IL VIAGGIO DI FRANCESCO A MATERA

Tempo di rinvigorire lo spirito di pace

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Il viaggio pontificio di Francesco in terra lucana è un momento chiave per sondare lo spirito dei tanti fedeli accorsi. La situazione a livello internazionale è molto complessa e il pontefice durante l’Angelus ci tiene a ricordarlo, facendo riferimento a un drammatico evento avvenuto in Myanmar: “Si vede che è la moda bombardare le scuole, oggi, nel mondo! Che il grido di questi piccoli non resti inascoltato!

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Queste tragedie non devono avvenire”. Un discorso che si estende a tante situazioni, con una piccola nota anche per il nostro paese: “ll cammino della Chiesa in Italia, perché in ogni comunità si senta il profumo di Cristo Pane vivo disceso dal Cielo”. E invoca, in un fuori programma, la sua intercessione: “Oserei oggi chiedere per l’Italia: più nascite, più figli”. Parole che non mettono tutti d’accordo, ma che colgono nel segno, rappresentando una provocazione al risveglio della coscienza personale. Questo non riguarda solo il tema dei conflitti, bensì l’essere umano nella sua interezza di figlio.

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Matera si presta a tutto questo, con una piazza gremita e desiderosa di salutare il pastore della chiesa.

Il Santo Padre si sofferma poi sulla delicata situazione in Ucraina (una costante negli ultimi discorsi di Francesco): “Maria conforti il martoriato popolo ucraino, interceda presso i capi delle Nazioni riuniti in questi giorni a New York per l’Assemblea delle Nazioni Unite e doni la forza di volontà per trovare subito iniziative efficaci che conducano alla fine della guerra”.

A conclusione dell’Angelus, Francesco sfodera l’ennesima stoccata a tutti coloro che si oppongono all’integrazione dei fratelli bisognosi. Le sue dichiarazioni sono perentorie e sicuramente fanno fischiare qualche orecchio: “Rinnoviamo l’impegno per edificare il futuro secondo il disegno di Dio: un futuro in cui ogni persona trovi il suo posto e sia rispettata; in cui i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta possano vivere in pace e con dignità”.

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La visita del Santo Padre a Matera ha regalato anche gesti simbolici dal valore inestimabile: dopo la celebrazione della messa per il 27° congresso eucaristico nazionale, Bergoglio ha benedetto la mensa dei poveri intitolata a Don Giovanni Mele. Una pagina importante del suo ministero, che sottolinea il suo grande impegno verso la causa degli ultimi.

Giuseppe Capano

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