IL SUMMIT BIDEN-PUTIN A GINEVRA

Il primo faccia a faccia tra i due leader

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Il presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin si sono incontrati, ieri a Ginevra. Un vertice che potrebbe rappresentare una svolta nelle relazioni diplomatiche tra Washington e Mosca.

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I rapporti tra i due Paesi sono piuttosto tesi: poco dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, nel marzo 2021, Biden aveva definito senza mezzi termini «assassino» il suo omologo russo, e aveva assicurato che si sarebbero state gravi ripercussioni per le ingerenze di Mosca nelle elezioni americane del 2020. E le questioni della cybersecurity e degli attacchi informatici saranno tra i temi al centro del vertice.

L’incontro dei due leader a Villa La Grange

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Dopo aver trascorso gran parte del suo primo viaggio all’estero lavorando per ricostruire e rafforzare le alleanze americane in Europa, il presidente Biden ha incontrato il presidente russo Putin in un vertice delicato e importante per i futuri rapporti diplomatici tra i due Paesi.

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Il luogo dell’incontro è Villa La Grange, una villa del XIX secolo arroccata sul lago di Ginevra. Biden si è rivolto a Putin tendendogli la mano; quest’ultimo ha fatto un passo verso di lui e l’ha stretta. I due si sono poi diretti nella biblioteca situata al primo piano della villa, seguiti dai giornalisti e dai fotografi. Putin ha ringraziato il presidente Biden per l’iniziativa presa, ricordando che le relazioni tra i due Paesi hanno accumulato – negli ultimi tempi – problemi che richiedono un «incontro ai massimi livelli».

Poco dopo, tutti i media sono stati costretti ad abbandonare la sala, lasciando soli i due leader.

Come scrive il New York Times, durante la Guerra Fredda, la prospettiva di annientamento nucleare ha portato a trattati storici e a un quadro che ha impedito al mondo di farsi saltare in aria.

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A questo incontro, per la prima volta, al centro dell’ordine del giorno vi è una diversa tipologia di armi: quelle informatiche. Le interferenze di Mosca nelle elezioni americane, la copertura agli hacker russi che hanno messo in crisi le forniture di gas e di petrolio sabotando i server della Colonial Pipeline, ma anche la questione ucraina del Donbass, i diritti umani e il «caso Nalvany»: sono tutti temi scottanti sui quali i due presidenti dovranno accordarsi nel corso del loro primo faccia a faccia.

Un clima di tensione

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Nonostante i due presidenti si siano mostrati alle telecamere rilassati e sorridenti, è percepibile il clima di tensione che aleggia. «Spero che il nostro incontro sia produttivo», si augura Vladimir Putin, mentre dal Cremlino il portavoce Dmitrij Peskov annuncia che il summit «non può diventare storico e non ci si può e non ci si dovrebbe aspettare nessuna svolta». La svolta, se c’è, sta nel fatto che i due leader abbiano deciso di incontrarsi per la prima volta in un faccia a faccia.

cms_22224/6.jpgAnche dalla Casa Bianca giungono comunicazioni che invitano alla prudenza. Joe Biden avrebbe risposto con un cenno di assenso alla domanda di un cronista, il quale chiedeva se ci si possa fidare del presidente russo.Ed ecco che la direttrice delle comunicazioni Kate Beddingfield ha spiegato subito che l’eventuale cenno di assenso del presidente Biden non va interpretato come una risposta positiva alla domanda posta dal cronista: vi era «una mischia caotica, con i giornalisti che urlavano» e, pertanto, il presidente americano stava semplicemente «annuendo in segno di riconoscimento alla stampa in generale».

Francesco Leccese

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