IL SILENZIO DI PAPA FRANCESCO DURANTE LA VISITA AD AUSCHWITZ-BIRKENAU

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La terza giornata di Papa Francesco in Polonia, in occasione della 31esima Giornata Mondiale della Gioventù, si conclude con un momento storico: la visita ad Auschwitz-Birkenau. Sembra che per la sua visita nei campi di concentramento, costruiti in Polonia dai nazisti tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, il Papa abbia scelto il silenzio, ha parlato con il silenzio.

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Il Pontefice ha dedicato molto tempo alla sua prima visita in questi luoghi. Lo ha fatto per oltrepassare lentamente e da solo il cancello con, in alto, la famosa scritta “Arbeit macht frei”, il lavoro rende liberi, per poi, fermarsi sulla piazza dell’appello, dove i nazisti impiccavano i prigionieri. Il Papa è rimasto tutto il tempo in silenzio, assorto in preghiera per oltre quindici minuti. Si è quindi avvicinato alla struttura utilizzata per le impiccagioni e ha toccato e baciato una delle travi. Quindi è salito nuovamente a bordo della vettura elettrica, è giunto all’ingresso del Blocco 11 dove è stato accolto dal primo ministro polacco, Beata Maria Szydlo sul luogo cioè in cui d’estate e d’inverno centinaia di prigionieri venivano tenuti per ore in silenzio. Il Papa ha dedicato tempo pure per salutare un gruppo di superstiti di Auschwitz, uno ad uno: tra loro, anche una signora di 101 anni. Ha lasciato quindi una lampada accesa di fronte al muro, dove sono state fucilate migliaia di persone. Infine, sempre in silenzio, si è soffermato a lungo nella cella dove morì San Massimiliano Kolbe, il francescano polacco che offrì la sua vita ai nazisti in cambio di quella di un padre di famiglia. Il Papa ha osservato diversi momenti di raccoglimento. Volto teso, mani serrate in grembo, capo chino e la postura curva, quasi ingobbita.

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Ma la visita di Francesco non si è conclusa. Perché poco distante da Auschwitz 1 c’è il centro della Shoah, il campo di sterminio per eccellenza: Birkenau, il «posto delle betulle», dove furono sterminati 950 mila ebrei e 23 mila rom e sinti. Ma l’auto elettrica passa oltre e si ferma dinanzi al monumento in fondo al binario, filmato in “Schindler’s List”. Il Papa è rimasto in meditazione per molti minuti davanti al monumento, mentre un rabbino ha intonato in ebraico il Salmo 130, De profundis. Al termine della recita del Salmo, il Papa ha incontrato 25 Giusti delle nazioni con ognuno dei quali si è intrattenuto brevemente. Quindi ha lasciato il campo di Birkenau per raggiungere l’eliporto. In tutto, la visita è durata un’oretta. "Signore, abbi pietà del tuo popolo! Signore, perdona tanta crudeltà": è il messaggio scritto in spagnolo che Papa Francesco ha lasciato al campo di concentramento di Auschwitz. A diffondere il messaggio del Papa è, in un tweet, il Museo Memoriale di Auschwitz.

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“L’Europa deve fare oggi una riflessione sul come affrontare l’emergenza terrorismo, senza cadere negli errori del passato e senza minimizzare”, ha commentato la visita del Pontefice ad Auschwitz-Birkenau, Sandro Di Castro della Comunità ebraica di Roma. “Dopo le recenti stragi in Europa i mass-media hanno parlato di gesti compiuti da folli. Ma, così come per lo sterminio nazista, non si possono attribuire queste violenze a dei folli, perché dietro c’è un piano preciso. Dobbiamo far prevalere il dialogo ma allo stesso tempo tenere molto alta l’attenzione perché fatti tragici come questi non si ripetano più”.

Mary Divella

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