IL RE DEGLI UCCELLINI

La pagina per i bambini

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Quando ero bambino ed avevo quattro anni il mio papà mi raccontava di un uccellino che si chiamava “il re degli uccelli”, immaginavo che fosse grandissimo, bellissimo, coloratissimo per essere il re degli uccelli. Invece, mio padre mi disse che “il re degli uccelli” era il più piccolo degli uccelli, grande quanto la punta di un mignolino.

cms_19617/f4.jpgIn effetti, non è che ci credessi tanto, in campagna, nei boschi, avevo visto tante specie di uccelli ma non “il re degli uccelli”: “i cardellini” con il becco a punta, piccolini, rossi e gialli che cinguettavano, “i verdoni”, grandi come i passeri di colore verde scuro, molto affezionati ai propri figli, “le cornacchie” (immagine presa da internet) che andavano a mangiare le pannocchie di grano turco di mio zio e, nonostante, lui aveva messo degli spaventapasseri a forma di uomo, loro andavano sempre a cerca di spighe di grano.Quando gracchiavano sembrava che ridessero di mio zio e lui si arrabbiava ancora di più ricorrendole con la mazza.

cms_19617/2.jpgC’erano anche “le gazze” (immagine presa da internet) grandi come i colombi con un becco lungo e grosso di colore bianche e nere, anche loro sono furbe come le cornacchie, stanno sempre a ciarlare, appena vedono una cosa di metallo lucida la rubano per fare il loro nido, ecco perché si chiamano “gazze ladre”. Molti uccelli come le gazze abbelliscono il loro nido per renderlo carino agli occhi della compagna, è come quando una persona si sposa e se il marito non cura la casa la moglie si arrabbia. Come negli esseri umani, anche tra gli uccelli a comandare sono le donne.

Ci sono degli uccelli che si chiamano “giardinieri” perché creano un nido a mo’ di giardino con i fiori, le pietre, i sassi e dei pezzi di plastica tutti di colore blu. Il nido è ad anello, se la femmina dell’uccello giardiniere gradisce entra nel giardino e si accovaccia altrimenti vola via, lasciando il povero giardiniere con “un palmo di becco”.

cms_19617/1.jpgTante volte capita, anche nel balcone di casa mia, che i colombi (immagine presa da internet) fanno il nido. La colomba si mette sulla ringhiera ad aspettare mentre il colombo porta gli stecchi. La colomba dirige i lavori. Una volta mia moglie aveva notato che il colombo si era portato un amico per aiutarlo - tipo impresa edile - e la colombina se ne stava sulla ringhiera ad aspettare che il lavoro terminasse.

Anche gli animali, come gli uccelli, sembrano diversi da noi ma sono uguali. Mi ricordo che quando ero piccolo vedevo “le piccole quaglie”, passerotti con la testa un po’ più piccola, andare dietro alla mamma, uno dietro all’altro, sembrava una processione, correvano e andavano da un covone di grano all’altro. Erano bellissimi.

cms_19617/f3.jpgIn casa, ho avuto anche due pappagalli, i “parrocchetti” quelli piccoli con il becco curvo, però non parlavano, cercavo di farli parlare ma facevano solo tanto rumore e mangiavano i semi. La pappagallina era tutta bianca, invece il maschio era verde e azzurro (immagine presa da internet). Un giorno, la gabbia si aprì e la pappagallina scappò, il maschio iniziò a piangere e continuò anche i giorni dopo. Per non farlo soffrire eravamo andati a comprare un’altra pappagallina, ma quella non gli piaceva, non era sua moglie e litigavano sempre. Decisi di liberali entrambi con la speranza, almeno, che il parrocchetto maschio avrebbe ritrovato la sua compagna.

Sammy, sono stanco, te l’ho detto io sono vecchietto. Tu datti da fare, fai ginnastica ed esercizi, ce la devi fare, te l’ha detto anche Giacomino nel sogno, così poi saliamo sugli alberi e andiamo a vedere i nidi, come le mamme uccello danno da mangiare ai piccolini.

Ah! Dimenticavo. Il famoso “re degli uccelli” che mio padre mi aveva descritto quando ero piccolo, poi l’ho visto veramente. Ero grande, ritornavo nel mio paesello e ad un tratto vidi volare velocissimo un uccellino grande quanto la punta di un dito da un cespuglio all’altro e, allora, mi ricordai quello che mi aveva detto mio padre: “il re degli uccelli non è il più grande ma è il più piccolo, il più intelligente, quello che passa inosservato, è il re degli uccelli”.

(su licenza dell’autore tratto dal suo libro “Dieci Racconti per Sammy”)

Vito Coviello

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