IL RITORNO ALLE ORIGINI

Francesco invita alla condivisione dei beni

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Nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era in comune”. Nel sentire questo passo degli Atti degli Apostoli, scorgiamo un grande ostacolo all’orizzonte, quello della proprietà privata. Nel corso dei secoli, la chiesa si è interrogata sul giusto uso dei beni cercando in tutti i modi di non cadere nella vanità. Prima di oggi, solo un altro pontefice aveva fatto riferimento a questo tema, Papa Leone XIII. Proprio la sua enciclica, Rerum Novarum, ha segnato un solco nel magistero della chiesa. Occorre precisare subito un punto essenziale, la chiesa non vieta l’uso della proprietà privata, ma chiede cautela nell’accumulare i beni. Pertanto, l’uomo ha il diritto di migliorare la propria posizione sociale ed economica, ma non deve essere schiavo di questi beni, dando il giusto peso a tutto. In molti hanno gridato allo scandalo dopo le parole di Francesco, etichettandolo (come accade da anni) comunista. Affermazione pesante alla quale Francesco non ci da peso, cercando in tutti i modi di divulgare la sua visione della chiesa.

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L’augurio di una condivisione concreta tra i cristiani, in un momento come questo assume il significato di solidarietà. Il covid (argomento stabile da oltre un anno), ha stravolto ogni rapporto sociale, isolando letteralmente le categorie più deboli. I poveri, non sono solo coloro che non hanno denaro, ma possono essere anche coloro che vivono situazione di solitudine. Per questo, quanto detto da Francesco anche in occasioni precedenti deve far riflettere. Proprio nella sua enciclica “Fratelli Tutti” dichiarava: “Il diritto alla proprietà privata, si può considerare solo come un diritto naturale e derivato dal principio della destinazione universale dei beni creati”. Infatti, in queste parole non esiste alcun riferimento al marxsismo come tanti vogliono far credere. Certamente le sue parole mettono in crisi gli stessi prelati, che continuano a mascherare (non tutti) le loro disobbedienze. Occorre una visione condivisa, di una chiesa capace di andare oltre lo ostacolo dei beni. Il ritorno al passato, dove le prime comunità cristiane vivevano in semplicità e condivisione deve essere un esempio importante.

Giuseppe Capano

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