IL TOROIDE UMANO - II ^PARTE

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Chi di noi, almeno una volta nella vita, non ha sperimentato - trovandosi in presenza di un perfetto estraneo - una sensazione di benessere o di affinità, come se lo si conoscesse da una vita?

Chi non ha mai provato quella “fitta al cuore” alla fine di un amore o, comunque, in una situazione di sofferenza?

E ancora, quando vogliamo affermare la nostra identità o la nostra volontà a compiere un’azione, chi di noi non ha portato istintivamente la mano al petto?

Non alla testa ma al petto, all’altezza del cuore.

Tutto questo ha un senso e adesso lo scopriremo insieme.

Bisogna partire da questa semplice domanda: qual è il centro di comando dell’essere umano? Ovvero, qual è l’organo che veicola in maniera più potente, attraverso onde elettriche ed elettromagnetiche, il flusso di informazioni?

Di certo molti penseranno che sia il cervello e invece no: è il cuore.

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Il campo toroidale del cuore

Non si tratta di una supposizione ma di un dato di fatto misurato scientificamente con strumentazioni mediche, nello specifico elettrocardiogramma (ECG) ed elettroencefalogramma (EEG).

Il campo elettrico del cuore è circa 60 volte più grande di quello generato dal cervello e l’emissione di onde elettromagnetiche del primo è 5000 volte più potente del secondo. Addirittura il cuore umano genera un campo energetico talmente potente da superare quello di qualunque altro organo del nostro corpo.

Questo campo elettromagnetico, che parte dal cuore e si estende al di fuori del nostro corpo per un diametro che varia tra il metro e mezzo e i tre metri, ha la forma geometrica di un TOROIDE.

Questi dati sono il frutto di studi ed esperimenti condotti da un ente no profit, l’“Institute of HeartMath”, nato nel 1991, il cui scopo è comprendere quale potere esercitano le emozioni sul corpo umano e quali ripercussioni hanno a livello globale.

Si sono concentrati particolarmente sul CUORE, quale “fonte” dei sentimenti e delle emozioni. Gli studiosi hanno scoperto che quest’ultimo produce un campo di energia la cui componente magnetica può essere misurata tramite uno strumento a Superconduzione di Interferenze Quantiche (SQUID) basato su magnetometri. Di quale energia si tratta? Fondamentalmente della stessa che si sprigiona dal nostra pianeta.

Il fisico americano James Van Hallen appurò che dal “cuore” della Terra - ovvero dal suo nucleo - si dipana un enorme campo elettromagnetico di forma toroidale che avvolge totalmente il pianeta. Sono le famose “fasce di Van Allen”.

Cosa ha a che vedere il nostro pianeta con il corpo umano? Molto, in realtà, perché tutto ciò che esiste in natura fa parte di “un sistema perfettamente integrato, armonico ed autosufficiente, edificato e modellato da strutture energetiche invisibili che originano da una matematica perfetta, divina.” (Cit.)

Non c’è quindi da stupirsi che le forme energetiche dei più disparati elementi della natura abbiano una matrice comune.

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L’Istituto di Heart Math ha inoltre dimostrato che “le informazioni riguardanti lo stato emotivo di una persona sono trasmesse in tutto il corpo attraverso il campo elettromagnetico del cuore”. E ne hanno fornito la prova testando gli effetti delle emozioni sul DNA.

Questi esperimenti, effettuati tra tra il 1992 e il 1995, hanno dimostrato che l’emozione umana ha il potere di modificare la forma del DNA, agendo parallelamente sul cervello, tanto da influenzare i nostri pensieri e le nostre azioni.
Nulla di incredibile poiché chiunque può constatare quanto le emozioni positive (amore, felicità, ecc.) o negative (paura, odio, ecc.) influenzino il nostro stato psico-fisico. Il punto è che queste emozioni sono anche in grado di alterare - armonizzandolo o disarmonizzandolo - il campo toroidale. Le suddette alterazioni possono essere misurate con una tecnica chiamata analisi spettrale, GDV.

Il nostro cuore non è soltanto un muscolo che serve a pompare il sangue nel corpo ma è uno strumento in grado di sincronizzarsi, attraverso il campo elettromagnetico, con il sistema nervoso e il cervello; così facendo, comunica anche con il resto del corpo.

Ma c’è di più. I campi energetici dell’uomo e della Terra, delle piante e degli animali comunicano tra loro poiché siamo intimamente connessi gli uni agli altri. Ecco da dove nascono, ad esempio, le affinità tra persone che non si sono mai viste prima o da dove scaturisce quella sensazione “a pelle” che tutti abbiamo provato un giorno o l’altro. Si tratta di una comunicazione che precede quella verbale e, addirittura, quella non verbale: l’interazione tra i campi toroidali.

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Interazione tra i campi toroidali

Un altro aspetto importante da considerare è che molte patologie dell’organismo sono in diretta relazione con le alterazioni del campo elettromagnetico toroidale.

Memori di quanto ho scritto sulla struttura fisico-energetica del corpo umano negli articoli precedenti, prima che il corpo fisico venga intaccato biologicamente, devono

essere attraversate le “barriere” dei nostri corpi energetici. Solo gli stati d’animo negativi prolungati avranno la meglio sulla nostra salute, dando origine al malessere.

Questo a cosa ci porta? Di sicuro ad una maggior comprensione del processo di salute e di malattia che è legato, non soltanto alla sfera fisica, ma anche a quella energetica. Inoltre ci conduce alla consapevolezza che la farmaceutica non è l’unico strumento di guarigione poiché l’AMORE è in grado di rigenerare e stabilizzare il nostro campo energetico e, quindi, di ripristinare l’equilibrio psico-fisico.

Abbiate cura del vostro cuore, mi viene da dire, non soltanto per le sue funzioni meccaniche ma anche - se non soprattutto - per il suo ruolo di “sincronizzatore”, a livello elettromagnetico, di tutto il corpo.

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Il campo che si dipana dal centro del cuore ha la forma di un Toroide

È lui - e non il cervello - l’organo più importante, quello che sta alla base dell’evoluzione della nostra Coscienza. La consapevolezza emerge dal cuore; corpo e cervello cooperano con lui seguendone le direttive.

Addirittura gli scienziati affermano che il cuore abbia un proprio “cervello” con il quale riceve ed elabora le informazioni. Questa nuova disciplina si chiama “neurocardiology” e mostra come il cuore sia un organo sensoriale fornito di un sofisticato centro per Il sistema nervoso che gli consente di imparare, ricordare e prendere decisioni indipendenti dalla corteccia cerebrale del cervello. Non solo, sarebbe sempre il cuore ad influenzare i centri cerebrali superiori del cervello con l’elaborazione emotiva. Un bel cambio di prospettiva, non trovate?

“Ascolta il tuo cuore” è il miglior consiglio di sempre… e adesso sappiamo perché!

Simona HeArt

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