IL TOROIDE - I^ PARTE

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Come abbiamo visto negli articoli precedenti, la Geometria Sacra è una materia estremamente affascinante che va tuttavia affrontata con attenzione e impegno.

Tutto ciò che esiste, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo è geometria ed è “sacra” in quanto contiene elementi misteriosi che descrivono praticamente tutti i fenomeni naturali.

In questo senso, il modello geometrico ricorrente che racconta l’evoluzione della vita e la natura auto-riflessiva dell’Universo è il toro - o TOROIDE.

Il Toroide altro non è se non un vortice di energia a forma di ciambella, presente tanto negli atomi quanto nelle galassie.

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Le galassie - così come l’intero Universo - hanno per l’appunto una forma toroidale in cui i buchi bianchi (“white holes”) rilasciano energia, mentre i buchi neri (“black holes”) la risucchiano al loro interno.

Questo vortice che, girando attorno al centro, scorre da una estremità all’altra per poi ritornare all’interno, crea un’energia che, oltre a rigenerarsi continuamente, si espande autoriflettendosi su se stessa. Si tratta infatti di un’energia inesauribile in grado, come afferma lo scienziato e filosofo Arthur Young, di autosostenersi, cioè di organizzare se stessa. Il Toroide non ha quindi bisogno di fonti esterne di energia perché torna sempre a sé stesso e si rigenera.

Inoltre il vortice è fatto della stessa sostanza che lo circonda come lo sono, ad esempio, un tornado d’aria o un vortice d’acqua.

In natura troviamo ovunque queste forme auto-organizzanti: dalla sezione trasversale di una mela al campo elettromagnetico intorno alla terra, dalla struttura dell’atomo al campo elettromagnetico che circonda l’essere umano.

Anche l’aura delle persone e i chakra sono dei Toroidi. Taluni sostengono che che l’essere umano, come ogni altro essere, sia egli stesso un campo che si manifesta nell’ambiente attraverso una emanazione multidimensionale che esprime la vita intima di ogni facoltà (emozione, intelletto, eccetera).

Si pensa addirittura che la Coscienza stessa abbia questa forma in quanto sia lei che il Toroide funzionano in egual maniera, ripiegandosi continuamente su sé stessi.

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Il Toroide rappresentato in 2D e in 3D

Vediamo più da vicino l’aspetto di un Toroide.

Rappresentato in 2 dimensioni, il Toroide è formato da numerosi cerchi che prendono tutti origine dal centro ed è disegnato come se l’osservatore lo stesse guardando dall’alto.

Il Toroide in 3 dimensioni, invece, ha la forma di una ciambella, al centro della quale non c’è semplicemente il vuoto bensì quello che viene chiamato “punto zero” o “zero-point energy” in inglese, ovvero il più basso livello energetico possibile in fisica quantistica, l’energia del vuoto. Qui il Toroide si ripiega su se stesso e tutti i suoi punti vi convergono.

È una forma che si trova spessissimo in natura, praticamente ovunque, al punto che alcuni scienziati - tra cui il cecoslovacco Itzhak Bentov - sostengono che il nostro intero Universo non sia altro che un gigantesco Toroide, il che equivale a dire che questa forma geometrica sta all’origine della Creazione di tutte le cose.

Anche il campo elettromagnetico terrestre - ovvero le Fasce di Van Allen – e il campo elettromagnetico del cuore umano sono Toroidi.

Non stupisce quindi il fatto che questo modello geometrico venga usato anche per costruire apparecchi di uso quotidiano - come le ventole - o congegni più sofisticati come i propulsori elettrici per uso spaziale. I Russi furono i primi a mettere in pratica questa idea con l’acceleratore Tokamak - letteralmente “camera toroidale magnetica” -, una macchina per la fusione termonucleare controllata di forma toroidale.

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Le Fasce di Van Allen o campo elettromagnetico terrestre

L’energia del “punto zero” non soltanto dà vita a tutti gli organismi ma è anche il canale che ci permette di crescere spiritualmente, facendoci raggiungere la consapevolezza che siamo parte del Tutto Unico. Un Toroide ben funzionante ha ripercussioni positive anche sulla salute, allontanando malattia e negatività; come un magnete, attira inoltre solo ciò che viaggia sulla nostra stessa “frequenza”, persone comprese.

Il Toroide racconta di sé all’ambiente circostante e questi segnali possono essere recepiti da un qualsiasi essere senziente che si trovi nelle vicinanze: sono questi i canali psichici che ci permettono di connetterci con altre persone o con il mondo circostante.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo alla forma del Toroide.

Il campo elettromagnetico terrestre ha appunto la forma di un Toroide e abbiamo visto che, dove esiste questa figura geometrica, esiste anche lo ”zero point energy” che, nel nostro caso, corrisponde ai due poli.

Il concetto di Terra cava è collegato proprio a questa forma e consiste nel supporre che possa esistere una Terra parallela in una dimensione diversa dalla nostra.

Alcune fotografie scattate alla fine degli anni ’60 dalla sonda ESSA-7 mostrano una grande nuvola in corrispondenza del Polo Nord mentre altre sembrano rivelare la presenza di un grosso foro.

Alcuni ufologi, in particolare l’americano Ray Palmer, sono convinti che che la Terra sia veramente cava e che sia abitata da civiltà aliene con cui è possibile entrare in contatto attraverso i Poli Nord e Sud e il sistema montuoso dell’Himalaya.

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La “Terra cava” e la sua fantastica civiltà

Altri sostengono invece che al suo interno vi sia una Terra parallela, con il suo Sole e il suo Cosmo, abitato da esseri elementali, mitologici e, addirittura, da esseri umani.

Se così fosse dovremmo rivedere tutte le nostre idee riguardo l’Universo in cui viviamo e stravolgere non di poco le nostre più solide certezze.

Ad esempio, il riscaldamento globale sarebbe causato da questo secondo Sole mentre l’Aurora Boreale sarebbe invece la luce emessa dal Sole che si trova nella Terra cava.

Non è un’ipotesi recente, questa. Di Terra cava se ne parlava già nel 1818 quando l’ufficiale americano John Cleves Symmes Jr. avanzò l’ipotesi che la Terra fosse un guscio vuoto spesso circa 1300 chilometri, con fori di circa 2300 chilometri ai Poli.

E chi non conosce il celebre romanzo “Viaggio al centro della Terra” di Jules Verne, pubblicato nel 1864?

Fantascienza o probabilità? La storia è ancora tutta da scrivere ma è interessante notare che i nazisti cercarono di verificare l’esistenza della Terra cava tant’è che si dice abbiano trovato, durante le loro spedizioni al Polo Sud, un ingresso dove Hitler stesso si nascoste per sfuggire agli Alleati.

Il confine tra scienza e fantascienza è talvolta davvero sottile ma vale la pena di proseguire le ricerca, quanto meno per togliersi ogni dubbio.

Perché più la nostra conoscenza va a braccetto con la consapevolezza, più ci si dischiudono panorami inesplorati e possibilità insospettate.

Simona HeArt

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