usa e in attesa di processo, coinvolti in un losco giro di minori. Nonostante il principe sostenga di non conoscere la Giuffre, sono state rese note fotografie in cui appariva in compagnia della ragazza. La scorsa settimana, inoltre, la giustizia Usa ha pubblicato un accordo confidenziale firmato nel 2009 secondo il quale il defunto finanziere e pedofilo avrebbe pagato 500 mila dollari a Giuffre per far cadere le accuse: un primo tentativo in cui la difesa aveva riposto le speranze per l’archiviazione del caso, a cui è seguito quello per i vizi di forma. Il processo dovrebbe avere luogo a settembre.

Federica Scippa

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